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Astrid Reonhato

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🐸 pt.2 @levireonhato 🌺

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
- aaaah ma è buonissimo~
*Pigolò, gustandosi più e più volte il dolce aroma che persisteva nella sua bocca. Aveva appena scoperto il nettare divino.*
- dopo il pesce ci sta che è una meraviglia. Com’è che non l’ho mai bevuto?
*Una bambina dopo aver fatto il suo primo giro al luna park.*
- mi è venuta una super idea: voglio vedere le stelle, sul nostro immenso balcone! Avanti, sbrigati.
*Esagitata come sempre, Astrid afferrò il corvino per il polso – santo ragazzo – e lo trascinò fuori, spalancando le porte delle finestre.*
- cazzo! Si congela! Aaaaah!!
*Pessima idea. Il gelo investì violentemente i loro corpi.*
- dell’alcol andrà più che bene per scaldarci, ma se tu rimani fuori così finirai per ammalarti. E poi davvero, si congela… va’ dentro a vestirti e prendi delle coperte e da bere.. io sistemerò qui.
*Disse.
Il cuore le batteva all’impazzata.. tutto il corpo tremava e non sapeva se per il freddo o per la visione idilliaca del gemello. Doveva far pace con il cuore e con la testa.*

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pt2 levireonhato

https://ask.fm/levireonhato/answers/167398713337

levireonhato’s Profile PhotoLevi Reonhato
*La giovane, rimasta sola nella stanza, tornò nuovamente a perdersi nei suoi tarli confusi. Le goccioline d’acqua scorrevano lungo la diafana pelle, seguendo le curve prosperose del corpo. Sospirò, svegliata dal bussare della porta – possibile? Avevano fatto così in fretta? Il cameriere si presentò con un gran sorriso sulle labbra, che Astrid ricambiò amichevolmente, ringraziandolo. Il profumo del pesce riempì la stanza. Si vestì in fretta, giusto un attimo prima che Levi uscisse dal bagno, avvolto soltanto dall’asciugamano, i capelli tirati indietro, di un nero lucido e invogliante. Astrid sentì un disagio salirle dalla punta dei piedi e toccarle veementemente le corde del cuore.
Sospirò di nuovo, questa volta amaramente. Doveva accettare l’idea di avere un fratello così dannatamente bello. Si sedette a tavola; riempirsi lo stomaco era sempre stata la scelta più adatta nei momenti di difficoltà – in qualsiasi momento, in realtà; ma è meglio non essere troppo sfacciati con Astrid.*
- buon appetito!
*Senza altro ritegno e contegno – ha pur sempre suo fratello seduto a tavola, non doveva comportarsi come una principessina – iniziò a mangiare tutto ciò che le capitava sott’occhio, a partire dai gamberoni, passando poi alle ostriche, all’orata al forno e come peccato di gola, delle ottime patatine fritte pucciate nella maionese. Ogni fardello che inquinava la sua mente svanì dinanzi a tanto ben di dio. Amava mangiare proprio per questo motivo; il cibo la trasportava in una dimensione parallela. Finalmente alzò lo sguardo e quando incontrò il viso del gemello, si fermò d’improvviso, rossa d’imbarazzo benché lui la guardasse con gli occhi di sempre. Era tutto... normale! Gli sorrise – Astrid evita. Hai un po’ di prezzemolo tra i denti!*
- avevo proprio voglia di un dolce al cioccolato, di quelli che si sciolgono in bocca.
*Proferì, prendendosi tutto per sé il dessert. Quando lo affettò con il cucchiaio, al suo interno, il cuore caldo colò, e un profumo invitante di cioccolato bianco e lamponi pervase le narici della castana; le brillarono gli occhi.*
- ooh Levi, devi assaggiarlo questo!
*Esclamò, obbligando il gemello alla degustazione e gli infilò – sempre con non calanche, perché sì – il cucchiaino in bocca.*
- gnam !!
*Felice lei, felici tutti, no?!*
- sorbetto? Non credo di averlo mai bevuto. Sai com’è finita l’ultima volta che ho toccato dell’alcol..
*E ripensando al matrimonio dei genitori, non seppe se ridere o piangere. Si alzò dal tavolo e sbirciò nel mini frigorifero, come consigliato dal corvino. Ce n’era di ogni, ma per ora si limitò a quel famigerato sorbetto. Aveva una strana consistenza, come un semifreddo e profumava piacevolmente di limone. Si leccò le labbra e ne versò in due bicchieri, uno per lei e uno per Levi.*
- sono assolutamente felice!
Ma mi raccomando, non farmi bere troppo.
*Lo raccomandò. Lei e il darsi un freno erano i due poli opposti.*
//parte 1

