Ask @DanielPachetti:

Ti sei mai innamorata?

Poesia: Ricorda
Guardati attorno;
Palazzi e aria umida,
Luci della sera da lampioni centennali
Odori di pioggia e sensazioni di calma,
Continua a guardarti attorno;
Sono cose che non vedrai più
Cose che neanche sentirai più
Quella città destinata a cambiare, sempre
Quell'innocenza dei condomini muti
Mentre una serenità ti sfiora
E' l'età che non ti ridarà nessuno,
Attimi che scorrono tranquilli
Ma che se ne vanno via, sfumando nel venticello
Camminando tra piccole vie, perdute e in disuso
Si sente il cielo che freme
Si sente il suono del mondo
Ricorda quel giorno...
Ricordati quelle sensazioni
Ma soprattutto ricordati
Quel profondo sorriso
E quella donna, ricordati, ricordala, per sempre.
-Codice [Daniel Pachetti]

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Quali sono le regole fatte per essere infrante?

Cosa fare nel tempo libero?
Cosa farne del tempo libero?
Perché dobbiamo scegliere?
Perché dobbiamo avere del tempo libero?
E perché quello occupato?
Cosa facciamo in quello occupato?
E cosa non facciamo in quello libero?
Voglio solo poter vedere i progressi di una civiltà
Voglio solo poter vedere il futuro senza dover morire
Reagendo al di fuori della stessa, dando valore ai miei occhi.
Infondo, i nostri veri corpi sono persi nel tempo
Siamo solo un ostacolo per noi stessi.

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Cos'hai imparato di importante quest'anno?

Sono solo stanco di questa realtà, di vedere un mondo fermo e cattivo, un mondo che disprezza il nuovo e ridicolizza il vecchio, sono solo stanco... Fare sempre quello che non va, che non può andare, fare sempre quello che non dovrebbe essere fatto, oppure non esplorare mondi, pianeti, galassie, per il semplice gusto di continuare a fare niente...

In questo momento vorresti una relazione seria?

Il nostro posto nell'universo... Se pensiamo al perché siamo nati possiamo rispondere con; Siamo nati per vivere, alla risposta di un altro perché, ciò va scemando. Se riflettiamo sul perché esiste la vita, la risposta sarà che è un cerchio forse perfetto, ma alla richiesta di un altro perché, tutto ciò si affievolisce.
Il nostro posto nell'universo è importante? La nostra posizione, è mutevole? Noi, siamo qui per rispondere? Perché nessun altro risponde?
In questo forzato universo conosciuto, c'è tanto che le nostre menti non comprenderebbero mai, neanche se a guidarci ci fosse la singolarità. Infondo cosa siamo? In fondo non lo siamo.
L'obiettivo, il sogno, il desiderio, di questa ricerca, vale qualcosa? Noi le diamo importanza, priorità.
Viviamo in un cielo infinito, di possibili variazioni, di possibilità incommensurabili, di visioni inconcepibili.
Pensiamo, abbiamo questa possibilità, diamo una concezione, abbiamo questa necessità, ma perché esiste tutto quanto?
Il nostro posto nell'universo, ci spetta di diritto, ma perché, siamo solo un'altra specie che vive e muore, nasce e si estingue, per adattabilità si evolve, ma perché. Questo posto è lontano dagli altri quanto gli altri sono lontani da noi, per quanto ci si sforzi di inviare segnali, non abbiamo ali per volare a vedere se vengono ricevuti, se esiste qualcos'altro, se esiste qualcun altro.
Saremo soli nell'universo finché non evolveremo ancora, fino al momento in cui comprenderemo questo perché, ma nel perché, la vita perde il suo senso, perché se impari da ciò che hai conosciuto, non resta che morire. Ma perché?
Abbiamo uno spazio tutto nostro, blandendo la possessione di ciò che è nostro, lo è perché esistiamo, abbiamo la capacità di vederlo, esserci dentro, ma questa sensazione di ubicazione è strana, perché nel nostro essere qui, possediamo e siamo quel perché che tanto bramiamo. Ma perché? ...

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Cos’è che recentemente hai imparato di nuovo su te stesso?

Colui che dimora nell'essere di esistere, splende in alto al manchesterismo, spicca tra cielo e mare, dinanzi a folle interminabili, follie incalcolabili si espandevano su di lui, ghiacciava, infuocava, ergeva oltre i monti, la luce del sole, i suoi raggi, giaceva nel ventre dell'energia viva, gridava sopra i suoi volti, nasceva verso la vita, e mentre ascendeva oltre l'universo, dimorava l'esistenza di essere l'essenza, permettendo ai molteplici mondi di liberarsi, di fare di sé la vitalità, la forza, la decisione, credeva davvero, ma nessun essere osava comprenderlo, impasse, meditabondo, innalzava la sua brillantezza, e nelle sue sfere entrava, facendosi largo attraverso muri impermeabili, e quando si esprimeva, una saggezza si faceva verità, seppur distrutta dalla realtà si esprimeva straordinariamente, esaltando l'emozione che non portava, che nessuno gli aveva concesso, e tra i colori, traspariva
Mentre un forte senso di decisa e assoluta, fluida verità si faceva largo nel mezzo di un cristallino e lucente, forte bosco.
Spiegava le ali dentro nuvole di mondi infiniti, invivibili o aggrediti, si faceva largo tra profezie e progressioni, tra evoluzioni e scritti, decideva il destino del libero arbitrio, decideva la comparsa di un regno perfetto, nelle sue milioni di imperfezioni, sfumature, diciture, rendeva l'imperfezione capace di respirare, ragionare, ma che ne sa il capitalismo, ma che ne sa l'utilitarismo, forse era tutto perfetto, ruggiva mentre assaporava il destino dei molti, dei forti, mentre sbagliavano, mentre morivano, e questa grande rappresentazione, nella sua fluida circospezione, millantava capziosità di salvazione, verso l'universo lontano, quello dove se raggiunto, comprenderesti il perché di tutta questa ambivalenza imperfetta, da colmare per divario, per giustizia o bene, dove avresti capito cos'è vero, superando la tua ragion di vivere e di intendere, compiendo il passo all'interno della singolarità, venendo assorbito dall'energia che dimora nell'essenza di essere l'esistenza.
-Codice [Daniel Pachetti]

