Ask @Colinthedubliner:

una cosa che ti innervosisce?

Il non prendere posizione. La viltà altrui. La gente che non si espone mai, chiunque non sia in grado di schierarsi, di mantenere una posizione.
Gli ignavi mi mandano letteralmente in bestia, mi fanno perdere il senno perché sono una persona che morirebbe per tenere le sue posizioni, per dar seguito alle sue ideologie.
Per me è qualcosa di inconcepibile.
Le persone ignave sono così inutili che perfino Dante le inserisce nell'antinferno perché le reputa indegne di meritare sia le gioie del Paradiso, sia le pene dell'Inferno, a causa proprio del loro non essersi schierati né a favore del bene, né a favore del male.

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Mr. Farrell: Would you be so kind as to advise me to read a book? Postscript: James Joyce, no please. It reminds me of my old shoe shine times in Dublin!

Good evening Sir or Madame, forgive my late but I rarely check this page.
No Joyce, mh?
Well, have you ever heard the name of Heinrich Böll? He is one of my fav writers. I suggest you "And never said a word", not his most famous work, but to me it was just poetry. You'll find a background close to a new/modern/ capitalistic decadentism that literally drove me crazy. It was so pure, so authentic. I cannot explain the feeling while reading that tale...
Of course, do not skip "The Clown" as well, such a masterpiece.
Have you ever heard about Beat Generation? Nope? Go, buy "Howl" by Allen Ginsberg.
There aren't words enough important to express the beauty of this work.
To me it's just the purest inspiration. I leave you with the incipit of the book...
And anytime you need me, I'll be here.
«ᴵ ˢᵃʷ ᵗʰᵉ ᵇᵉˢᵗ ᵐᶦⁿᵈˢ ᵒᶠ ᵐʸ ᵍᵉⁿᵉʳᵃᵗᶦᵒⁿ ᵈᵉˢᵗʳᵒʸᵉᵈ ᵇʸ ᵐᵃᵈⁿᵉˢˢ, ˢᵗᵃʳᵛᶦⁿᵍ ʰʸˢᵗᵉʳᶦᶜᵃˡ ⁿᵃᵏᵉᵈ, ᵈʳᵃᵍᵍᶦⁿᵍ ᵗʰᵉᵐˢᵉˡᵛᵉˢ ᵗʰʳᵒᵘᵍʰ ᵗʰᵉ ⁿᵉᵍʳᵒ ˢᵗʳᵉᵉᵗˢ ᵃᵗ ᵈᵃʷⁿ ˡᵒᵒᵏᶦⁿᵍ ᶠᵒʳ ᵃⁿ ᵃⁿᵍʳʸ ᶠᶦˣ, ᴬⁿᵍᵉˡ⁻ʰᵉᵃᵈᵉᵈ ʰᶦᵖˢᵗᵉʳˢ ᵇᵘʳⁿᶦⁿᵍ ᶠᵒʳ ᵗʰᵉ ᵃⁿᶜᶦᵉⁿᵗ ʰᵉᵃᵛᵉⁿˡʸ ᶜᵒⁿⁿᵉᶜᵗᶦᵒⁿ ᵗᵒ ᵗʰᵉ ˢᵗᵃʳʳʸ ᵈʸⁿᵃᵐᵒ ᶦⁿ ᵗʰᵉ ᵐᵃᶜʰᶦⁿᵉʳʸ ᵒᶠ ⁿᶦᵍʰᵗ (...).»

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+1 answer in: “Cosa pensi di quello che la gente dice su di te?”

Che cosa dovrebbe essere in grado di fare un vero uomo?

Ma cosa sono queste domande stupide, sciocche e di una pochezza imbarazzante?
Un "vero uomo", cosa rende esattamente un uomo un vero uomo e cosa rende un uomo, non un vero uomo? E soprattutto chi è che decide i parametri entro i quali la figura mitologica del vero uomo debba dipingersi?
Che stronzate, siamo nel 2019 e state ancora qui ad etichettare, limitare, standardizzare, discriminare, sottolineare le alterità piuttosto che esaltare l'eterogeneità della vita umana.
Cosa ti aspettavi di sentirti rispondere con questa domanda deficiente, perché è evidente che mostri un totale deficit di visione mentale?
Che i veri uomini non indossano colori rosa? Make up? E gne gne gne?
Che un vero uomo debba essere in grado di cavalcare un cavallo, vestito di metallo e salvare l'idiota damigella in pericolo di turno?
La figura delle principesse lede totalmente l'integrità, la forza, l'intelligenza della donna; nacque come un espediente narrativo e mitologico per limitare le donne, porle come soggetti deboli e alla mercé di questi veri uomini, spavaldi e cavalieri, la cui virilità non viene in modo alcuno minacciato dalla donnetta bisognosa di lui per vivere e salvarsi.
E svegliatevi Cristo Santo.
Siamo tutti veri uomini, siamo tutte vere donne, al di là di quale siano le nostre scelte personali, lo siamo perché semplicemente esistiamo.
E leggi un ca*zo di libro, ne hai bisogno.

