Ask @Cioffo97:

Buonasera umani 🍀 Qual è quella cosa che vorresti fare ma che ti spaventa?

• The fallen angel
Sto valutando di aprire uno sportello no profit insieme ad altre persone qualificate in cui aiutare chi è in difficoltà psichica nel comune del paese in cui abito attualmente. Ovviamente non parlo di quelle persone che hanno bisogno di psicofarmaci o essere seguite da uno psichiatra, ma di chi cerca un supporto psicologico e non può permettersi una terapia. Nella mia breve esperienza mi sono imbattuto in persone vittime da anni di certe problematiche che poi sono state aiutate in pochissime sedute, e ciò mi ha fatto realizzare che a volte le persone hanno solo bisogno di riordinare il proprio io interiore per cominciare immediatamente a giovare di un miglioramento. La cosa da attuare non è che mi spaventa, ma so che sarà difficilissima da attuare perché come dicevo giorni fa su ask le persone sono preparate a rifiutare ogni piccolo aiuto che viene da fuori. Non tentare però sarebbe molto più fallimentare del fallire tentando.

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Buon pomeriggio seguiti💛 Oggi vi chiedo.. Quante volte nella vostra vita siete stati delusi da una persona per voi importante? Come avete reagito?

Sari
Ciao Sara, scusa se rispondo solo ora.
In passato ci stavo molto male, poi ho capito che la delusione nasce quando c'è aspettativa. Smettere di sperare che le persone si comportino in un certo modo permetterà di non avvertire più delusione, e di goderti il triplo le cose belle che arrivano proprio perché sono inaspettate.

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Hello. Credete che la sofferenza abbia uno scopo? 🍁

• The fallen angel
La sofferenza che ha uno scopo è definita sofferenza necessaria o inevitabile nella psicoanalisi, ed è davvero molto utile. Molti terapeuti la considerano la chiave dell'intelletto, perché molto spesso per uscire dalla sofferenza (data da una relazione finita per esempio, o da un lavoro perso, ecc) aguzziamo l'ingegno e troviamo mille hobby che poi diventano vere e proprie passioni che ci aiutano a rimettere in sesto il nostro io un po' ammaccato. Purtroppo la sofferenza diventa senza scopo quando ti porta su un letto a piangere tutti i giorni, quella è detta sofferenza evitabile ed è molto più frequente della necessaria. Questa è un modo di soffrire che non porta a niente, neanche a crescere ed infatti poi si fanno sempre i soliti errori.

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Oggi ripensavo ad un episodio di 5 anni fà e mi è venuta in mente questa domanda.. Se avete un amico/a che sta male, voi.. A andreste via comunque da dove sta lui perchè avete impegni o B stareste con lui nonostante tutto? Spiegate la vostra scelta e ricordate.. Ampliate il più possibile 💛

Sari
Aiutare un essere umano è difficilissimo perché è diabolicamente preparato a difendersi da ogni aiuto che può ricevere da fuori, è diabolicamente preparato a rifiutarlo. Questo è uno dei temi centrali che la psicoanalisi ha sempre messo in rilievo, e c'è una certa psicologia di superficie di oggi che fa credere che sono tutte balle questi meccanismi difensivi delle persone e che se non riesci ad aiutare è perché non ci hai provato abbastanza. Evidentemente queste persone non hanno esperienza clinica, non sanno chi sono le persone veramente sofferenti e di quanto combattono per rimanere sofferenti, non per uscirne. C'è un attaccamento fortissimo alla sofferenza, ci sono ragioni molto forti per continuare ad esserlo. Quindi la prima cosa che bisogna fare è vedere se la persona che sta male è pronta ad essere aiutata altrimenti ogni cosa che riceverà dall'esterno lo porterà a chiudersi sempre più.
"Nessuno mi capisce" oppure "Per te è facile parlare visto che non ci sei dentro" sono i meccanismi più comuni, un corretto modo di aiutare è quello di attendere che sia la persona ad essere conscia di aver bisogno di aiuto. Fermo restando che la premessa è che questa persona debba sapere che su di te potrà contare quando sarà il momento in cui si sentirà pronto.

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Non è mai troppo tardi per fare cosa? E, al contrario, cosa è ormai troppo tardi?