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https://ask.fm/levireonhato/answers/167281381369

levireonhato’s Profile PhotoLevi Reonhato
- mi prenderò per sempre gioco di te !
*Rispose Astrid, tenendo saldo lo sguardi su di lui. Iridi contro iridi e il mondo attorno si fermava. Uno strappo del tempo ignoto, che gravava soltanto su di loro. Chissà se esisteva qualcuno capace di spiegare genuinamente i sentimenti dei due fratelli, seminati in meandri dell’ignoto. Nessuno si assumeva la responsabilità di parlare e di agire, entrambi preferivano covare nel loro piccolo mondo. Astrid aveva trascinato Levi nella sua campana di vetro, ora anch’egli costretto a condurre una vita limitata. L’amore è un sentimento estraneo ancora a molti, tanto carico di sfumature da non essere accettato e compreso se non intacca altre menti. Dovevano fuggire via da quello spazio di flora e fauna, ch’essi come il cielo, avevan assistito ad un’unione ancestrale.*
- ti viene proprio bene il ruolo da rompi palle. Per fortuna che ci sono io, santa ragazza !
*E nuovamente Astrid scoppiò a ridere, riempiendo l’aria pungente della sua fragorosa tonalità. Levi chiuse quel loro capitolo con un dolce bacio e Astrid, rapita dal gesto del corvino, si crogiolò in quest’ultimo. La bocca pulsava, premeva. Sapeva interamente di lui, e solo questo dettaglio la rendeva un tutt’uno erotico con il gemello. Dentro sorrideva armoniosa, tuttavia Levi non aveva tutti i torti. Avevano rischiato, si erano esposti più del dovuto. Si rivestirono, pronti a ricombinare la loro routine. Oramai il sole era quasi totalmente calato, nascosto dalle imponenti montagne del Trentino.*
- mi faccio la doccia per prima !
*Esclamò cinguettante, adoperandosi di chiavi per aprire la porta della stanza e una volta giunti all’interno, Astrid lanciò i vari sacchetti sul letto, e senza accettare altre obiezioni – sia mai che Levi si faccia più furbo di lei – si precipitò in bagno, non prima di urlare ai quattro venti:*
- chiama il servizio in camera e ordina la cena, Levi. Ho fame !
*E quando mai Astrid non aveva fame? Come biasimarla, però!
Si era concessa a Levi con anima e corpo, in una forma idilliaca e animata. Era sfinita. Necessitava di rigenerarsi. Aprì l’acqua corrente calda, si privò dei vestiti ma prima di entrare sotto il getto, osservò il proprio corpo allo specchio. Dalle clavicole in giù e attorno alle spalle vi erano i segni marchiati del fratello. Se chiudeva gli occhi, poteva sentire ancora le sue mani perlustrarla, sfiorarla come seta rara, annusarla come un fiore appena sbocciato. Il profumo di lui che si mescolava con il suo, creando una nuova ed unica fragranza. Il cuore le batteva all’impazzata. Si fiondò sotto l’acqua. Non poteva più crogiolarsi in quell’attimo, non ora che il desiderio pulsava nel corpo. Si lavò velocemente, si avvolse l’asciugamano ed uscì dal bagno, ignorando ogni tipo di conseguenza, ma quando fu fuori sbarazzina, era troppo tardi.*
- ehm.. puoi andare tu.. se vuoi..
*Pigolò timidamente. Le gocce dell’acqua scorrevano sulla sua pelle, rosa e invogliante.*

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https://ask.fm/musicofspirit/answers/167500407628

musicofspirit’s Profile Photoмузика
*La mente di Astrid era annebbiata dall’estrema confusione. Tutto le si era ritorto contro – e lei che voleva soltanto abbandonarsi un poco ai vizi umani; esplorare, conoscere. Essere come tutte le sue coetanee. Era incappata in una pozzanghera ben più grande di lei, e incapace di nuotare, affogava. Con queste sole forze, pur di non morire, era costretta ad ancorarsi a Myenka, unico salvagente. Doveva soltanto imparare a stare al gioco, un gioco meticoloso e fatale, che presto o tardi l’avrebbe inevitabilmente indotta a compiere il passo falso. Le sembrava di stare sulle montagne russe : andava su e giù ad una velocità smisurata. Lo stomaco sottosopra e le tempie che pulsavano di dolore; il cuore costernato dall’ansia e il peso che la opprimeva, gravava inesorabile sulle sue esili spalle. Non avrebbe retto un secondo di più, si sarebbe prosciugata. Non era mentalmente forte per poter sopportare una tale sciagura. Era la preda, una prigioniera nelle grinfie del demonio. Cosa ne sapeva lei del mondo e di questa tossica società? Il desiderio di salvarsi la teneva vigile, ma fu un momento di lucidità che durò troppo poco, ed eccola lasciare le proprie forze al volere della testa – e il gesto fu così grave che venne punita. Il rimbombo della sberla riecheggiò nella sua testa anche dopo aver ripreso a camminare con Myenka. Il dolore bruciava sul lato del viso colpito; pulsava, lo sentiva rosso, gonfio, dolente. Aveva emesso un solo gemito, ingoiando crudelmente le lacrime. Così l’anima venne corrotta. Non poteva permettersi di dare la colpa a lui, ad altri. Era lei la responsabile: fato e destino, questa volta, se n’erano lavati le mani. In quei pochi attimi, il pensiero della libertà, l’aveva trapassata più volte, ma la voglia di vivere era troppo grande e il coraggio scemava ad ogni tocco scandito dall’orologio.
Cercava di non parlare. Mordeva la lingue e le guance ogni qual volta sentiva l’istinto prendere il sopravvento. Si concentrò su Myenka, coltivò odio per lui: trascinata qua e là come una bestia da macello, tenuta al collo come un cagnolino da addestrare.
Non aveva mai preso in considerazione di diventare una vittima, la marionetta di un malsano psicopatico. Ma priva di ogni forza, cedette a qualsiasi intervento possibile e accettò il suo schiavismo: se avesse vestito i panni della brava bambina, poteva anche uscirne meno dolente di quanto tutto era iniziato.
In qualche modo, Astrid non aveva smarrito il suo buon animo, dentro di lei era rimasto ancora arzillo il senso di altruismo, e se lo avesse speso tutto per Myenka, nulla le avrebbe negato luna via di fuga.*
- è bellissimo..
*Mormorò, puntando i verdi occhi spenti verso quell’orizzonte, così splendente e raggiante, come lo era lei.*
- fame? Sì.. in effetti ho fame. Vorrei delle omelette al formaggio
*Ammise, benché la verità contorcesse le sensazioni. Stava lentamente scendendo verso un’oscurità buia e fitta, laddove il tempo non detta più le regole.*

