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Rurù Kano
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al tuo peggior nemico: due dita negli occhi o un calcio negli stinchi? ne e' valida solo una :)

Devo essere proprio sincera?
Nessuna delle due.
Uno: perché per parte mia non ho nemici e non odio nessuno.
Due: perché seppure ne avessi, tutto ciò di cui mi importerebbe è ben altro che il loro malessere. Vorrei che stessero comunque bene e vivessero la loro vita, dimenticandosi dell'odio verso il prossimo, proprio come faccio io.
Tre: perché sono una persona contro la violenza e pro al confronto, verbale sereno, quindi una cecata d'occhi e un calcio negli stinchi sarebbero un gesto stupido che solo una persona stupida farebbe.

In ogni caso, se proprio vogliamo, io credo che l'indifferenza è l'arma che fa più male per contrastare una persona che ci odia, che non può vederci o che noi detestiamo.

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"Le colpe dei padri ricadono sui figli. Non è un monito ma un consiglio: fai crescere bene un bambino e il mondo sarà migliore. Se una generazione trascura l'altra, la successiva ne pagherà le conseguenze." Ma secondo te davvero l'educazione che si ha da piccoli influisce sulla personalità?

Naturalmente l'educazione dei bambini influisce sul risultato che si avrà nel tempo quando saranno grandi.
Ai bambini vanno insegnate con molta calma tante cose che oggi i genitori non sono più disposti ad insegnare. Sono troppo impegnati a pensare ad altro più che a dedicarsi alla crescita morale e interiore dei loro figli.
Ecco il motivo per il quale secondo me oggi esiste ignoranza, guerra, cattiveria, malignità e si vive male, in un mondo chiaramente pessimo.
Se tutti avessimo del bene dentro e fossimo in grado con amore e dedizione di trasmettere questi valori ai nostri figli, le generazioni odierne non sarebbero così sballate e avrebbe più valore la loro vita.
L'educazione poi, figuriamoci, è alla base di tutto e influisce moltissimo sulla personalità e la formazione delle persone.

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Ciao Rurù! Ho letto che ti piace rispondere alle domande riguardanti la psicologia. Ho inoltre letto le tue risposte riguardo questo argomento e mi hanno fatto capire che onestamente te ne intendi. Mi rivolgo a te quindi perché ho bisogno di un aiuto. Ormai non ho più alcun dubbio a riguardo

Ciao, ho letto tutta la tua domanda e ti rispondo di seguito dicendoti come la penso, senza la necessità di ricopiare tutta la domanda. :)
Secondo me, se non fai del male a nessuno, la tua non è per niente una patologia. E' semplicemente un gusto personale che va rispettato finché ti ripeto, non vai a danno del prossimo. Sicché mi hai detto che si è sviluppata lentamente con il tempo e non hai mai infastidito alcuna persona, ti dico che ci puoi convivere tranquillamente.
Ricorda sempre che qualsiasi genere di ossessione fa male alle persone e a chi gli sta intorno. Essere ossessionati da una cosa significa amarla in maniera malsana, mentre avere una passione sana per qualcosa vuol dire nutrire un gusto personale.
Naturalmente devi considerare che non con tutti potrai condividerla, ma questo non deve importarti sicché è una cosa TUA e non dev'essere di nessun altro. Se non avrai necessità di parlarne o confrontarti secondo me puoi tranquillamente tenere tutto per te, a meno che un giorno non avrai una persona in particolare con cui vorrai condividere questa cosa che ti appartiene, nella speranza che l'accetti e la comprenda.
Calcola oltretutto che per quanto possa sembrare una cosa non di tutti, la verità è che hai un gusto molto comune con tante altre persone, per cui non devi preoccupartene.
Solo perché la gente è abituata a nascondersi per vergogna dei propri gusti/interessi, non vuol dire che non li abbiano. Per cui stai sereno e vivi la vita tranquillamente come fanno tutte le persone.

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L'ultima e poi ti lascio in pace: "Non è un punto debole. A me piace vederlo come un difetto caratteriale. Le persone non sono complete senza un qualche difetto, non credi?"

Certo, assolutamente.
Siamo tutti imperfetti perché umani.
Altrimenti saremmo delle macchine. E riflettendoci, nemmeno le "macchine" sono perfette. Oggigiorno, benché esistano tante creazioni dell'uomo che appaiono perfette perchè hanno le capacità per fare centinaia di cose, a loro volta presentano prima o poi dei difetti nel funzionamento.
Non esiste nulla di perfetto, ed è proprio grazie alla tanta imperfezione che c'è in giro che veniamo spronati a fare sempre di meglio, ad essere sempre più "perfetti", anche se il grado di perfezione a mio avviso non si raggiungerà mai.
Se poi parliamo del carattere, beh, il carattere delle persone è vasto e complesso nonché ricco di pregi e anche di difetti. Se non siamo in grado di accettare e rispettare le persone per come sono, spaventati dai loro "difetti" significa che non siamo in grado di rapportarci con il mondo... e quello è il difetto più grande e insuperabile.