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Quale suono daresti al tempo?⌚

¿(•Aиdrєw Scнrαdєr•)?
Poesia: Le domande dello spirito
La gente è troppo occupata a correre
Vive in una società consumistica
E nessuno si chiede se c'è un oltre
Perché tutto questo, perché si sogna.
Non ci si può semplicemente spegnere
E svegliarsi il giorno dopo?
Ci deve essere un senso
Lo spirito, un mondo spirituale.
Una dimensione dove;
Ogni corpo vive a sé, esperienze
Ma incanala tutto in un unico cervello
Di un singolo, trovandosi fuori da spazio e tempo.
Un momento immobile, dove si trova il vero
Chiedersi se siamo soli in tutto questo
Chi siamo e dove stiamo andando, qual è il nostro scopo
Perché siamo qui e perché esiste tutto quanto.
E' triste ma meraviglioso, spaventoso ma incantevole
La possibilità di farci domande come quelle
E' deprimente ma allo stesso tempo
Entusiasmante il fatto che ci si possano fare.
Non voglio smettere
Siamo nati per questo
Pensiamo per realizzare
Viviamo per creare, insieme
Perciò io vivo felice
Nella mia depressione
Perché anche se so di essere malato
Almeno, posso immaginare e sognare.
Come una tempesta in un cielo sereno, con un sole splendente in una bufera di neve.
-Codice [Daniel Pachetti]

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Dopo la cucina Etnica parliamo di cucina Italiana, quale è il piatto forte della tua città? (O anche paesino) Quali sono le specialità regionali?

un cane di nome Stan
Menomale che questa domanda la poni a più persone, perché sentir dire che Livorno è un paesino nel caso, fa rabbrividire. Centosessanta mila persone, tra cui era nato persino il progetto pisorno, per inglobare Pisa dato che Livorno è una città in continua espansione. Comunque, il piatto forte si vede persino in molti canali tv, da chef rubio a bonci. Il cacciuccio e le specialità di mare. Ma vanno anche tantissimo le specialità mediterranee dato che ci si affaccia su di esso. Comunque si, il cacciuccio. È una zuppa di pesce composta da diverse qualità di pesci, crostacei e molluschi, in genere polpi, seppie, cicale, scorfani ed altre varietà di pesce cosiddetto "povero", messo a cucinare in tempi diversi, a seconda del diverso tempo di cottura richiesto dal tipo di pesce, in salsa di pomodoro e poi adagiato su fette di pane abbrustolito e agliato poste sul fondo del piatto.
https://www.volagratis.com/blog/10-piatti-tipici-della-cucina-toscana

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ASKO CON LA PAROLA:"EMOZIONI"💗

lillytua( Letizia Ferrari Mil)
Poesia: La signorina nei miei sogni
Tra il candore primaverile
E l'aria che aveva il sapore dell'innocenza
Lei è lì che guarda le luci della sera
Tra un sentiero verso il bosco
E la strada cementata che andava verso casa.
Stringeva fra le mani sè
Le braccia erano magre
E il corpo esile
Ma i suoi occhi
Erano pieni di dolcezza, immensa.
Attorno aveva della magia
Si innalzava dal terreno umido
Delle sfere di solitudine
Un'anima profonda
Che vagava attraverso lo sguardo di lei.
Sottile tra quei due destini
Le parole mormoravano incantate
Mentre una fievole luce la trapassava
Non esisteva da nessun'altra parte
La sua storia, la sua vita.
Non poteva esistere da altre parti
Quella poesia che aleggiava
Lei a piedi nudi, semplicemente respira
Oltre due lacrime vede, l'immensità dilagarsi
Un sibilo le sfiora il volto, e lei, vive nel tempo fermo.

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Oggi la mia domanda è sulla cucina Etnica, Quante cucine etniche ci sono da te? ti piace? Ci vai spesso?

un cane di nome Stan
Il multiculturalismo è qualcosa di eccezionale. Io vivo a Livorno, una città nata sulle minoranze religiose, dai pirati, prostitute, barbari. Se c'è una cosa che qua c'è ben radicato, sono sicuramente le cucine etniche, e piacciono molto.
Cucine giapponesi, thailandesi, cinesi, indiane.
Cibo proveniente dall'America, dall'Argentina, tradizioni spagnole radicate, Cibi particolari proveniente dal nord europa e taluni dall'Africa. Se c'è una cosa che in questa città portuale ci riesce bene è andarci spesso. Purtroppo però le nuove generazioni di ragazzi rincorrono l'idea di un cibo solo italiano, considerando strano quello straniero, che straniero non è.

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