Ask @AyaLawlietFGI:

Esiste l'amicizia dopo l'amore?

Dipende dal tipo di amore.
Se era un "amore" ossessivo, esclusivo, egoista, di quelli che tarpano le ali e legano piuttosto che ampliare gli orizzonti, allora no. È troppo difficile restare amici dopo la rottura.
Ma se era un amore disinteressato, di quelli basati sul rispetto dell'altro, e in definitiva sincero, allora sì, certo che può esserci amicizia. Anche se qualche volta sarà difficile.

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Che rapporto hai con le etichette?

Direi ambiguo mio malgrado... Mi spiego. In linea generale, pensando non soltanto a me stessa ma a un intero contesto - sia questo sessuale, di genere, religioso, anything really - tendo a pensare che senza etichette staremmo tutti molto meglio, anche e soprattutto perché ognuno vive la propria sessualità, identità di genere, religione e quant'altro in una maniera sempre molto molto soggettiva e quindi le etichette, di per sé già riduttive, possono finire per essere dannose. Ma poi, quando guardo le cose più da vicino, e in particolare quando considero alcuni atti di coming out che ho dovuto affrontare io personalmente, mi rendo conto che un'etichetta ha però il vantaggio (volendo temporaneo, ma comunque effettivo) di far sentire validata una persona in un dato aspetto della sua personalità... Il che è indubbiamente positivo, soprattutto in quei casi in cui magari non si ha nient'altro (o nessun altro) nel proprio "ambiente" a riconoscere come vera e reale quella parte di noi.

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Perciò mi sono chiesta: perchè non te ne vai anche tu? Io ho trovato lavoro in un'altra città, dove nel frattempo studiavo all'università come non frequentante. Mi dispiace che tu molto spesso stia male a causa della tua famiglia, certe dinamiche che hai scritto le ho vissute in modo simile.

3/3
Per prima cosa ti ringrazio di cuore per quello che pensi di me, sia come autrice, sia come persona. Mi fa davvero piacere ;;
E la tua domanda non è per niente inopportuna, dopotutto sono io a usare Twitter come canale di sfogo, perciò è solo naturale che chi mi legge si faccia un'idea della situazione. XD
Purtroppo, per usare la tua stessa definizione, la mia famiglia è disfunzionale. Questo stesso tratto mi ha impedito di staccarmene finora, giocando soprattutto sul senso di responsabilità: vivo con una nonna non vedente che ci ha sempre mantenuti economicamente, e tenermi tutta quell'invadenza, le invalidazioni di chi ero, e in definitiva gli abusi psicologici mi sembrava quasi un doveroso contraccambio. Mi ci sono voluti anni di terapia per capire che non era così, per cominciare anche solo a prendermi i miei spazi; ancora adesso è per me del tutto nuovo e difficile anche solo andare a dormire da un'amica, o prendere qualsivoglia impegno senza prima avvisare tutta la mia famiglia. Si è creato un meccanismo di interdipendenza estremamente malsano che è stato impossibile recidere da un giorno all'altro, e questo non vale solo per me, ma anche per mia madre che ci è passata prima di me e non ne è mai uscita.
Detto questo, sto facendo del mio meglio: il prossimo mese parto per un Erasmus e lo faccio soprattutto per staccarmi da loro, altro che per l'inglese. ^^'

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Ti hanno mai criticato/a per come ti vesti? Se sì, come hai reagito/che hai fatto?

Sì, in effetti, e non è stato piacevole. La prima volta non ci ho dato molto peso perché furono un paio di amiche a dirmi che "non vestivo in modo femminile", e insomma, mi ha dato un po' fastidio (more like ma a voi che ve ne frega) ma non è che ho reagito in modo particolare, e di sicuro non ci ho pianto la notte. La seconda volta è stata la mia psichiatra a dirmi che "vestivo come una quindicenne perché avevo chiaramente dei problemi a relazionarmi alla mia età adulta", e quella è stata una cosa abbastanza dura da sentire, più che altro perché non ritenevo di dover essere psicanalizzata a partire da una cosa così superficiale come il mio look. Ad ogni modo, anche allora non ho fatto assolutamente nulla per cambiare stile. Mi vesto semplicemente come mi pare, e se alla gente non piace può sempre guardare altrove. 😄

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Bentornata!💕 Ho visto che stai guardando i nuovi episodi di Miraculous Ladybug, personalmente non capisco il successo di quel cartone, a me sembra "poco serio" se così possiamo dire.. mi chiedevo come mai a te piace e se pensi che valga la pena riprenderlo :)