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httpsaskfmmusicofspiritanswers167500407628

🎍 pt.2 🐚 @musicofspirit

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
Era un continuo susseguirsi di maledizioni, un incubo che mai avrebbe creduto di vivere. Un’anima ingenua e casta, cresciuta nell’ampolla della fanciullezza, era stata distrutta dal veleno del cavaliere oscuro. Una nube tossica abitava su di lei. Prigioniera di un cuore nero, di un animo marcio, di una mente malsana.
Intrepida coscienza di un dolore incapace di sbocciare.
Sentimenti sconosciuti. Sensazioni impercettibili. Offuscamento. Distruzione. Annichilamento. Depressione.
Sangue e ancora sangue: rosso amore, rosso cremisi.
Sorridi bambolina, oggi è il tuo giorno.
Sorridi bambina, ascolta la musica: è il tuo requiem.
Guarda, suona per te; ti veste, ti coccola. Che uomo premuroso. L’hai voluto tu, zitella.
Sfiancata. Sfinita. Un corpo disintegrato. Accartocciato come un foglio di carta. Le parole di Myenka si scolpivano nella testa di Astrid: era così confusa che credette di aver sentito male.
C’era una discordanza tra quanto fatto e quanto diceva. Il suo sorriso le metteva i brividi. Voleva piangere. Cercava le lacrime.
Oh... ma aveva pianto fino a quel momento che i suoi occhi erano ormai secchi, rossi, gonfi.
sei così brutta Astrid. Non vi è più alcuna innocenza su di te.
Sei un dipinto rovinato dal pittore stesso. Un vaso pieno di crepe. Sei prossima al funerale. Eccola lì. La tua tomba.*
- che cosa...dici?
*Sei sicura delle tue scelte, creaturina?
Le fate non volano più in tuo soccorso. Solo demoni che fuggono dall’inferno per danzare sotto la pioggia acida. La luna non illuminerà più i tuoi cammini, le stelle non ti proteggeranno.
Caos. Solente caos. Le si cuce addosso come un vestito da sposa. Sposatevi, docili amanti. Vivete questo inferno unanime.
Solcate i mari. Attraversate le mura. Offritevi in disgrazia agli dèi. Sull’altare della Morte, ardete il vostro cuore e crogiolate nel terrore. Va’, va’ madamigella e scegli il bouquet.*
- convivenza? Ma mi hai picchiata e stuprata !
*Menzognera delle sette vallate. Dichiarare il falso dinanzi alla corte suprema? Quale angelo pensi di essere? Di quali ali ti sei appropriata? Quale saggia mente hai rubato? Di che nettare ti sei nutrita? Schiava di questa aberrazione.*
- voglio andare a casa
*Una richiesta. Un ordine. Una frase così semplice, appena sussurrata. Ma carica di pugnalate: la tua condanna. Capro espiatorio delle frivolezze altrui.*
- non voglio stare con te, mai più
*Elogio funebre.*

