Dell’altra conoscevamo relativamente poco, è vero, di certo mancavano molte delle più banali informazioni — il colore preferito, ad esempio —, ma era la ‘chimica’ a contraddistinguere e a rianimare il nostro rapporto — quella o c’è o manca, non può andarsi a creare col tempo —. Avvolsi al collo altrui ambe le braccia, storsi appena il volto e accennai a un sorrisetto.
«Sei mio, Tramp.
E quell’altre sciacquette dovranno anche farsene una ragione prima o poi — meglio prima che poi —, dammi retta.» ‘Perché ciò che è mio non si tocca’ pensai, eppure evitai di dirlo. Non volevo risultargli pesante, possessiva né tanto meno sdolcinata.
━ 🐶 ━
"Maybe".
Cos'accidenti mi stava a significare "maybe"? Solo lei lo sapeva. Eppure era proprio quella nostra reciproca incomprensione ─ unita al perpetuo stuzzicarci ─ a rendere accesa la fiamma della nostra relazione. Di tempo per conoscerci meglio, poi, ne avremmo avuto un'infinità; l'importante era desiderarsi. Ed io ed Alyssa ci bramavamo l'un l'altra; attratti dal rispettivo partner come una falena con un lampione. Lasciai che le sue braccia si avvolgessero al mio collo, come da consuetudine, mordendomi il labbro inferiore come per reprimere quell'istinto primordiale. Volevo baciarle il collo, le labbra ancora per un po', e tutto il resto. Quella sirena m'avrebbe fatto impazzire, prima o poi. E quando faceva la gelosa mi piaceva ancor di più, basta solo che non esagerasse: per me ancora non era facile digerire un vincolo quale il fidanzamento.
«Sta' tranquilla: nessuna mi tocca. Non più. E poi io ora ho tutto ciò di cui ho bisogno.»
"Cioé tu", avrei voluto aggiungere, ma mi trattenni: non volevo apparire troppo sdolcinato. Ero pur sempre un ragazzo bastardo e provocatorio.
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