Ma grazie, anon ;w;
Guarda, per me Miraculous è in primo luogo una cosa molto molto leggera e divertente in un periodo in cui non riesco a gestire nulla di particolarmente "serio", per usare la tua definizione (fandomicamente e non); penso che ad attrarmi in primo luogo sia stato quel sentore da majokko e da shojo tipico degli anime della mia infanzia, con le solite magical girls di cui nessuno conosceva l'identità segreta (anche se l'unica differenza estetica era una tiara xD) e con il cattivo di turno che sembrava prendersela con un'unica classe di studenti in una città intera, unito all'ambientazione parigina e a una grafica che mi piace un sacco. Poi comunque me ne sono appassionata: per quanto sia poco credibile mi fa morire dal ridere il fatto che Adrien e Marinette siano innamorati l'uno dell'altra senza saperlo, e soprattutto - senza fare spoiler - mi affascinano le dinamiche interne alla famiglia Agreste, che nella seconda stagione assumono un certo peso.
Ovvio che deve essere un genere che ti interessa, però io una seconda possibilità gliela darei :3

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Maintenance alert (no): sto pensando di chiudere questa pagina.

bookayaholic
Intanto vi dico che non è niente di sicuro, solo una vaga intenzione che ho da un po'. Non voglio dire che Ask sia triggering per me come lo sono stati altri social prima d'ora, perché lo uso proprio il minimo indispensabile... Però ecco, il punto è che non mi piace più come lo uso.
Per tanto tempo sono stata felice e orgogliosa, in un mondo virtuale di polemiche e cattiverie gratuite, di avere questo spazio in cui poter instaurare (soprattutto con i miei lettori di EFP) scambi pacifici sulle mie opinioni e i miei gusti nei fandom più disparati. Più di recente è stato anche un piacere condividere le mie esperienze mental health related, e dare qualche consiglio laddove possibile, perché per fortuna molti trovano il coraggio di chiedere aiuto - ed essere qui per loro mi sembrava importantissimo.
Ma adesso, be'. Per quanto riguarda il fandom, da quando frequento l'università che mi ha salvato la sanità mentale devo ammettere di esserne uscita quasi completamente; non ho più né il tempo materiale né le energie di arrivare a sera e mettermi in pari con una serie tv. E immagino che questa non sia d'altronde la sede più indicata per argomenti ben più importanti.
A tutto ciò si somma il fatto che non ho mai avuto l'intenzione di utilizzare questo social per raccontare a che ora mi alzo la mattina, se mi piace qualcuno o roba del genere. Suppongo non freghi neanche niente a nessuno.
Insomma, non so ancora bene come muovermi - se prendermi l'ennesima pausa o cos'altro: non sarebbe neppure una novità, già mi faccio vedere qui molto poco - ma mi sembrava almeno il caso di avvisare. Se sparisco è perché, quando sono presente, devo esserci con un motivo che giudico davvero importante.
E questo tratto di me si applica a tutto, non solo ad Ask.

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È giusto allontanare le persone "tossiche" da noi? Io sono stato con un ragazzo che cercavo di aiutare ma ad un certo punto non ce l'ho più fatta, era diventato ingestibile e mi faceva stare male...

Sì. È giusto. Lo è proprio per via della parola che hai giustamente scelto, anon: "tossiche". Mi è successa una cosa molto simile e ho dovuto chiudere bruscamente un rapporto per il bene di entrambi, per il semplice motivo che quando quel rapporto - qualsiasi tipo di rapporto - comincia a portare più male che bene alle persone, non ha più senso mantenerlo in vita... per quanti sensi di colpa ed egoismo vero o presunto ciò possa implicare.

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quanto valore ha per te la vita? Vale sempre la pena viverla?

Molto. Sono molto attaccata alla vita, più che altro per l'immagine utopica che ne ho - per quella mia speranza incrollabile che tutti, tutti meritano di vivere la vita che desiderano, la migliore che possano immaginare di avere. Così anche nei miei momenti di depressione più nera, quando mi schiaccia la consapevolezza che io la vita che voglio non la sto (ancora) vivendo, mi terrorizza la prospettiva di rinunciarci... È letteralmente l'unica cosa che abbiamo. E mi attacco a quella parola, 'ancora'. Non sarà sempre uno schifo.

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