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pt2  musicofspirit

https://ask.fm/musicofspirit/answers/167469395020

musicofspirit’s Profile Photoмузика
*Salvezza: amara e debole. Brucia in gola, allevia il cuore, leggero. Un giro sulle montagne russe – è morte. Occhi negli occhi, straziante, angosciante bugia. Il diavolo... no, il male in persona. Si insidia, striscia, squarta, miete.
E non è niente. Solo il turbine di un supplizio salato.
La ferita è aperta, al margine della sofferenza.
Salvezza: no, solo illusione, insensata e mera illusione.
Come la luce della luna. Come l’infinito caos del cosmo.
Dapprima un sorriso ornò il viso stanco della castana, poi fetida delusione, tristezza, paura, abbandono. Un battito dopo l’altro, il cuore cessò totalmente. Uno strattone, un altro. Il silenzio quieto fu riempito da parole aspre, accidiose, villane, violente. Violento come il gesto: ossigeno, respiro strozzato, spezzato come un fulmine a ciel sereno. Astrid non sorrideva più. Astrid non avrebbe sorriso mai più. Una goccia di pioggia batteva sulle finestre della sua memoria, i tarli spensierati si incupirono.
Abbandono.
Vuoto.
Meschinità.
Pavore.
Profanazione: zero umanità, zero sensazioni, zero emozioni.
Il mondo si spense. Si sgretolò, come il suo cuore.
Rumore di piatti infranti – cuore. Anima. Dolore. Ancora dolore. Perpetuo dolore. Obnubilazione della vita, dell’atto, del momento. Le lacrime solcavano il suo viso come un fiume in piena, alla ricerca della salvezza, della speranza, essenza ultima a morire. Che cos’è tutto questo? Quando è successo? Il vago ricordo di un giorno di festa, di un tacito amplesso. Invece le viscere si dilaniavano, afflitti dalla veemenza con il quale Myenka deturpava quell’esile corpo, fragile come le pagine di un vecchio libro: maneggiare con cura. Nei suoi occhi non v’era mai stato nulla di tutto questo, alcuna ammirazione, solo desiderio sessuale, possessione e ossessione.
L’intrepidezza scemava assieme alla sua gentilezza, e lasciava spazio alla paura, al desiderio di urlare e ribellarsi.
Empatico atto.
La vista annebbiata non concedeva spazio alcuno ad Astrid. Credeva sarebbe morta. Tra dolori ardenti e respiri mozzati.*
- M..Myenka
*Flebile la voce che uscì, bramosa di appigliarsi alla compassione del suo... nemico? Che cos’era? La bocca dello stomaco si contorceva. Percepiva mancamento da tutte le parti del corpo. Le membra macchiate, marchiate. Il colore roseo della sua pelle fu ripitturato: il viola divenne la sua genuinità. Quel senso di perdono svanì costantemente, rintocco dopo rintocco. Cosa pensa la mente durante una violenza? Che nostalgia l’odore dei biscotti e il caffè. James che torna a casa e Laia che grama, lanciando utensili da cucina per aria. Un fratello sconnesso, una finta adolescenza, problemi inventati, desiderio di diventare grandi, desiderio d’essere donna: ed ora?
Ora non esiste più alcuna fantasia. Le ore che solitamente venivano inghiottite divennero interminabili. Astrid vedeva ogni negazione, ogni vibrazione meschina. Era stata usata come insetto della società, come sfogo personale: chi sei tu?
//parte uno//

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🌑 pt.2 🌒 @musicofspirit

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
Il mondo, fortunatamente, cessò di girare.
Il tempo di scorrere.
Il cuore di battere.
La testa di pensare.
I polmoni di respirare.
Lei, soltanto lei e il senso tattile : le mani impugnavano l’arma del delitto. Suicidio o omicidio?
Un nuovo senso di conato, preceduto da veementi brividi.
Avrebbe tanto voluto disperarsi. Che situazione insolita. Come ci era finita in quel ghetto malsano, non lo sapeva nemmeno lei. Voleva soltanto sentirsi apprezzata e desiderava - ma questo non era più desiderio. Questa era solo la fame di mostri. Non assaggiavano, loro distruggevano, divoravano tutto ciò che capitava sotto il loro cammino. Lei era un capro espiatorio. Un mucchio di spazzatura; a loro andava bene così. Ma quante volte, Astrid, aveva regnato? Non sarà mai la scelta di alcuno - solo la beffa di uno stupido che si annoia.*
- non voglio uccidere e non voglio morire, Myenka.
Perché mi fai questo? Volevo soltanto te. Non voglio più giocare.
*È il rimprovero di una ragazza afflitta. Quando si è adolescenti, quando si è costretti_ a crescere d’improvviso, si saltano le tappe, si saltano le evoluzioni e l’essere umano non è programmato per sbocciare e morire in un colpo solo. È come un getto di acqua ghiacciata seguito immediatamente da un getto di acqua bollente : talmente grande l’impatto che il corpo non regge le crepe e si sgretola come carta al fuoco.
Annichilita da te stessa e dai tuoi sentimenti, Astrid. Cosa uno vuole dalla vita, non lo saprà mai. Lei vive così, d’istinto e d’istanti : che frase fatta!*
- non è che sei tu quello geloso?
*Com’è che hai deciso di condannarti in questo modo? Non puoi dichiarati innocente se le prove, tutte le prove, ti puntano il dito contro. Di cosa ti avvali, ora?
Gioca il tuo asso, Astrid. Perché lui farà su di te scacco matto.*