Emanuela Quarto
Quando non comprendiamo le ragioni di un'altra persona, quando ci sentiamo non assecondati, non rispettati o respinti, abbiamo una tremenda compulsione a catalogare tale persona come stupida, cattiva, folle. Non importa se si tratta di un genitore, un coniuge, un amico o di un figlio. Per non parlare degli estranei, degli sconosciuti e dei diversi.
Noi cataloghiamo, etichettiamo, emettiamo diagnosi perentorie per creare una barriera, una protezione. In questo modo però creiamo energia separativa, che si alimenta di ignoranza, disprezzo, odio, ostilità e paura. L'energia separativa genera uno stato di coscienza in cui perdiamo la visione di ciò che unisce, di ciò che ci rende simili. Perdiamo visione, perdiamo comprensione, rendiamo impossibile l'amore. Creiamo uno spazio in cui le carezze sono sostituite dagli attacchi e dalle ferite reciproche. I bambini, anche molto piccoli, non vengono risparmiati da questo gioco perverso. Ma le loro ferite sono le più lente a cicatrizzare e, come esseri umani, ce le portiamo dentro per tutta la vita.
Quindi non è mai troppo tardi per lasciare perdere la via della divisione e intraprendere quella del vero ascolto, della sana comprensione, del non giudizio e dell'empatia.

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buonanotte a domani:)*domandina: Come ti poni di fronte a chi non la pensa come te? grazie

wania lattanzi
Questo è un tema scottante, molto spesso la gente vive male il fatto che ci possa essere qualcuno in disaccordo e soprattutto che una persona poi palesi la sua idea differente. Questo perché nessuno è più abituato alle persone che ti dicono in faccia cosa pensano veramente. Personalmente ritengo che dialogare, con ogni essere umano, sia sempre produttivo in quanto puoi avere un confronto che può mostrarti sfumature che puoi non aver notato, l'importante è che ci sia enorme rispetto per le vedute altrui e soprattutto sincerità. Non mi piace molto ad esempio parlare con chi finge di avere una visione poetica delle cose (cercando di mostrarsi in controtendenza con i valori mediocri della società di oggi) quando poi nel suo privato fa tutt'altro. Le migliori conversazioni della vita si hanno quando ci si mostra per quello che si è, a prescindere dalle idee.

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Quello che temi, lo desideri. Quello che desideri, lo temi. E tu, cosa temi? E cosa desideri?

Emanuela Quarto
Desiderare ciò che si teme credo sia la peculiarità di chi sarà eternamente infelice. Siamo l'unica specie sul pianeta attratta da ciò che fa male, segno inequivocabile di personalità estremamente fuori contatto e ormai condannate all'insoddisfazione eterna. Io non desidero temere, desidero semplicemente essere in contatto con il vero me stesso e perseguire i desideri della mia anima e coltivarli ogni giorno: un amore sincero, rapporti amichevoli puliti, una professione consona al mio talento. È tutto straordinariamente a portata di mano, solo che appunto ci perdiamo nella stupidissima convinzione che bisogna inseguire il superfluo per essere felici.

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Vi piace il temporale? Oppure ne avete timore? 🌩️

• The fallen angel
Credo di soffrire di ceraunofobia, ho timore dei tuoni e dei fulmini. Amo alla follia i temporali e le domeniche mattina passate a letto stando abbracciato alla persona che amo mentre fuori c'è un pioggia intensa (non a caso comunque amo molto le temperature autunnali rispetto ad una clima più estivo), ma quando viene il diluvio non mi sento per niente a mio agio.

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Scatta una foto con le parole. Scrivi qualcosa che vorresti ricordare di questi giorni, qualcosa da custodire lontano dallo scorrere del tempo.

Emanuela Quarto
Nella mia foto di questo periodo imprimerei il fatto che mi piace da morire ciò che sono diventato e mi piace altrettanto intensamente che non lo sto dando mai per scontato, sono sempre vigile nell'evitare di ricadere in antichi difetti e soprattutto nello scegliere di chi circondarmi.
Ho imparato a godermi ogni momento, a smettere di pensare a cose passate e future. Si è creato un legame indissolubile tra me e la mia ragazza che va semplicemente oltre il concetto di coppia: è la mia donna, la mia migliore amica, la mia amante, la mia zona sicura. Credevo di aver amato prima di questa storia ma mi rendo conto che ciò che provo ora non è neanche lontanamente paragonabile a ciò che provavo prima. Questo credo dipenda dal fatto che forse è la prima volta che prima di amare un'altra persona amo soprattutto me stesso. E non ti parlo di "mi piace la mia vita perché le cose mi girano tutte bene" ma ti parlo proprio di essere in uno stato di profondo benessere che mi fa vivere con criterio ogni cosa che mi capita, bella o brutta. Ho limitato drasticamente i social, le distrazioni stupide, le cose che non mi miglioravano. Mi sento in pieno controllo delle mie emozioni e credimi che non c'è sensazione più bella per chi ha avuto un passato sofferente.