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Perdonami, oggi sono in vena di frasi: "Combattiamo da veri uomini. Corpo a corpo. Soltanto un vigliacco si affida ad un'arma!"

Sono d'accordo, è vero.
Un vigliacco si affida ad un'arma perché quella stessa arma offensiva lo "difende" da attacchi sani.
Ma bisogna però anche pensare che forse, invece di combattere corpo a corpo o con le armi, si può combattere da veri uomini solo con il confronto verbale e non con la forza, non con le mani, non con le armi.
Come dice esattamente la domanda precedente a cui ho risposto, la nostra vera arma più potente è il cervello e la nostra riflessione; la calma con cui possiamo essere in grado di affrontare e risolvere anche i problemi più difficili... è questo che ci rendere veri uomini: umani.

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Ti posto una frase che ho letto da qualche parte, a parer mio piuttosto difficile da interpretare: "Rifletti! Il cervello è la tua arma migliore. Se le cose si fanno complicate, cerca di semplificare i tuoi pensieri." Tu come la interpreteresti?

Bella frase!
L'ho apprezzata molto e in tutta onestà ti dirò, senza nasconderlo, che la penserò spesso quando mi troverò in situazioni difficili.
La prenderò proprio come un consiglio soprattutto per me, personalmente.
Non la trovo difficile da interpretare, anzi mi sembra così semplice e in grado di semplificarmi le idee che son contenta tu me l'abbia postata! :)
Io la vedo così: poiché siamo esseri pensanti (non tutti, ma siamo sempre spinti da qualcosa che parte dal nostro cervello), tutti i nostri gesti, tutti i nostri sentimenti, tutti i nostri pensieri, in qualche modo è da lì che nascono. Anche quando non ce ne accorgiamo; il nostro cervello lavora sempre ed è la vera arma umana.
Le armi sono banali, perché fanno male, uccidono e basta. Le loro funzioni si limitano a creare un dolore fisico, mentre invece non c'è nulla di più grande e potente della nostra mente che è in grado di risolvere problemi enormi con la sola riflessione o con la stessa, di ferire l'anima di una persona (e una ferita psicologica è più difficile da rimarginare rispetto ad una fisica...
Con il solo pensiero possiamo trovare soluzione a tutto e possiamo trovare risposte a centinaia di domande.
Spesso però, i nostri pensieri si ingarbugliano eccessivamente e l'unica soluzione per ritrovare il filo del discorso è resettare, svuotare per un attimo la mente e ricominciare a pensare. I nostri pensieri a volte sono complicati e difficili, questo è vero, soprattutto in circostanze in cui ci troviamo ad affrontare situazioni difficili. Ma come dice la situazione, se riuscissimo a semplicifare i nostri pensieri e a dargli il giusto peso, probabilmente ogni cosa sarebbe più semplice da pensare e da affrontare.

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grazie delle belle risposte :)

Solleticatore Buono

Di niente; grazie sempre a te per le belle domande.
E' sempre un piacere rispondervi.
Ah, ne approfitto per augurarti un buon 2016! :3

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Ho un grosso problema con il mio migliore amico; fino a poco tempo fa era il mio migliore amico, sempre pronto a consolarmi e sostenermi. Poi all'improvviso mi ha fatto discorsi strani, ha parlato di amore e fidanzamento. Si è accorto di essermi innamorato di me! Peccato però che io non

corrisponda affatto il suo sentimento. La sua dichiarazione d'amore mi ha colto alla sprovvista, gli ho spiegato e continuo a spiegargli che non me la sento di passare da amica a fidanzata, ma lui... niente! Credimi, a me dispiace anche perché piange. Ci soffre e ci soffro anche io, ma cosa devo fare? Credevo che l'infatuazione un giorno sarebbe andata via e invece non è così. Lui continua a corteggiarmi, a dire che sono la sua tipa ideale e che vorrebbe tanto che io diventassi la sua ragazza. Io dico di no e lui si mette a piangere. Non so davvero come fare! Esiste un metodo per far sì che io ritrovi l'amico fidato di un tempo?
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Ciao e buonasera! :3
Mi scuso se rispondo dopo così tanto tempo.
Anche a me, fino ad oggi, nella vita mi son capitate situazioni del genere. Voglio dire, non siamo le prime e non saremo nemmeno le ultime. Tutti ci passiamo sicché molto spesso l'amicizia riesce per alcuni individui a tramutarsi in amore. Non sempre è reale amore, però. Talvolta è solo un'infatuazione passeggera dettata dal troppo affetto che si prova verso una persona, condividendo con essa tante cose.
Sicuramente non mi permetto di mettere in dubbio i suoi sentimenti dato che non li conosco, ma il consiglio che posso darti è quello di avere tatto con lui e di comportarti sempre alla stessa maniera, spiegandogli serenamente che per lui provi solamente un'amicizia che non potrà mai tramutarsi in amore. Chiaramente devi rispettare i suoi spazi, i suoi silenzi e comprendere la sua delusione. Dovrai lasciargli piena libertà, semplicemente dicendogli che come amica e come persona tu per lui ci sarai sempre. A quel punto sarà lui a dover decidere. Se rispetterà i tuoi di sentimentimenti, sarà disposto a rimanerti amico e a nascondere e mettere da parte il suo amore per te e tornare l'amico di sempre. In caso contrario, se la delusione avrà la meglio e se lui non riuscirà a sopportare tale peso, dovrai lasciarlo libero di allontanarsi da te e troncare questa vostra amicizia, nel quale si è formata attualmente una crepa. Non è detto che essa sia riparabile. Dipende da te, da lui e dalla realtà dei sentimenti che vi legano. Se è vero amore, se è vera amicizia... solo voi potete saperlo e solo voi potete essere in grado eventualmente, di riprendere il vostro rapporto e migliorarlo, rendendolo più intimo e più sincero di prima!