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pt2  musicofspirit

https://ask.fm/musicofspirit/answers/167233710412

musicofspirit’s Profile Photoмузика
*La natura dell’uomo è essere debole. Uno si convince dell’idea che il forte opprime il debole, la regola della giungla, mors tua vita mea. Sembra la lotta tra due bestie affamate, il patriarcato primitivo ove saggezza e umanità erano ancora chiusi nel seme della vita. Dovrebbero esistere regole, ma regole nella vita non ci sono. Ognuno avanza e indietreggia come meglio crede. Si avvale della facoltà di non rispondere, conquista la vetta scalando una montagna rocciosa ma della società cosa ha compreso poi? Cosa bisogna fare per sentirsi bene?
Astrid apriva la bocca e accoglieva quanti più falli avevano avuto l’onore di depravare la pudicizia della giovane. Privare una novella di qualcosa, è come guardare Dio negli occhi e dire di aver estinto il male con uno schiocco di dita - o ancora meglio, guardare il diavolo dall’alto del / suo / regno.
Cosa fare a questo punto?
Avesse potuto, avrebbe pianto. Ma dalla bocca dello stomaco giungevano solo conati di vomito verso sé stessa. La collisione dell’odio ha dato forma a un tornado di emozioni, e quand’esso cesserà, la fiamma della sopravvivenza avrà smesso di ardere.
Come neve che attecchisce al suolo, Astrid attecchirà il proprio corpo - morto. La fine è vicina. O ciò era il suo immaginario. Affliggersi fino alla fine, incolparsi e prendere atto delle proprie azioni - ma che brava! Hai finalmente deciso di crescere! Troppo tardi bestiolina. Il diavolo è dinanzi a team guardalo, salutalo - ti sembra familiare? Trema la terra perché hai svegliato il can che dorme. Balla con me, in punta di piedi - o scatena il tango sensuale, ma ricorda che questa è una danza a due : sarai degna di essere la sua_ compagna? Il diavolo non vuole nessuno. Sei solo un’anima macchiata dalle tue insicurezze. Non è peccato, non sei uno stimolo divertente. Solo una brodaglia di futili e inutili sentimenti falsi. Ti illudi Astrid. Sei la componente primordiale del caos. Fottiti.
Le acque del mare si divisero : deja-vù. Chi è degno come Noè? Schiavo di Dio, compare del Diavolo. Due facce della stessa medaglia - il desiderio di vendetta esplose come una bomba.
Gli occhi verdi si spensero. In lei bruciava un incendio. Ora è solo vittima dei propri reati, imputata del mondo. È questo che significa essere umano, essere animale. Agglomerato di cellule. Cosa credevi di meritare, così facendo? Pietà? Benedizione?
Ecco, prendi : tangi la chiave della tua salvezza, apri la porta del Paese delle Meraviglie - ricordi? Tu sei Alice. Alice ama il cappellaio; chi tra i tanti è il / tuo / cappellaio?
Pazzo. Pazzo. Pazzo.*
- ti prego, smettila!
*Eccoti. Avvilita e debole, come tutti ti ricordavano. Quanto è durata la tua stupida corazza? Petala, sciocca bambina. Hai voluto la bicicletta? Cosa aspetti? Il mondo non ti aspetta, se non stai al passo ti lasceranno indietro. Che crudeltà, eh?! Eppure è sempre stato così, che cosa si poteva aspettare? Da cosa si fugge quando non si sente più nulla? Tutto è andato in fumo.
//parte 1

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https://ask.fm/levireonhato/answers/167055913465 🐍 https://ask.fm/levireonhato/answers/167114258169