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Sono particolarmente sulle mie oggi, quindi cosa ne pensate delle persone che visualizzano e non rispondono? E delle persone che dicono mi manchi ma non fanno nulla per vedere l'altra persona!? cosa ne pensate?

Sari
Questo è uno dei motivi per cui mi sono allontanato progressivamente dai social, infatti ad oggi uso i network per un massimo un'ora al giorno.
Sono sempre stato uno che dopo un tot andava a vedere l'ultimo accesso e poi ci stavo puntualmente male quando mi accorgevo che la persona si era collegata senza rispondermi. Come mai non mi ha risposto? Era collegata, perché mi ha ignorato? Starà parlando con qualcuno a cui tiene di più? Non è che mi risponde solo quando non ha altre persone con cui chattare e mi tiene come ruota di scorta? Dice che mi reputa speciale, allora perché non mi risponde quando può?
Paranoia allo stato puro.
Ho realizzato che i social hanno devastato il bellissimo e dimenticato concetto di attesa. La prima fidanzatina delle medie la potevo vedere solo a scuola e all'epoca non avevo ancora un telefono tecnologico, quindi pensavo interi pomeriggi tra le nuvole a pensare a quanto sarebbe stato bello abbracciarla il giorno successivo e a cosa avrei potuto dirle. Oggi si parla 24 ore al giorno e si sta male quando non lo si fa perché i social ci hanno reso accessibili sempre, dovunque e comunque. Se addirittura oggi una persona visualizza e non risponde la gente ipotizza che tu ce l'abbia a morte con lei, e in molti casi può anche essere vero. Ad oggi non esiste più il broncio che cercavi di far passare con una battuta scema, oggi c'è che non ci si risponde e quindi si insiste finché l'altro non lo fa e poi si chiarisce.
A che cazzo siamo arrivati?
Ad oggi a me non frega più nulla di whatsapp, instagram, facebook ecc. Come già detto, ci dedico massimo un'ora al giorno. Mi capita di mandare dei messaggi ma ho smesso di star lì a guardare quando mi rispondono, se vorranno lo faranno altrimenti amen. La vita reale non è una doppia spunta blu, è un sorriso al bar davanti a un caffè.

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Ti voglio chiedere un consiglio! Credo di essere depressa, le mie relazioni sono molto sofferenti e non so come uscirne. Sono stufa di soffrire. Che devo fare?

Scusa se ti rispondo solo ora.
Comunque la tua domanda è vaga e poco specifica, a occhio direi che la tua subpersonalità al governo di te stessa ti ha reso molto insicura e ti ha portata a svalutarti molto se l'esito delle tue relazioni sono in grado di mandarti addirittura in depressione. Questa è una struttura pericolosa perché un io così poco sicuro al governo delle tue emozioni ti porta ad essere fragile, debole e compiacente verso gli altri pur di avere le attenzioni di qualcuno. Questo ti porterà alla depressione e all'infelicità a priori perché l'essere umano è nato per esprimere il suo io a 360 gradi e non per annullarsi per il proprio compagno di vita. Il tuo inconscio si arrabbierà a morte con te proprio perché ti stai facendo sottomettere dagli altri perché nessuno può portarti a stare male se ti lascia o ti tradisce, ci sono delle piccole parti di te che sono stufe di sentirti soffrire.
Un modo per uscirne può essere quello di dedicare più tempo alla tua persona, impegnandoti in qualcosa in cui sei brava in modo tale che il tuo io capisca di valere anche senza un uomo accanto che ti coccoli. Trova degli hobby, degli interessi, spegni completamente i social che ti distraggono e dedicati solo a te stessa. Arriva a sentirti importante per te stessa, così crescerai in autostima e le tue relazioni smetteranno di essere sofferenti perché vedrai gli altri come un arricchimento e non più come un'ancora di salvezza. Spero di essere stato d'aiuto e aver centrato il punto, la domanda purtroppo non era molto precisa.
In bocca al lupo!