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Al giorno d'oggi veniamo indottrinati a non rinunciare a nulla: voglio=devo avere. Rinunciare a ciò che vorremmo ci viene presentato come follia. Siamo viziati? Sei capace di dire ''no'' ai tuoi desideri? A cosa hai VOLUTO (non dovuto) rinunciare che desideravi? Non rinunciare mai a nulla è un bene?

Solleticatore Buono

Adoro questa domanda, Solleticatore.
E' assolutamente vero che al giorno d'oggi siamo "abituati" ad avere e a pretendere tutto. Quando non possiamo avere qualcosa, più che follia, ci sentiamo frustrati perché egoisti non abituati a rinunciare a nulla. Il non poter avere ci fa sentire impotenti e non siamo capaci di accettare la semplicità e l'umiltà.
Non siamo semplicemente viziati, ci vediamo troppo padroni del mondo e siamo dunque estremamente viziati. Io sono la prima, e lo dico senza alcuna vergogna, a non riuscire gran parte delle volte a rinunciare a ciò che desidero. Sicuramente è per via del fatto che essendo figlia unica non ho mai dovuto condividere le mie cose con altri e non ho mai dovuto rispettare le esigenze di un fratello o una sorella che meritava ugualmente di essere accontentato dai genitori. Diciamo che le attenzioni dei miei genitori si sono sempre concentrate su di me e sui miei desideri e grazie al loro amore hanno sempre cercato di non farmi mancare nulla, a volte anche sacrificandosi per ciò che io desideravo. Ma fortunatamente io questo lo riconosco e ora che sono più grande cerco di ricambiare tutto ciò, anche se so che potrò fare molto e non sarà mai abbastanza per ripagare il loro amore...
Tornando invece alla domanda principale, a volte anche io ho dovuto dire "no" e rinunciare a qualcosa, è chiaro. Ma ho sempre ponderato bene le mie scelte e talvolta dire no mi è sembrato anche un po' un sacrificio. Altre volte ho semplicemente rimandato il mio desiderio e altre volte invece mi sono resa conto di desiderare cose così inutili che ho rinunciato senza pensarci due volte e senza risentirne per niente.
Non rinunciare mai a nulla può essere un'arma a doppio taglio. Poter avere tutto ciò che si vuole non significa solo essere viziati, ma anche essere "potenti" e avere pieno potere non è un bene. Chi ha troppo, poi desidererà sempre di più, arrivando ad un limite incredibile e l'avere troppo finirà per rendere la persona arida dentro. Per cui, anche per accrescere il proprio senso di responsabilità, bisogna saper rinunciare a qualcosa nella vita. Le rinunce non vanno ad intaccare l'orgoglio, lo vanno ad accrescere e in fondo penso che tutti, me compresa, dovremmo essere in grado di rinunciare più spesso a cosa inutili o che davvero non ci occorrono!
Anche se, per i propri desideri bisogna sempre lottare nel giusto. Sia che siano materiali (e meno importanti) e sia che siano desideri o sogni più grandi da rincorrere. In questo caso la lotta dev'essere maggiore.

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"Sai, non sono mai stato un granché nei rapporti con gli altri. Avevo paura delle persone. Avevo paura di vivere. Pensavo di non riuscire a capire gli altri: erano così illogici! Ma alla fine ho capito come accettare una persona. Non ho più paura." Cosa ne pensi? Io mi ci ritrovo...

