«Sentiamo, allora.»Incrociai le braccia al petto, impassibile, malgrado dentro fossi una tempesta di sensazioni ed emozioni diverse: nervosismo, ansia, piacevolezza, eccetera eccetera. In parole povere: un casino.
‹Stai cercando di rubarmi il primato d'arroganza, eh?› poggia ambe le braccia lungo i fianchi, trattenendo a stento in risata. ‹Romeo e Giulietta è un classico; trovo ben più interessante il primo che hai nominato, assieme al Mercante di Venezia.›
«E ci sto anche riuscendo.»Era più forte di me: non sapevo essere insicuro, contavo molto sulle mie capacità.«Oh, il Mercante di Venezia! La morte di Shylock mi ha provocato un arresto cardiaco, altroché; ma non quanto parlare con te.»
La vidi bagnarsi le labbra con la bibita, e sì, mi sforzai di non fare pensieri poco casti sul suo conto. Che c'è? Ero pur sempre un maschio. Ciò che differenzia il sesso forte da quello gentile, dopotutto, è la malizia. La prima cosa a colpire un uomo sono le forme, che siano quelle di una bella fanciulla o quelle d'un altro fanciullo, le donne invece prediligono il sentimento e la bella testa. Quando mi agitò la Schweppes davanti al naso, chiedendomi se ne volessi un po', non potei che accettare / molto / volentieri.«Come rifiutare?»Così impugnai la bottiglia, sorseggiando il liquido giallo e leggermente amarognolo. Era al limone. Ascoltando la mora, capii che non solo era maledettamente attratta da me (come biasimarla?), ma anche che aveva voglia di candidarsi per guadagnarsi il ruolo di Giulietta. Ghignai contro il collo della bottiglia, fino a che non mi ci staccai, gettandola nel cestino di fianco alla macchinetta. Désirée (così mi pare si chiamasse) era carina, su questo non ci pioveva, ma vi erano fanciulle molto più attraenti di lei e non ero sicuro del fatto che sarebbe stata alla mia altezza. Tuttavia, tentar non nuoce, no? Io sarei stato sicuramente Romeo (il preside me l'aveva garantito), perciò non restava che vedere se lei sarebbe stata la mia amante nella recita natalizia.«Sono pienamente d'accordo con lei: Shakespeare è un gran poeta, e Romeo&Juliet è un'opera altrettanto grande. Se ha voglia di candidarsi, le selezioni si terranno a metà Novembre; deve solo compilare un modulo che troverà su un tavolino nell'aula di teatro.»Ammiccai, piacente, notando le sue gote arrossarsi. Le spalmai una mano sul capo, per accarezzarla, facendo poi per sorpassarla. Avevo una certa fretta, dal momento che sarei dovuto uscire con una biondina ed andarmene con lei allo Starbucks.«Ora devo andare, ma le prometto che ci rivedremo presto.»
Dopo essermi riversata in corridoio guardandomi intorno come una sentinella per scovare i capelli rossicci e arruffati di Duncan, lasciai che la mandria di studenti mi guidasse fino a quando non riuscii ad intercettare effettivamente il suo visetto lentigginoso. Mi piazzai all'istante innanzi a lui➡
ciondolando avanti e indietro con le braccia legate dietro la schiena. Un sorriso speranzoso a troneggiare sulle mie labbra, che andò ad intensificarsi nel momento in cui quel manoscritto si palesò sotto i miei occhi brillanti. ⊰ Oh andiamo Duncan, mi conosci! Sai benissimo che io alle cose riservo tanta cura, soprattutto se non sono mie. ⊱ Accolsi il libro tra le mani, osservandolo con una certa soddisfazione, divorandolo con lo sguardo. Me lo portai istintivamente al petto, tirando un sospiro provato. Aaah... Non vedevo l'ora di leggerlo!🐶Nonostante fossi gelosissimo delle mie cose (dei miei libri soprattutto), ero contento di aver fatto un favore ad un'amica: doveva tenerci davvero tanto a quell'opera. Come biasimarla: ciascun lavoro di Shakespeare era un autentico capolavoro. Nel momento in cui il libro scivolò nelle mani altrui, l'ennesima fitta s'impadronì della mia testa: emicrania. Non sapevo come accidenti mandarla via, era da un paio di giorni che mi stava dando il tormento. Samael mi stava contagiando. Posai un paio di dita sulla tempia, spazientito e non poco.«Candace...»Avrei voluto risponderle che ero a conoscenza della sua prudenza, e che perciò non mi sarei preoccupato più di tanto per Romeo&Juliet, ma in quel momento l'esasperazione ebbe la meglio.«Non è che avresti una compressa? Ho un terribile mal di testa che non vuole abbandonarmi da un po'. Forse ho la febbre...»O forse stavo pensando / troppo / riguardo a quello che era successo con Alyssa.
‹Duncan, mi piace come nome› ammette con un'insolita tranquillità, accompagnata da uno rapido scrollo delle spalle. ‹Beh, io sono Lyanna! Ho diversi interessi, tra cui anche la letteratura e la recitazione. Ami sopratutto me, ma che spettacolo! E, dimmi, qual è la tua opera preferita di Shakespere?›
«Ovvio che ti piace, / è il mio. /»Ammiccai per quella che / forse / era la seconda volta, francamente non tenni il conto né ci feci troppo caso; l'unica cosa ad occupare del tutto i miei pensieri, in quel momento, era il suo nome. «Lyanna, Lyanna. Non è forse questo l'appellativo della mia futura amante? Scherzi a parte, amo alla follia Macbeth. . . sai com'è. Ciò non significa che disdegni Romeo&Juliet, anzi, amo quel romanzo.»
-Duncan, sappi che io non penso che tu sia uno strönzo. So che hai sofferto, come me del resto.-
Aveva ancora il cuore di pietra, ma un legame di sincera amicizia non poteva far male.
Ci stava andando con cautela, non voleva affezionarsi troppo ma sapeva che infondo lui non era tutto ciò che
dimostrava.🐶Rimasi stupito dalle sue parole, ma soprattutto da / lei /, che era stata in grado di inquadrare perfettamente la situazione, senza che le avessi spiegato nulla. Deglutii rumorosamente, senza intervenire per un po'; ero alla ricerca delle parole giuste da utilizzare e, purtroppo, non me ne vennero di migliori:- Lei mi ha spezzato il cuore. E sto ancora un po' male per questo, anzi, / molto / male. -
Il mio obbiettivo non era ricevere un bacio, in fondo. Certo, mi avrebbe fatto comunque piacere, ma non rientrava tra le mie priorità. Quando le labbra altrui si posarono sulla mia gota, m'irrigidii, rimanendo come incantato da quel gesto puro ed innocente, del quale avevo disconosciuto l'esistenza per molto tempo.- ... Grazie, ho apprezzato. -
-Ora che mi hai definita una preda "speciale" le tue spasimanti ti uccideranno, immagino. Ho sentito dire che per te tutte di equivalgono, ma hai ammesso che sono un gradino in più.-
-Dovei esserne onorata, immagino.
Dunque ora hai deciso di affibbiarmi il nomignolo "amore"? Spero non sia quello che attribuisci a tutte le tue prede.-
- No, non a tutte; dipende dalle prede! "Amore" è per quelle speciali, "tesoro" per quelle intriganti, e "cara" per le simpaticone. Le distinguo così. -