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+2 answers in: “Come mai studi la psiche umana se nella bio dici di fare lettere?”

Che cosa sono le subpersonalità? Sono colpita dal tuo discorso!!

Le subpersonalità, come dice la parola stessa, è un qualcosa che sta sotto la nostra personalità esteriore. La cosa implica subito la prima verità: non siamo unitari, nasciamo divisi in mille pezzi. Questo non è un concetto molto diffuso nella psicologia standard infatti molti, terapisti compresi, ragionano dicendo "io" e pensano di essere una persona completa, non sospettando neanche lontanamente che dentro di noi ci sono altri migliaia di io, di subpersonalità appunto. Questi io sono tutti differenti tra loro, e spesso sono in netto contrasto: uno è triste, uno allegro, uno idealista, uno materialista, uno pigro, uno distruttivo, uno vendicativo, uno gioioso, uno permaloso ecc ecc ecc. Tutti li abbiamo. Tutti.
Ad un certo punto, tra tutti questi io, se ne forma uno che diventa una sorta di magnete e fa sì che diverse componenti si allineano e vadano al governo della tua mente: quello è che noi chiamiamo "carattere."
Ti è mai capitato che ad esempio il lunedì sei felice al punto che canti a squarciagola anche in mezzo alla strada e il giorno dopo eri depressa da far schifo? Oppure che un giorno qualsiasi giudizio negativo degli altri ti lascia indifferente mentre in un altro momento basta un piccolo commento per farti male? Ovviamente non siamo pazzi o schizofrenici che ci svegliamo e l'umore è a caso, c'è una logica psichica dietro che va studiata e capita: tutto questo accade quando noi non capiamo nulla di ciò che avviene nel nostro inconscio e permettiamo alle cose che ci capitano di determinare il nostro io ed il nostro umore.
Comprendere ciò che succede dentro noi è molto utile, è il passo indispensabile per conoscere davvero se stessi. Conoscersi serve per condurre una vita vera, piena, perché avere il totale controllo di sé implica che le scelte che farai saranno ponderate al 100% in cui tutte le sfumature saranno d'accordo con te. Scoprire tutto questo serve per far si che tu possa decidere ogni volta quali siano gli io che manderai al tuo governo, ogni giorno potrai scegliere di essere sereno senza permettere agli eventi di travolgerti e di far sì che siano loro a scegliere il tuo stato d'animo al posto tuo!

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+2 answers in: “Come mai studi la psiche umana se nella bio dici di fare lettere?”

Come mai studi la psiche umana se nella bio dici di fare lettere?

Passione, innanzitutto. Sono da sempre incuriosito dalla psiche umana, poi con il tempo ho approfondito anche per capire il perché di alcuni dei miei comportamenti. Volevo scoprire cosa succedeva nel mio interno quando non ero in grado di controllarmi: per avere una conoscenza piena di se stessi è prioritario conoscere innanzitutto come si svolge il tutto all'interno e non solo all'esterno. Ho scoperto che l'io al governo del mio inconscio aveva una struttura paranoide, che forse è la peggiore subpersonalità che esista al mondo e quindi ho cominciato a studiare anche per capire come sostituirla con una struttura più sana. Detto in parole povere sei stracolmo di rabbia e dentro di te è come se esistesse un giudice severo e implacabile che non vede l'ora di sfogare quella rabbia su chi presumi sia una persona che ti voglia ingannare o sfruttare. Molto spesso se non c'è una persona che ti vuole del male arrivi a vedere del marcio anche in chi non ne ha perché sei molto sospettoso, temi che la gente prima o poi se ne vada una volta che ha fatto di te ciò che voleva, quindi spesso fraintendi ogni gesto e litighi. Ero stufo di tutto ciò e credo di essere abbastanza intelligente da saper prendere in mano le cose quando vedo che non mi soddisfano: quindi da inizio giugno ho cominciato a lavorare sodo su questo aspetto e oggi mi sento completamente diverso. Spero di mettere a frutto le cose che ho scoperto per chi è in difficoltà aiutandolo a stare meglio, ovviamente ho studiato tutte le subpersonalità che abitano l'essere umano, non solo quella di cui soffrivo io. Le persone che mi hanno aiutato mi hanno insegnato anche quando sia bello l'aiutare.
Sono felice, sento di star facendo la differenza e spero di continuare così. Il rischio ricaduta è sempre presente nei casi dove ci sono state tante sofferenze nel passato, ma fortunatamente in quei momenti mi appoggio sulla mia ragazza, sulla mia famiglia e suoi miei amici che mi amano alla follia e che me l'hanno dimostrato in ogni circostanza.