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Cosa pensi di quello che la gente dice su di te?

Che la gente pensi, ultimamente, è cosa dubbia.
Che lo faccia riguardo a me, indubbiamente, è cosa di cui meno può fregarmene in questo mondo.
Sono quarantatre anni, quest'anno, quarantaquattro l'anno prossimo, saranno quarantacinque gli anni che avrò passato a dare alle opinioni altrui su di me il valore giusto che meritano; nessuno.

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In un'altra vita...

Molti amano il romanticismo tedesco. Riprende in maniera neanche velata temi di un forte nazionalismo basato su imprescindibili elementi quali l'etnia e la cultura. È un'accezione bio fisica quella tedesca.
La gente lo ama. Lo sai? Se chiedi in giro si fanno i gradassi, lo esaltano. Gli ignoranti. Perché il nazionalismo tedesco, orientale, di cui il romanticismo si fa portavoce, esprime concetti che sfociano nel razzismo, nell'eugenetica, getta le basi per regimi dittatoriali. La Germania Guglielmina, Hitler. La predominanza odierna in Europa.
Accadde, all'epoca, che mentre il discorso si faceva pesante in Germania, si esaltavano i valori di appartenenza alla razza tedesca, la figura virile dell'uomo e della donna invece delimitata, povera, al focolare domestico, gli intellettuali più intellettuali se ne dissociassero.
Per loro il nazionalismo era un concetto astratto, un espediente creato dai poteri forti per esercitare potere su di un territorio confinato. Un espediente che limitava la libertà degli individui. I veri intellettuali, non i poeti, gli scrittori, i pittori mercenari esaltati dal discorso di superiorità razziale tedesco latente alla corrente del romanticismo, sì, quelli che voi amate e di cui parlate, ecco, non quelli, intendo, i sociologi, gli studiosi tedeschi, le menti brillanti ne presero le distanze.
Sognavano un tipo diverso di nazionalismo. Come quello francese, basato su un'accezione volontaristica; chiunque volesse essere parte dello stato Francese, poteva, a prescindere dall'etnia, era tutto basato sulle regole del contratto sociale.
Basi gettate da antiche democrazia quali quella Ateniese.
Sapevano che quel discorso di sangue e discendenza comune avrebbe provocato effetti irreparabili.
Guarda oggi, quasi due secoli, il nazionalismo è un cancro sempre più grande.
Quelli lì.
Quei filosofi.
Scrittori.
Studiosi.
Emarginati. Messi alla gogna. Costretti al suicidio, alcuni trucidati. Nemici della patria.
Hitler usò i gas tossici sugli stessi tedeschi per depurare la razza da persone inutili; disabili. Anziani. Omosessuali. Donne sterili.
Quelle menti che lo avevano predetto messe a tacere.
In un'altra vita sarei lì a penzolare impiccato con negli occhi un sogno di un mondo denazionalizzato e libero.
In un'altra vita sarei un emarginato e mi sta bene così.
Con una sigaretta in bocca, cortesemente.

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Sharing music with a rebellious soul https://m.youtube.com/watch?v=1cQh1ccqu8M