levireonhato’s Profile PhotoLevi Reonhato
*Avere Levi tra le sue braccia, le permise di sancire quel legame intrinseco di sentimenti ignoti e incompresi, germogliati in un paradiso plasmato solamente per loro due. Avevano morso entrambi il frutto proibito, ed avevano scoperto questo mondo apparentemente oltraggioso, ma non sterile per un amore che scolpiva le fondamenta delle loro catene; li avrebbe tenuti prigionieri o forse liberi di coesistere unanimemente. La voce del gemello raggiunse il silenzio quieto di Astrid, riempì la sua mente col suono, richiamandola all’attenzione, ad una certa realtà e / lealtà /. Sebbene non vi fosse reale sfumatura di imbarazzo sulle gote della castana, la timidezza palpitava nel petto, scandendosi a tempo col cuore. Gli sorrise, abbandonandosi ad una lieve risata, spettatrice dell’amore di suo fratello.*
- non c’è bisogno che fai tutto questo, Levi
*Osò, carezzandogli i capelli corvini, Quelle ciocche morbide, per nulla crespe – si chiese come potesse tenerli così bene se non se ne prendeva mai cura. Eppure tutto di lui brillava, come la stella più luminosa del cosmo. Soffermarsi ad ammirare un cielo stellato... Levi sembrava potesse appartenere a quel tipo di bellezza, e dolcemente Astrid si sarebbe distesa sull’erba, con una mano sul ventre e i capelli a incorniciarle il viso, e gli occhi verdi all’insù verso il cielo, verso quella stella che somigliava al suo amato_ fratello. Ormai sentirselo addosso divenne un’abitudine improvvisa, un’ossessione malata – suvvia Astrid, sei sempre stata malata di lui. Le si era cucito addosso. Due corpi in uno. Non vi sarebbe stata legge alcuna capace di discioglierli e snodare un legame tanto superbo e avvilito. Astrid divenne l’edera rampicante attorno al corpo magro del gemello. Due spiriti fuggiti dal vaso di Pandora.*
- parli tanto di te, caro il mio Levi.. senza sapere quanto avrei dato anche solo per sentirti più vicino a me. E ora mi dici che vorresti darmi tutto? Oh stupido! A me basti tu
*Esistono pensieri nascosti nei tarli, che dimorano la mente di Astrid da tempi immemori. Pensieri che non dovrebbero mai abbandonare quel_ luogo, capaci di prendere forma così come capaci di creare un disastro irreparabile. Li teneva per sé, talune volta faceva loro visita e si beava di quei pensieri, giacendo per un po’ in quella fantasia parallela; se lo concedeva, e non si interrogava sulle conseguenze, viveva l’attimo. Per ora poteva permettersi solo quello : un attimo fuggente. Non avrebbe concesso ad alcun essere di strapparla dal suo mondo, non ora che aveva stabilito ordine alla sua anima. Le braccia di Levi l’avvolsero caldamente. Due corpi allo stato originario che si sfiorano morbidamente.*
- però sai, se ti offri a me così... non posso rifiutare una tale offerta! Sono curiosa di sapere cosa farai
*Gli occhi di Astrid si incastrarono in quelli ghiacciati del fratello, ove vi scorse barlume di calore.*
- mai avrei creduto di poter percepire calore da te
*Gli carezzò il viso, saldamente.*

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httpsaskfmlevireonhatoanswers167055913465

🐸 pt.3 🐽 @levireonhato

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
*Circondò il viso del corvino e spingendolo verso di sé lo baciò. La lingua di Astrid incontrò timidamente la sua, indagando con passionale esitazione la sua bocca. Potente, inebriante mix di gusti. I suoi occhi erano chiusi, la bocca schiusa, sciolta da quel bacio rubato; stava ansimando. Sbatté gli occhi, lo fissò. Astrid si contorse in modo gratificante. Un colpo. Un ultimo. Infine venne, esplodendo la sua eccitazione sotto varie fattezze, sfumature d’iride: si immerse dentro di lui. Passò nuovamente la mano tra i suoi capelli, gli sorrise. Così vicini da sentire il cuore di Levi battere all’unisono col suo. I suoi capelli castani sono una cornice perfetta intorno al viso innamorato, le sue lunghe gambe rosee allungate in modo gratificante attorno a lui. Bofonchiava, esausta. Lo invitò ad adagiare il capo sul suo petto. Ancora pelle contro pelle. Mai lo aveva sentito così vicino come allora, ma la paura s’impossessò di lei, contaminando la piacevolezza esplosa nella pancia. Ogni dubbio affiorò e il timore di essere divorata ferì le sue membra. Si strinse a lui. Avrebbe giaciuto piacevolmente così, in eterno.*

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pt3  levireonhato

🌺 pt.2 🌼 @levireonhato

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
*Le mani della giovane sfrisavano tra le ciocche di Levi, madide di sudore. Si mordeva il labbro inferiore, seppellendo il pago che avrebbe presto spiccato il volo nello sconquasso. Si contorse appena e stringendo i pugni, rilasciò il suo piacere, soffocando invano il suo mugolare. Lo sguardo del gemello tornò a posarsi su di lei: l’anima che può parlare con gli occhi può anche baciare con uno sguardo. Astrid sospirò e il rumore irruppe nel caos della natura circostante. Il petto faceva su e giù incessantemente; schiuse la labbra di getto, afferrando ambe le braccia del corvino.*
- fai piano
*Mugolò, tremando. Pareva una foglia pronta a staccarsi dall’albero. Il seno si muoveva al ritmo di Levi, che lesto e delicato, si intrufolò nella sua intimità, sancendo fermamente la loro pudica unione. Si concentrò su di lui, con gli occhi, con il cuore. Pelle contro pelle; si sfioravano come il soffio del vento sfiora i petali di un fiore, come le ali di un gabbiano sfiorano le increspature del mare. Inarcò la schiena appena, peregrinando. Come una lacrima che scorre lungo il viso per giacere ineluttabilmente sul labbro screpolato. Gemette all’inizio, un tacito dolore che spianò la strada ad un libito maliardo. L’effigie del gemello dipinse tutto il suo etere e sprofondò in esso, e non vi poteva essere nulla di più dolce. Fu come bere il nettare afrodisiaco del frutto proibito, un’estasi sconosciuta.*
- oh~ Levi
*Civettò. Astrid seguì la medesima espressione. La chioma castana si aprì come la coda di un pavone, risaltando il suo innocente viso arrossato. Il fratello si tuffò su di lei, affamato. Si ristorò di quella tavola imbandita, assaggiò le sue prelibatezza e la genuina freschezza che riversava per lui. Si muovevano abbracciati, danzavano all’unisono e i loro sospiri si mischiavano inconfondibili nell’aria. I suoni riecheggiavano, per ella fu musica, un’armonia da ascoltare perpetuamente. Era trasportata dall’amplesso, un atto cordialmente dipinto. Cinse con le gambe il bacino del fratello, chiedendo silenziosamente di averne sempre di più, senza fermarsi mai. Affondava le dita nella schiena, raschiando con le unghie. Veniva trasportata da una corrente energica; il fratello era un mare in tempesta e Astrid ne fu travolta, contagiata dal suo energico ire. Fremeva l’inguine. La sua voce era roca, ansimante così dannatamente seducente, i suoi occhi spalancati d’un verde armonioso, le pupille dilatate – non aveva mai ammirato nulla di più meraviglioso. Era arrossita dal desiderio.*
- non ti fermare
*Sussurrò, in risposta alle parole di Levi. Accompagnava i famelici e passionali movimenti del gemello. Dentro e fuori, incessantemente. Sentiva di prendere fuoco, ardere come una foresta dopo mesi di siccità. La spasmodica emozione vagava nel suo corpo, sfrecciando inarrestabile e incontenuto. Il suo dolce rumore di apprezzamento echeggiò verso di lui.*
- Levi.. sto.. sto venendo !
*Ammise sconsideratamente.*
// parte due //