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Cosa diresti a una persona che non senti e vedi da tanto tempo?

Era un giovedì sera di un mesetto e poco più fa. Eravamo in giro, eravamo un gruppetto numeroso e abbiamo deciso di fermarci nella nuova gelateria. Faceva così caldo. Ammetto che non ti pensavo da un po' ma devo confessarti che non appena l'ho visto mi sei subito tornata in mente, in meno di un istante: il gelato alla viola! L'ho provato, tra lo stupore generale di tutti dato che ho SEMPRE preso fragola e limone, e devo concederti che era davvero buono. Aveva un sapore di ..nuovo, di inaspettato; un retrogusto particolare che mi ha fatto ricordare di noi col sorriso, nonostante tutto. Suppongo che ci avremmo riso sopra se ne avessimo parlato. E niente, poi non l'ho più preso da allora perché in fondo quello è il tuo gelato e non il mio.

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buongiorno:)*domandina, secondo voi l'apertura al dialogo serio corrisponde sempre ad una apertura mentale? grazie

wania lattanzi
Assolutamente no, non è affatto detto che un dialogo serio corrisponda a una mentalità aperta. A parte che per "mentalità aperta" si intende molto spesso una persona che non gliene frega nulla di quello che fanno gli altri, quando in realtà essere davvero aperti significa invece aprirsi e conoscere tutte le ragioni che spingono gli altri a fare le scelte che possono essere differenti dalle nostre. Comunque ho parlato di tematiche serie con persone propense a parlarne ma cinque minuti dopo le ho riviste tornare a perseverare nel giudicare gli altri, nell'essere omofobe, razziste, ecc. Puoi parlare di cose serie quanto vuoi ma se di fronte non hai interlocutori di un certo spessore umano ci può fare veramente poco.

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Buonasera Seguiti 💛 Mettereste da parte l'orgoglio per perdonare una persona a voi vicina oppure aspettate che sia questa a fare la prima mossa? Spiegate il perchè della vostra risposta 💛

Sari
Mettere da parte l'orgoglio e perdonare una persona a cui teniamo è positivo perché è stupido rinunciare a chi amiamo per il nostro ego, l'importante è non mettere da parte la dignità.
Credo che il primo passo vada fatto da chi ha commesso l'errore che ha portato all'allontanamento, un modo per dire "ho sbagliato, ho capito, mi manchi!"
Però questo significa sedersi a tavolino e raggiungere dei compromessi validi a far sì che certe cose non si ripetano, molto spesso si persiste negli errori perché si fa finta di nulla e non si risolvono davvero le dinamiche.

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~Buonsalve. Oggi vorrei farti una domanda concentrandomi su una parola, VIVERE. Tu per cosa vivi? Vivi per qualcuno? Se ti va posta anche una frase. 🌺

Jane Doe
Non bisogna mai vivere per qualcuno, chiunque esso sia.
Non abbiamo la certezza che i legami siano eterni, per due motivi: possono finire perché uno dei due smette di provare delle cose oppure a causa di un destino beffardo che può portarti via chi ami con una malattia, un incidente, ecc.
Bisogna amare gli altri con tutte le proprie forze ma mai al punto da mettere al primo posto nella propria vita una persona che non sei tu. Solo così si può vivere una vita piena, cioè quella dove passi il tuo tempo cercando di conoscere un po' di te ogni giorno e facendo quello che più ti far star bene ignorando il giudizio o le critiche altrui.
Se ci fai caso chi mette gli altri al primo posto ha nella maggior parte dei casi un rapporto estremamente conflittuale con il proprio io, perché ci si odia inconsciamente così tanto che l'ultima cosa che si vuole è quella di restare soli con se stessi. Quindi si conosce e ci si lega frettolosamente a una persona, va male, ne conosci subito un'altra per rimpiazzarla, va male ancora, provi e riprovi. Cosi entri in un circolo vizioso di infinita insoddisfazione perché nessuno può colmare davvero il buco che nasce quando non ci si ama abbastanza.
Coltivando invece il proprio si inizia ad annaffiare il seme che è alle radici della nostra anima per poi poter veder, un giorno, sbocciare nel proprio albero della vita dei frutti che sazieranno l'appetito dell'inconscio e che potrai anche successivamente offrire nei rapporti con gli altri. Che finalmente saranno sani e non di compensazione.