E' una bella frase, una bella citazione. :)
Diciamo che in parte mi ci ritrovo, in parte no.
Per ritrovarsi in certe cose, bisogna avere anche un determinato percorso di vita e non tutti ce l'abbiamo uguale tra di noi. Ognuno vive le cose in maniera differente e ognuno gestisce i propri sensimenti e le proprie sensazioni in maniera diversa, ecco.
Una cosa però è certa, che con il tempo si cresce, si matura e si capiscono tante cose. In primis il come vivere nel mondo e come poter convivere con gli altri. Prima o poi siamo costrett ad avere a che fare con il mondo e a sgomitare per poterci vivere, perché in fondo è anche casa nostra.
Io ho sempre vissuto i miei rapporti con gli altri in serenità, restando me stessa e cercando di evitare le incomprensioni, perché sin da piccola non mi è mai piaciuta l'idea di litigare. Ma bene o male sono sempre stata empatica e ho sempre cercato di capire chi mi stava intorno (le sue emozioni, le sue sensazione, il perché dei suoi gesti, eccetera...), fino a riuscirci diverse volte. Ma altre invece, giuro che anche per me era ed è tutt'ora impossibile capire cosa passa per la testa delle persone. Sono esattamente illogici. Preferisco considerare la gente matta a volte, perché non trovo spiegazioni e motivazioni valide a ciò che fanno, benché comprendo che secondo il loro punto di vista, un perché esiste eccome.
Sono sempre riuscita ad accettare gli altri per com'erano, rispettandoli nel bene e nel male per la loro personalità e per il modo di fare. Ho sempre preferito rispettare e allontanarmi da una persona pur di non imporle il mio modo di fare o di vedere. Rispetto e lascio vivere, purché venga fatto lo stesso con me, praticamente.
Alla fine un po' di paura c'è sempre, perché il mondo è vasto, la gente e tata e non si finisce mai di imparare, tantomeno di lottare. Quindi è e rimarrà sempre difficile convivere con il mondo. L'importante è essere almeno un minimo preparati ad affrontarlo.
Questa è la mia libera interpretazione della tua domanda. Spero di aver centrato il concetto. In caso contrario, ti chiedo scusa per essermi dilungata.

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" Ogni essere vivente di questo pianeta esiste solo per trasmettere il proprio DNA. Siamo stati creati per questo, e per questo è nata la guerra." Fin da bambino sono sempre rimasto colpito da questa citazione. E' di un personaggio di un videogioco. Tu cosa ne pensi?

Uhm... innanzitutto mi domando di che videogioco stiamo parlando. Sono curiosa!
In merito alla citazione, sinceramente non saprei dire se sono d'accordo o in disaccordo con le parole del personaggio. Indubbiamente colpiscono, a maggior ragione se si è bambini quando la si ascolta la prima volta.
Io credo che oggi giorno non esiste ancora un motivo preciso e reale che attesti il perché siamo stati creati. Così come non esiste un perché a tante, troppe cose.
Penso semplicemente che, siccome si tratta di un videogioco la citazione si riferisca chiaramente alla trama e forse è tutto inventato e fa parte della filosofia della storia.
Riportare una cosa del genere al mondo reale la vedo difficile dato che ogni essere umano ha una propria filosofia di vita e vede le cose in maniera differente.
Io, personalmente, non credo che esistiamo solo per trasmettere il nostro DNA e non penso che per questo sia nata la guerra. Se dovessi dirti perché secondo me esistiamo e viviamo, questo non te lo so dire, perché potrebbero esserci milioni, miliardi di motivi per il quale esiste la vita e per cui noi viviamo e "creiamo" ogni giorno. E tra parentesi mi sento di dire anche che la guerra NON è uno di questi. Se proprio siamo nati per qualche scopo, quello certamente non è odiarci a vicenda e fare la guerra.

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Domanda diretta alle vostre coscienze. Cosa hai fatto (nel tuo piccolo) in questi ultimi 100giorni di BUONO per: 1.Te stesso/a 2.Qualcun altro 3.La comunità in cui vivi 4.L'umanità in generale 5.Il pianeta? Se non ti viene nulla in mente, cosa dice questo di te e di come stai vivendo la tua vita?

Solleticatore Buono

Rispondo in maniera diretta alla domanda ~
In questi ultimi 100 giorni, nel mio piccolo ho fatto di buono:

1) Per me stessa: mi sono fatta un po' di regali di Natale che desideravo, esaudendo qualche desiderio. Mi sono dedicata del tempo per me stessa, che nei mesi precedenti non ho avuto e ho approfittato per riposare. Ho fatto un po' di esperienza con il make-up e ho cominciato a stilare la tesina per il termine prossimo della mia accademia.
2) Qualcun altro: ho fatto i regali di Natale ai miei parenti e al mio ragazzo ho regalato una cosa che desiderava davvero tanto. E' stato bello per me fargli la sorpresa e regalargli ciò che desiderava. Ho aiutato mia zia ad organizzare una sfilata presso il suo negozio di abbigliamento e mi sono offerta per truccare le modelle.
3) La comunità in cui vivo: sinceramente non saprei. Al momento non c'è nulla che mi viene in mente di particolare, ma sicuramente fare acquisti nei negozi in questo periodo di Natale, pagare sempre il biglietto per spostarmi con i mezzi e rispettare l'ambiente circostante è fare qualcosa di buono, penso. :)
4) L'umanità in generale: rispettare le persone ogni giorno, anche se ormai viviamo in una società che non nutre rispetto vero il prossimo. Nello specifico non saprei, ma questo è ciò che mi viene in mente.
5) Il pianeta: questa è un po' più difficile. Non è facile fare qualcosa di buono per il pianeta. L'unica cosa che mi viene in mente è quella di rispettare la natura, e quindi di non gettare cartacce per terra, di non inquinare la città e fare la raccolta differenziata (quella sempre!). In più non porto l'automobile e non fumo, quindi non contribuisco a rendere l'aria nociva.

Spero di aver risposto in maniera adeguata. :3 Ho semplicemente espresso le prime cose che mi son venute in mente!

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Qualche giorno fa ho visto una foto di una gelateria che aveva il gusto Facebook. Mi sono chiesto che gusto potesse avere FB e quindi io lo chiedo a voi. Secondo te, se fossero dei gusti di gelato, di cosa saprebbero: 1. FB, 2. Ask, 3. Tumblr, 4. Instagram, 5. Whatsapp, 6. Kik, 7. Youtube, 8. Twitte

Solleticatore Buono

Ciao Solleticatore Buono! :D
Ecco che trovo un po' di tempo per rispondere a qualche domanda. Spero di poterle recuperare tutte con l'inizio di questo nuovo anno, anche se gli impegni aumenteranno a dismisura. Ma ci provo. ;)

Dunque, secondo me...
1) Facebook: vaniglia.
2) Ask: menta.
3) Tumblr: fragola.
4) Instagram: nocciola.
5) What'sApp: pistacchio.
6) Kik: non lo uso, quindi sarebbe per me impossibile assegnargli un gusto.
7) YouTube: amarena.
8) Twitter: zucchero filato. (?)

E' stato divertente! XD

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Con che personaggi famosi festeggeresti il tuo compleanno?

Con loro, ovviamente. ♥
Ma il mio compleanno ormai è passato da due giorni. E loro non sono venuti a festeggiarlo con me. çwç

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Secondo te la gentilezza è la forma più comoda della paura? O forse la gentilezza è falsità e ipocrisia? Oppure la ritieni una virtù che tutti dovrebbero possedere? Ti ritieni una persona gentile? Se si, In che modo lo sei? Se no, perché non lo sei?

Solleticatore Buono

Dunque... questa domanda credo sia fatta a posta per me.
Per quanto mi riguarda, io sono cresciuta in un contesto in cui mi sono stati trasmessi innanzitutto valori come la gentilezza, la serietà, la sincerità, la bontà, l'educazione, e via discorrendo.
Io non penso affatto che la gentilezza sia una forma più comoda della paura.
Così come non credo che la gentilezza sia semplicemente sinonimo di falsità e ipocrisia.
La ritengo esattamente una virtù che sì, tutti dovrebbero possedere. Sicuramente il mondo sarebbe un posto migliore se vi fosse più umanità e più gentilezza da parte delle persone.
Non nascondo che spesso, la mia troppa, eccessiva gentilezza, anche verso chi mi è completamente sconosciuto, mi ha creato non pochi problemi. Crescendo, sto imparando che essere troppo gentili può diventare un difetto e non un pregio. Ahimè, non tutti sono buoni e spesso le persone approfittano di chi è più gentile di altri. Io sfortunatamente non riesco a smettere di essere gentile. Sono quel tipo di persona fin troppo disponibile (disponibilità che viene troppo spesso vergognosamente fraintesa) che cercherebbe di aiutare chiunque; che risponde sempre gentilmente a qualsiasi persona. Sia per educazione, che per rispetto.
Ma, come dicevo, sto imparando che le persone approfittano spesso di questo mio modo di essere, e benché faccia male andare talvolta contro la mia indole, sono costretta ad essere meno disponibile verso gli altri (onde evitare che essi approfittino di me e finiscano per farmi del male), ma cerco sempre di conservare nel mio piccolo la mia gentilezza.
Non m'importa se gli altri non lo sono. Io non smetterò di esserlo. :)

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Davanti alle telecamere sei timido/a o ti piace essere ritratto/a?