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levireonhato’s Profile PhotoLevi Reonhato
*Levi aprì porte finora chiuse a chiave. Cingendo le mani della sorella, la incalzò nei movimenti, mostrandole il famelico desiderio del piacere. Gli occhi verdi di Astrid si spostavano dalle loro mani all’espressione compiaciuta del gemello, e nella bocca dello stomaco percepiva soffi ardenti incendiare il corpo. Continuò la cadenza ritmicamente, su e giù, mentre le dita mascoline del corvino sfioravano delicatamente la bocca inviolata della sorella: le labbra pulsavano, appena schiuse, alitando caldamente il respiro accelerato. Il cuore palpitava in gola, nel petto, nella pancia. Fermò il suo servizio, sostenendo lo sguardo verso il corvino; i suoi occhi ghiacciati la invitarono all’accoglienza e incantata da lui, aprì totalmente la bocca, accogliendo la virilità. Lambì la parte superiore, e sulla lingua percepì un gusto lontano, umido e caldo. Rimase sorpresa dalla percezione e dalla reazione che il suo stesso gesto le provocò. Il fratello accompagnò il piacere, dettando il ritmo. Proseguivano la danza all’unisono, e lo guardava dal basso, crogiolandosi in lui, come una preda dinanzi al cacciatore. L’atto non durò molto, il movimento tribale che le giungeva sino a solleticarle la gola. Levi preferì sfamarsi dei suoi baci, lingue sfiorate, cercate; ora Astrid sapeva di lui. Un retrogusto maschile e pungente, ma dalla nota ancora piccante d’amore. Ella lo ricambiava, sedotta e incantata. Una donzella docile sotto l’incantesimo dello stregone. La voce profonda del fratello le entrava dentro e al suono vibrava; i piedi formicolavano. Sentiva che poteva esplodere da un momento all’altro, di cosa e perché non ne era certa. Voleva solo conoscere i pensieri del corvino, intraprendere mano nella mano quel sentiero fitto e fosco, privati della luna e delle stelle. Si sdraiò nuovamente... il terreno sotto di lei era turgido e freddo, premeva sulla schiena dolcemente incurvata. Il fratello si dedicò a lei, battezzando angolo dopo angolo del suo corpo. Ad ogni tocco, Astrid rispondeva con un sospiro strozzato; teneva il contatto con lui con le dita intrufolate tra i capelli scuri. Talvolta lo guardava, ma per lo più si perdeva nel piacere del suo dilettarsi. La sua intimità frizzava ardore e passione incontenuto; il desiderio esplicito colava sulle dita del fratello e formentava il ritmo andandogli incontro col bacino. La mente non controllava più alcuno stimolo. Era dannatamente persa in quell’istante, avvolta da un’euforia crescente. Il corpo sfregiava contro il terreno e si scuoteva, come spiriti accerchiati in una danza tribale.*
- L..Levi
*Lo chiamava, evocava il suo nome, pronunciato in un soffio ansimato. Il piacere di Astrid echeggiava nell’aria e si rifugiava nell’animo di Levi, riunendosi con lui in un abbraccio. È inconfondibile dolcezza per un sapore che va oltre l’immagine... uno sprigionarsi di sensazioni che confondono tutti i sensi.*
- ah..ah ! C..così.. ancora !
*La voce tremava e con essa fremeva l’avidità.*
// parte uno //