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L'amicizia è un dono speciale..hai una migliore amico o un migliore amico? se si parlane.

Sari
Il mio migliore amico si chiama Vittorio come me, ci siamo conosciuti all'asilo tantissimi anni fa ed abbiamo da subito legato come solo i bambini innocenti senza invidia e cattiveria possono fare. Abbiamo fatto anche le elementari e le medie insieme, siamo stati compagni di banco ogni giorno della nostra vita scolastica. Ancora oggi ci vediamo spesso, non quotidianamente come prima, ma almeno 2-3 volte a settimana capita di vederci al bar o di uscire il sabato sera a 4 con le nostre fidanzate. C'è un rapporto totale, ci si racconta tutto senza timore che l'altro giudichi e soprattutto c'è un enorme rispetto dei difetti altrui, proprio perché siamo cresciuti insieme e ci conosciamo profondamente. Credo sia questa la vera base di un rapporto solido, trovo sia impossibile essere davvero in contatto emotivo con una persona di cui odi i difetti e di cui te ne lamenti alle spalle. Più di una volta ci chiedono come abbiamo fatto a non litigare mai in così tanti anni, e rispondiamo che il segreto del nostro rapporto è il dirsi quello che si pensa senza filtri e con assoluta trasparenza. I rapporti finti e di convenienza, di chi sorride davanti e poi alle spalle ti sputa addosso il suo veleno, non fanno proprio per noi.
La mia migliore amica invece si chiama Nicole, ed è un tornado di energia positiva, una di quelle ragazze che ti migliora l'umore solo vedendola gesticolare. L'ha conosciuta a un festa diversi anni fa e da allora siamo spesso in contatto soprattutto su whatsapp, ci confrontiamo specialmente in chiave sentimentale sulle nostre esperienze e quindi ci consigliamo. Ci vediamo una volta ogni una/due settimane, le voglio un mondo di bene anche se a volte mi fa incazzare perché si fidanza con casi umani super gelosi che quasi le proibiscono di chiacchierare ed uscire con gli amici maschi.

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~Buonasera! Domanda letta da qualche parte e volevo leggere un pò le vostre risposte. Quindi fatemi sotto. Cosa fate quando siete nervosi e non sapete capire il perché... Ma capite che vorreste solo restare qualche giorno in completa solitudine lontano da tutto e tutti ma non potete?

Jane Doe
Quando sono nervoso tendenzialmente litigo praticamente con tutti perché quando sono irritabile riscontro nei comportamenti altrui migliaia di anomalie che amplificano il mio nervosismo. Questo è un aspetto su cui devo e sto lavorando molto, imparare a gestire meglio la mia frustrazione senza farne pagare il prezzo ad altri. Per ora sto cercando di farmi passare le arrabbiature sfogando la rabbia in palestra o nel sacco di boxe che ho montato a casa, spero funzioni perché è brutto rispondere male a chi comunque mi avvicina anche in certi momenti solo perché tiene a me.

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Oggi sono in vena di domande. Parliamo di SOCIAL. Secondo te, qual è il lato negativo e tutto quello che ritieni sbagliato dei social? Al giorno d’oggi, si potrebbe davvero vivere senza? Dopo questa ti lascio respirare. ~Ti auguro una buona giornata!

Jane Doe
I social sono lo specchio di questa società basata esclusivamente sull'immagine e sulla superficialità. Instagram e facebook (i due colossi per eccellenza di questo ramo) non sono più strumenti usati per interagire con altre persone e conoscerle, ma sono diventati vere e proprie vetrine della vita di ognuno (ovviamente solo di ciò che fa figo condividere, ti risulta che qualcuno ammetta di essere, non so, depresso o altro?).
i network diventano invalidanti dal momento in cui si ha l'esigenza costante di condividere con degli "emeriti sconosciuti" le cose belle che si vivono piuttosto che viverle in prima persona! Esempio banale: sei al concerto del tuo artista preferito, perché non godertelo a occhi chiusi e cantando a squarciagola piuttosto che fare 405 storie instagram? Credo sia questo il lato sbagliato dei social media: quando vengono usati per mostrarsi felici o con una vita super interessante agli altri senza effettivamente godersi le cose a 360 gradi. Perché è evidente che c'è qualcosa che non va se il tuo primo pensiero è facebook o instagram quando vivi un'emozione.