Dipende. Mi piace avere ricordi fotografici. Con amici, alle feste, in posti nuovi, con la famiglia, o in giornate particolari. Quindi diciamo che a seconda del contesto e della situazione, riesco a trovarmi a mio agio.
Quando invece mi capita di posare per qualche set fotografico o per delle riprese (come quelle di "Morpheus" con i Yami Jamp e "The Great Refusal" con gli Aevum Agere), mi sento molto molto di più in imbarazzo.

https://www.youtube.com/watch?v=cCIOoTOAS7E

https://www.youtube.com/watch?v=cENxx5HJPvw

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Come posso farla pagare ad una persona che IO sento si sia approfittata di me, in quanto in un momento molto brutto mi ha fatta aprire, mi è stata vicina e ha provato ad aiutarmi ma poi, dopo vari miei rifiuti, dato che mi sento PRESA IN GIRO mi ha abbandonata completamente trattandomi anche male?

Ciao. :3
Io ritengo che ogni situazione sia a sé, e ogni persona ha le proprie ragioni, sempre e comunque. Per giudicare un avvenimento simile, bisognerebbe sentire entrambe le campane e capire il perché sono state dette/fatte delle cose. Quindi ecco, non mi permetto di giudicare nulla, però ritengo che "farla pagare" sia inutile e anche stupido.
Sono certa che hai i tuoi motivi per desiderare vendetta nei riguardi di chi ha vergognosamente approfittato della tua persona, ma per quanto mi riguarda, per quanto faccia male, io penso e ho sempre pensato che la "vendetta" migliore nei confronti di chi ci ha ferito e/o fatto del male sia l'indifferenza.
Io sono esattamente contro l'indifferenza, perché detesto l'idea di lasciare le persone nell'indifferenza. Però, in alcuni casi, certa gente si comporta talmente male da meritarsela più che mai. Credo, e percepisco da come mi hai posto la domanda, che sia questo il caso. Per cui, senza farti il fegato marcio, lascia perdere questa persona. Ignorala e sii indifferente verso di lei. Non credo esista arma migliore per "vendicarsi" e star sereni, soprattutto.

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Mio nonno non è mai stata una persona molto affettuosa, e lo ricordo da sempre abbastanza distaccato, burbero e anche brontolone. Da quando è venuta a mancare mia nonna a causa di un carcinoma polmonare però è cambiato; è diventato molto sensibile, parla parecchio, passa molto tempo con me

e con i miei cugini, e quando lo salutiamo per andarcene spesso e volentieri sfoga le sue emozioni piangendo. E' una cosa che colpisce parecchio non solo me ma anche gli altri componenti della famiglia... Può un lutto cambiare totalmente una persona?

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La prima cosa che voglio dire è che sono molto dispiaciuta per la nonna...
Riguardo invece la domanda vera e propria, credo che ci possano essere davvero molte motivazioni che potrebbero portare una persona a divenire più sensibile.
Sicuramente un lutto così grande sensibilizza non poco, chiunque. Perdere una persona cara fa sempre molto, troppo, male. E' possibile che il nonno, trovatosi senza la sua metà accanto, da un giorno all'altro, si sia visto solo come non era mai stato... e i suoi nipoti, la sua famiglia, sono la cosa più preziosa che gli rimane. Pertanto, se da sempre è stato molto burbero e poco affettuoso, ora, arrivato ad una certa età, e dopo aver realizzato che la vita è imprevedibile e reca troppi dolori, potrebbe aver capito che vale la pena godersi ogni singolo momento con le persone che si amano, sempre.
Sicuramente per questo motivo resta profondamente dispiaciuto ogni qualvolta la i suoi cari lo salutano per andare via. Credo semplicemente che vorrebbe passare più tempo con loro, non distaccandosi mai. :3

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E' la prima volta che faccio una domanda con il nuovo Ask modificato, spero arrivi a tutti. Ma anche a voi è completamente cambiato ask? La grafica, le opzioni..tutto. Se si, vi piace? Vi ci ritrovate? Perché vi piace il nuovo ask? A me sinceramente non piace per niente e vorrei tornare al vecchio..

Solleticatore Buono

Ciao Solleticatore! :)
Io solamente stasera sono riuscita ad accedere ad Ask dopo tanto tempo che non lo usavo. Purtroppo non avrò modo di rispondere a tutte le domande in sospeso, ma quanto prima rimedierò.
La prima cosa che mi è saltata all'occhio è stata proprio la grafica del social: completamente cambiata, diversa dal precedente. Non so perché, ma lo trovo addirittura molto più simile a Facebook. Ask prima di distinguera, adesso è un po' come tutti gli altri. Ciononostante c'è da dire che anche i social devono evolversi e graficamente devono "modernizzarsi" al fine di attirare più utenti e piacere di più.
Personalmente non trovo così pessima questa grafica, ma senza dubbio preferivo Ask com'era prima. Tornerei volentieri alla versione precedente, ma credo che quando tutti saranno abituati ad usare questa, la vecchia verrà dimenticata e non interesserà più a nessuno. Addirittura rivederla creerebbe disagio agli utenti. Ne sono certa, è sempre così. :(

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A tuo parere cosa potrebbe spingere un adulto (fuori dal nucleo familiare) ad ascoltare e cercare di aiutare un'adolescente?