«Cɪᴏ̀ ᴄʜᴇ ᴇʀᴏ sᴏʟɪᴛᴏ ᴀᴍᴀʀᴇ, ɴᴏɴ ᴀᴍᴏ ᴘɪᴜ̀; ᴍᴇɴᴛᴏ: ʟᴏ ᴀᴍᴏ, ᴍᴀ ᴍᴇɴᴏ; ᴇᴄᴄᴏ, ʜᴏ ᴍᴇɴᴛɪᴛᴏ ᴅɪ ɴᴜᴏᴠᴏ: ʟᴏ ᴀᴍᴏ, ᴍᴀ ᴄᴏɴ ᴘɪᴜ̀ ᴠᴇʀɢᴏɢɴᴀ, ᴄᴏɴ ᴘɪᴜ̀ ᴛʀɪsᴛᴇᴢᴢᴀ; ꜰɪɴᴀʟᴍᴇɴᴛᴇ ʜᴏ ᴅᴇᴛᴛᴏ ʟᴀ ᴠᴇʀɪᴛᴀ̀. È ᴘʀᴏᴘʀɪᴏ ᴄᴏsı̀: ᴀᴍᴏ, ᴍᴀ ᴄɪᴏ̀ ᴄʜᴇ ᴀᴍᴇʀᴇɪ ɴᴏɴ ᴀᴍᴀʀᴇ, ᴄɪᴏ̀ ᴄʜᴇ ᴠᴏʀʀᴇɪ ᴏᴅɪᴀʀᴇ; ᴀᴍᴏ ᴛᴜᴛᴛᴀᴠɪᴀ, ᴍᴀ ᴄᴏɴᴛʀᴏ ᴠᴏɢʟɪᴀ, ɴᴇʟʟᴀ ᴄᴏsᴛʀɪᴢɪᴏɴᴇ, ɴᴇʟ ᴘɪᴀɴᴛᴏ, ɴᴇʟʟᴀ sᴏꜰꜰᴇʀᴇɴᴢᴀ. Iɴ ᴍᴇ ꜰᴀᴄᴄɪᴏ ᴛʀɪsᴛᴇ ᴇsᴘᴇʀɪᴇɴᴢᴀ ᴅɪ ǫᴜᴇʟ ᴠᴇʀsᴏ ᴅɪ ᴜɴ ꜰᴀᴍᴏsɪssɪᴍᴏ ᴘᴏᴇᴛᴀ: “Tɪ ᴏᴅɪᴇʀᴏ̀, sᴇ ᴘᴏssᴏ; sᴇ ɴᴏ, ᴛ’ᴀᴍᴇʀᴏ̀ ᴄᴏɴᴛʀᴏ ᴠᴏɢʟɪᴀ”»

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(26) someone else's song.

bunny-ish
Yᴏᴜ'ʀᴇ ᴀᴡꜰᴜʟ ʙʀɪɢʜᴛ, ʏᴏᴜ'ʀᴇ ᴀᴡꜰᴜʟ sᴍᴀʀᴛ
I ᴍᴜsᴛ ᴀᴅᴍɪᴛ ʏᴏᴜ ʙʀᴏᴋᴇ ᴍʏ ʜᴇᴀʀᴛ. Tʜᴇ ᴀᴡꜰᴜʟ ᴛʀᴜᴛʜ ɪs ʀᴇᴀʟʟʏ sᴀᴅ I ᴍᴜsᴛ ᴀᴅᴍɪᴛ I ᴡᴀs ᴀᴡꜰᴜʟ ʙᴀᴅ. Wʜɪʟᴇ ʟᴏᴠᴇʀs ʟᴀᴜɢʜ ᴀɴᴅ ᴍᴜsɪᴄ ᴘʟᴀʏs I sᴛᴜᴍʙʟᴇ ʙʏ ᴀɴᴅ I ʜɪᴅᴇ ᴍʏ ᴘᴀɪɴ. Tʜᴇ ʟɪɢʜᴛs ᴀʀᴇ ʟɪᴛ, ᴛʜᴇ ᴍᴏᴏɴ ɪs ɢᴏɴᴇ I ᴛʜɪɴᴋ I'ᴠᴇ ᴄʀᴏssᴇᴅ ᴛʜᴇ Rᴜʙɪᴄᴏɴ...
I ᴡᴀʟᴋ ᴛʜᴇ sᴛʀᴇᴇᴛs ᴏꜰ ʟᴏᴠᴇ ᴀɴᴅᴛʜᴇʏ'ʀᴇ ꜰᴜʟʟ ᴏꜰ ᴛᴇᴀʀs ...Aɴᴅ I ᴡᴀʟᴋ ᴛʜᴇ sᴛʀᴇᴇᴛs ᴏꜰ ʟᴏᴠᴇ ᴀɴᴅ ᴛʜᴇʏ'ʀᴇ ꜰᴜʟʟ ᴏꜰ ꜰᴇᴀʀs.

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