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La vidi bagnarsi le labbra con la bibita, e sì, mi sforzai di non fare pensieri poco casti sul suo conto. Che c'è? Ero pur sempre un maschio. Ciò che differenzia il sesso forte da quello gentile, dopotutto, è la malizia. La prima cosa a colpire un uomo sono le forme, che siano quelle di una bella fanciulla o quelle d'un altro fanciullo, le donne invece prediligono il sentimento e la bella testa.
Quando mi agitò la Schweppes davanti al naso, chiedendomi se ne volessi un po', non potei che accettare / molto / volentieri.
«Come rifiutare?»
Così impugnai la bottiglia, sorseggiando il liquido giallo e leggermente amarognolo. Era al limone. Ascoltando la mora, capii che non solo era maledettamente attratta da me (come biasimarla?), ma anche che aveva voglia di candidarsi per guadagnarsi il ruolo di Giulietta. Ghignai contro il collo della bottiglia, fino a che non mi ci staccai, gettandola nel cestino di fianco alla macchinetta.
Désirée (così mi pare si chiamasse) era carina, su questo non ci pioveva, ma vi erano fanciulle molto più attraenti di lei e non ero sicuro del fatto che sarebbe stata alla mia altezza. Tuttavia, tentar non nuoce, no? Io sarei stato sicuramente Romeo (il preside me l'aveva garantito), perciò non restava che vedere se lei sarebbe stata la mia amante nella recita natalizia.
«Sono pienamente d'accordo con lei: Shakespeare è un gran poeta, e Romeo&Juliet è un'opera altrettanto grande. Se ha voglia di candidarsi, le selezioni si terranno a metà Novembre; deve solo compilare un modulo che troverà su un tavolino nell'aula di teatro.»
Ammiccai, piacente, notando le sue gote arrossarsi. Le spalmai una mano sul capo, per accarezzarla, facendo poi per sorpassarla. Avevo una certa fretta, dal momento che sarei dovuto uscire con una biondina ed andarmene con lei allo Starbucks.
«Ora devo andare, ma le prometto che ci rivedremo presto.»
Quando mi agitò la Schweppes davanti al naso, chiedendomi se ne volessi un po', non potei che accettare / molto / volentieri.
«Come rifiutare?»
Così impugnai la bottiglia, sorseggiando il liquido giallo e leggermente amarognolo. Era al limone. Ascoltando la mora, capii che non solo era maledettamente attratta da me (come biasimarla?), ma anche che aveva voglia di candidarsi per guadagnarsi il ruolo di Giulietta. Ghignai contro il collo della bottiglia, fino a che non mi ci staccai, gettandola nel cestino di fianco alla macchinetta.
Désirée (così mi pare si chiamasse) era carina, su questo non ci pioveva, ma vi erano fanciulle molto più attraenti di lei e non ero sicuro del fatto che sarebbe stata alla mia altezza. Tuttavia, tentar non nuoce, no? Io sarei stato sicuramente Romeo (il preside me l'aveva garantito), perciò non restava che vedere se lei sarebbe stata la mia amante nella recita natalizia.
«Sono pienamente d'accordo con lei: Shakespeare è un gran poeta, e Romeo&Juliet è un'opera altrettanto grande. Se ha voglia di candidarsi, le selezioni si terranno a metà Novembre; deve solo compilare un modulo che troverà su un tavolino nell'aula di teatro.»
Ammiccai, piacente, notando le sue gote arrossarsi. Le spalmai una mano sul capo, per accarezzarla, facendo poi per sorpassarla. Avevo una certa fretta, dal momento che sarei dovuto uscire con una biondina ed andarmene con lei allo Starbucks.
«Ora devo andare, ma le prometto che ci rivedremo presto.»