Ciao. :)
Mah, penso che potrebbero esserci tante motivazioni, così come potrebbero anche non essercene.
Quando una persona è buona e ha un animo puro, o se è sembre ben disposta a fare del bene, sa provare anche affetto; questo basta ad essere prdisposti per ascoltare e aiutare chiunque, indipendentemente se sia un adolescente o meno.
Personalmente non ci vedrei doppi fini, ma se si tratta di essere "estraneo" e di essere comunque predisposto ad aiutare, allora lo vedo un atto di bontà.

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Tuffo nel passato! Pubblica una foto dell'estate!

Non è proprio dell'estate, ma quel 19 settembre faceva così caldo da far invidia al 15 agosto, lo giuro.

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Esiste per voi qualcosa (o qualcuno) che abbia un profumo tanto nostalgico e complesso da spiegare?

Sì, decisamente...
E proprio perchè è così complesso da spiegare, preferisco conservarne gelosamente il ricordo in un'esperienza unica che ho vissuto due anni fa. ♥

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Il mio ragazzo taglia le unghie delle sue mani una volta al mese, e quando lo fa non le taglia nemmeno cortissime. Lascia la linea bianca quasi vicina alla punta delle dita. Di conseguenza le ha spesso lunghe e questa cosa m'infastidisce parecchio.

Per amore sono sempre disposta a perdonarlo tutte le volte che sgarra, ad accettare i suoi difetti e a chiudere un occhio quando serve. Ma non riesco davvero a digerire il fatto che lui abbia gli artigli. Quando mi maneggia provo una forte impressione. Mi fa senso! Non so come fare anche perché lui è testardo, non ascolta i consigli che gli vengono dati e fa sempre le cose a favore suo. Gli dico sempre che dovrebbe tagliarsele più spesso perché sono antiestetiche, ma lui non lo fa. Mi risponde che piacciono a lui e questo è quello che conta. Che a lui non gliene frega un tubo che sono antiestetiche. Per lui non lo sono e questo gli basta. Io però mi sento a disagio quando i miei genitori e le altre persone gli guardano le mani. Mi sento a disagio io per lui... Cosa dovrei fare? Rassegnarmi o convincerlo in qualche altro modo?
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Secondo il mio punto di vista, non ci trovo nulla di male in un ragazzo che si lascia crescere le unghie e le porta lunghe. Secondo il mio gusto strettamente personale, non la trovo una cosa disgustosa, anzi, il contrario! Però rispetto il tuo punto di vista e capisco che esteticamente su un uomo possa non andarti giù l'idea che lui abbia le unghie troppo lunghe. Eppure da come lo hai descritto, non mi sembra le abbia così esageratamente lunghe. Per me non devi sentirti a disagio, perché se lo ami, il problema delle sue unghie è davvero l'ultimo a cui badare. E dovresti rispettare il suo gusto personale, cercare quantomeno di accettarlo e condividerlo, per rispetto verso di lui. A volte i gusti estetici possono cambiare nel tempo, quindi magari un giorno potrebbero non piacere più a lui e tu non avrai più questo disagio. O semplicemente quel giorno potresti aver imparato a convivere con questa cosa rispettando il suo aspetto e il suo gusto, tanto da non farci più caso. Io ritengo che convincere una persona a fare una cosa contro il suo ideale/gusto, sia sbagliato, per cui secondo me devi lasciare che lui viva così come gli piace, e se ama portare le unghie lunghe, che lo faccia. D'altronde siamo liberi e nel 2015 dobbiamo essere mentalmente in grado di accettare e concepire non dico tutto, ma quasi. La soluzione per me è parlarne e avere rispetto reciproco. Tu per il suo gusto, lui magari per il tuo disagio; e vedrai che troverete il giusto punto d'incontro. ^_^ Prova a pensare a quelle unghie non come un elemento antiestetico, ma un elemento che fa parte della persona che ami, che crea e contorna la sua personalità e che lo rende unico. Magari scoprirai che quel piccolo dettaglio fa la differenza e in realtà possono essere anche motivo di fascino e di carattere per il tuo ragazzo. :) Non sentirti a disagio tu, perché lui sta bene con sé stesso. Questo deve darti più sicurezza. Prova a vederla in questo modo, amalo per com'è, con i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi gusti e la sua estetica! Di ciò che pensano gli altri (di lui o di voi) non deve interessarti.

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Ho visto persone su questo social network fingersi amiche e cordiali. Proprio la fiera dell'ipocrisia: "Perdona l'estremo ritardo con cui rispondo alla tua domanda, ma sono stato molto impegnato." Certo, impegnato a rispondere alle domande degli altri.