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Cosa faresti se la tua ragazza venisse violentata? La guarderesti sempre allo stesso modo o con occhi diversi?

Perché dovrei vedere con occhi diversi la mia ragazza quando è vittima, suo malgrado, di un abuso così abominevole? Non è che stai confondendo lo stupro con un tradimento? Sono allibito da questa domanda, davvero.
Essere sentimentalmente legato a qualcuno significa indirettamente amare profondamente quella persona (purtroppo è una premessa da fare data la superficialità delle coppie di oggi) e se quest'ultima è vittima di un crimine tu la devi amare il quadruplo di quanto già fai perché è nelle difficoltà che si mostrano e si fortificano i veri sentimenti! Non è assolutamente giusto, sensato, umano e corretto guardare lei con occhi diversi quando ci sono delle persone che l'hanno violata nel suo intimo contro la sua volontà. Mi sembra davvero un discorso ovvio, sono avvilito dal fatto che l'ho dovuto fare.

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Hai mai avuto la sensazione di essere bloccato in un problema e non saper se ce l'avresti fatta? Potrebbe essere una domanda molto personale, se non volete rispondere tenetela lì.💙

Apologize.
In passato si, spesso in situazioni problematiche tendevo a perdere l'equilibrio e la lucidità e di conseguenza a volte ho temuto di non farcela. Poi crescendo e facendo esperienze capisci che tutto può essere affrontato e superato, magari può lasciare qualche cicatrice ma ciò non significa che ci sia la possibilità di non riuscire. Solo la morte non ammette repliche, tutto il resto va preso per quello che è: incidenti di percorso che possono rallentare la marcia ma non devono frenarla. L'importante però è avere coscienza che quel problema esiste e capire come affrontarlo, ignorarlo e far finta di niente non è produttivo. Conosco tanta gente che vive nascondendo i propri problemi come la polvere sotto al tappeto, questo porta a star sempre peggio nel lungo termine e può portare un problema minuscolo a crescere in proporzioni molto più grandi.

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buongiorno....chiudi gli occhi, lascia libera la tua mente...........dove ti trovi? grazie

wania lattanzi
Sono nel presente, nel posto in cui sono e in cui voglio essere. Immaginare di essere altrove in un momento passato o futuro ti fa perdere di vista quel momento chiamato "adesso" in cui possiamo far succedere le cose in modo concreto. La più grande opera che possiamo fare mentre siamo in vita è godersi ogni singolo istante in modo pulito e sano.

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~Buon pranzo a tutti! Secondo voi, negare l'evidenza quindi in sostanza un dato di fatto inconfutabile, è giusto?

Jane Doe
Negare l'evidenza significa perseverare negli errori e non crescere. Una persona matura deve necessariamente essere in grado di riconoscere i suoi sbagli, prendersene la piena responsabilità e pagarne le giuste conseguenze. Questo è molto importante, perché solo quando si ha piena coscienza e assoluto controllo di ciò che si fa si può trovare una vera stabilità emotiva.

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Buongiorno polpetti di ask 🐙 🖤 mi scuso perché non ho fatto l'articolo ma sono abbastanza senza idee e sarebbe forzato farlo.. Volendo garantire comunque una certa qualità stamattina domandina: Generalmente soffrite di solitudine o l'avete mai sofferta? 🖤🐙

Lucifer_Alfred
Recentemente ho letto una frase meravigliosa detta da un maestro della consapevolezza in merito alla solitudine: "non sei mai veramente da solo perché ci sei tu per te stesso!" Si soffre di solitudine quando non si sta per niente bene con se stessi, ma la cura non é stare in mezzo agli altri perché se ci pensi chi si sente solo poi va a creare quasi sempre dei rapporti di dipendenza e convenienza affettivi, che poco hanno a che vedere con la vera felicità e appartengono più al timore di venire accantonati. Imparare ad amarsi profondamente non farà più soffrire di solitudine perché permette di rapportarsi agli altri in modo pulito e sincero e non nel modo instabile di chi ha la speranza di non tornare ad essere solo e quindi snatura se stesso pur di piacere e compiacere gli altri.

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