Guarda caso di ragazze che oggettivamente possono essere considerate belle. L'amicizia non esiste nella vita reale, e non può esistere benché meno in quella virtuale. Ecco perché non seguo nessuno. Non posso stare alle lune di quattro ragazzini senza né arte né parte!

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Ciao! :D
Ho compreso perfettamente ciò che intendi e io sono d'accordo con il tuo discorso.
Ask è un social network che va preso con le pinze. Dev'essere, come dire, un passatempo, non un impegno. E soprattutto va usato con cautela e serietà, poiché in esso bazzicano troppe persone stupide che danno importanza solo ed esclusivamente alla virtualità e non alla socialità.
Fondamentalmente Ask è popolato da persone perlopiù giovani, perché è un social per ragazzi, certamente non per persone adulte; se non per quelle poche davvero in grado di gestire il proprio profilo con serietà e tranquillità.
Per quanto mi riguarda io sono la prima persona che, riesce a rispondere alle domande ogni tanto su Ask, quando ho proprio voglia e tempo per rilassarmi un pochino. Qui l'ipocrisia è all'ordine del giorno, ma io capisco se una persona ha realmente da fare nella vita sociale e reale tanto da non potersi dedicare ai social network che di base dovrebbero essere un passatempo e non la vita vera e propria, come oggi i giovani la considerano!
L'amicizia poi. Altro tasto dolente... l'amicizia è un valore molto prezioso che pochi oggi conoscono e rispettano con lealtà. Su uno stupido social network i casi di "amicizia" o sono rari o più semplicemente mi permetto di dire: inesistenti. Su Facebook possono nascere "rapporti", anche duraturi, magari, ma è raro. Poi dipende dalle persone e da come esse gestiscono la relazione, che sia amichevole o sentimentale. Su Ask escludo che possa esserci un minimo di contatto umano. O si insulta, o ci si diverte a scrivere anonimamente, senza avere le palle di metterci la faccia.
Se questo social network non ti piace, o preferisci dedicarti alla vita reale, nessuno ti vieta di farlo e il mio consiglio sarebbe di lasciar proprio perdere i social, perché sono controproducenti, a meno che, come ti ho già accennato, non vengono presi con le pinze.
Comprendo il tuo sfogo e ti appoggio, ma non darci troppo peso. Ask, è uno dei social più stupido che esista e se ci pensi è qui che stiamo scrivendo entrambi; tu da anonima/o e io da utente. Vedi? L'importante è saperlo prendere nel modo giusto e saperselo gestire come meglio si crede, senza seguire gente o stargli a correre dietro, dandogli un'importanza che non hanno! ;)

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Se al tuo risveglio il mondo si "resettasse", con i ricordi ed esperienze di chi ti vorresti trovare?

Jay

Ciao! =3
Sai, ritengo che questa sia una domanda davvero difficile al quale dare risposta, in tutta sincerità.
Come persona comune quale sono potrei semplicemente risponderti che mi piacerebbe ritrovarmi al mio risveglio resettata e con le esperienze e i ricordi di una persona che stimo molto e che magari in cuor mio "invidio" per il suo vissuto.
Ma no, non riesco a darti una risposta concreta con un nome o un'indicazione, perché per quanto noi vogliamo invidiare o desiderare di avere il vissuto di qualcun altro, non saremo mai quell'altra persona e vivere nella vita di un altro non significa essere realizzati, non avere problemi. Dal di fuori la vita degli altri ci sembra perfetta e quante volte diciamo: "beato te!" sperando in cuor nostro di poter vivere una vita diversa, la vita di un'altra persona. Ma non è mica tutto oro quello che luccica! :)
Se dall'esterno quell'esistenza ci appare perfetta, non è detto che poi vivendola possa piacerci...
Noi siamo noi e ognuno è diverso e particolare a modo proprio. L'idea di risvegliarmi con pensieri ed esperienze non miei mi destabilizerebbe non poco, considerando che non sarei io. E' come ritrovare noi stessi, ma con il corpo di un altro; sarebbe disagiante e assurdo. Non potremmo essere più noi stessi.
E poi i pensieri e le esperienze personali ci formano man mano che li viviamo... viverne da un giorno all'altro degli altri è paradossale, non sarebbe facile, e secondo me nemmeno immaginabile a livello reale.
Io francamente ti dico che preferisco rimanere me stessa, perché non so se con il vissuto di qualsiasi altra persona (anche la persona che più stimo al mondo) potrei sentirmi bene e a mio agio. Per quanto possa ammirare qualcuno, non desidererei mai nemmeno lontanamente di vivere quel che vive lui/lei, perché poi non sarei me stessa e non potrei sapere invece quali sarebbero le mie esperienze, i miei pensieri, i miei ricordi, le mie gioie e il mio percorso di vita... cosa che resta preziosa e che va assaportata e non sottovalutata.

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About Rurù Kano:

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