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🐛 pt.2 @musicofspirit

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
Deglutì. I suoi occhi verdi, un sapore offuscato; con le mani tangì due peni, con la bocca ne lambì un altro. Era la bambola gonfiabile di quei predatori. Si sarebbe concessa, ma per quanto? Era realmente consenziente? Era ciò che voleva? Il suo cuore batteva ma la bocca dello stomaco farneticava, la testa girovagava come dopo mille capriole. Una sensazione ai piedi richiamò l’attenzione di Astrid. Il corpo formicolava, la incalzava veramente all’atto proibito? Era destinata a vivere così?
Cercava la figura di Myenka ma incontrava solamente le intimità di quei tre uomini che usurpavano la sua effigie. Era diventata un involucro nel quale scaricarsi. Non aveva più controllo.
Una lacrima solcò il viso sancendo il fato di questa povera ragazza. Oramai la sua anima era stata macchiata, marchiata. Una strada che lei stessa aveva scelto, arsa dalle fiamme di quell’inferno, il suo inferno personale. Non avrebbe mai più sognato campi esili, sfidando a viso aperto il Re, si era condannata da sola. Specchio riflesso.*

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pt2  musicofspirit

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musicofspirit’s Profile Photoмузика
*La testa premeva e pulsava. Voleva tanto staccarsela dal collo. Si trascinava. Sulle spalle aleggiava una pesantezza fastidiosa. Camminava per inerzia, una calamità circospetta. Non avrebbe mai trovato alcuna spiegazione e momentaneamente non si poneva alcuna domanda. Ogni tarlo era libero, vuoto, puro. Lontana da ogni quesito e ciò non si sa se essere negativo o positivo. Avrebbe saputo in che modo agire? Comprendere la situazione in cui si stava addentrando? Fu troppo tardi, una volta giunta al cospetto di Myenka, una volta attraversate le mura, Astrid capì di essere prigioniera delle sue stesse malefatte e tentazioni. Era un uccello in gabbia, poteva solo limitarsi a fare ciò che le veniva richiesto, prendere una decisione secondo le regole imposte. Non era vero niente! Non c’era libertà, non poteva permettersi di alzare i tacchi e indossare una corona. Come tante altre, era solo un’altra pedina su un’enorme scacchiera – e lei non sa giocare a scacchi. Sospirò. Gli occhi sgranati palesavano il suo stato di dubbio e terrore, reso tutto più amplificato dagli effetti stupefacenti. Si guardava attorno, incapace di proferire parola. Non ricordava più il leone ruggente della savana, pareva un semplice insetto nascosto sottoterra.
La stanza in cui era finita ricordava le pareti di un inferno immaginario: che quello fosse un girone dedicato esclusivamente a lei? Faceva passi da gigante con la mente, nemmeno all’inferno avrebbe tanta attenzione. Myenka iniziò a parlare poco dopo. La sua voce le giunse lenta e profonda; le parole erano scandite nitidamente e sebbene tutto girasse intorno alla stanza, era abbastanza lucida per prendere una decisione, per pensare e realizzare. Il cuore scalpitava in gola come una persona che sta per annegare nel mare. La bocca era secca, i muscoli del corpo rigidi e il respiro accelerato. Le erano state imposte due opzioni dalle quali non sarebbe potuta sfuggire e prendere consapevolezza di un tripudio aberrante come quello, non era faccenda alla leggera.
Ancora una volta, dalla bocca schiusa, scivolò solo fiato caldo.
Tre uomini circondarono l’esile quanto formoso corpo della castana. I loro ormoni si cucirono sulla pelle di Astrid, sussurrandole i loro desideri proibiti. L’aria era lussuriosa, come gli occhi di quegli uomini. Dunque era questo il suo destino o era un mero sogno nel quale stava perendo? In entrambi i casi avrebbe accettato una tortura, temendo che il gioco sessuale potesse risultare di suo gradimento. Nella testa riaffiorò il piacere della notte passata con Myenka. Alzò lo sguardò verso di lui, ella seria sul volto, non trapelava nulla. Lui coperto dal corpo di due ragazze ignude; le loro schiene ricurve e i glutei quasi perfetti suscitarono una scia d’invidia in lei. Non era mai stata abbastanza per nessuno. Le gambe tremavano ma trovò la forza di inginocchiarsi, vittima della famelica fame di quelle bestie. I loro membri eretti puntavano verso di lei.
// parte uno //

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🦋 pt.2 🌞 @musicofspirit

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
Qualcuno le aveva fatto bere qualcosa, ma quando aveva bevuto e soprattutto cosa aveva bevuto? Dal matrimonio dei suoi genitori aveva avuto la riprova che l’alcol non aveva per niente un buon effetto su di lei, eppure c’era qualcos’altro oltre l’alcol, qualcosa che avrebbe potuto scaturire un effetto completamente diverso e suscitare una risvolta interessante quanto deprimente. Gli occhi smeraldini di Astrid crearono una visione distorta e illusoria di quella festa. Era più di un’orgia di tante cose. Si sentiva mancare il fato. Era uno sconquasso incontrollato e lei, ormai nella mischia, doveva semplicemente abbandonarsi ai ritmi disdegni di quella saga. Era davvero ciò che voleva Myenka da lei? Vederla impartirsi un ruolo quasi peccaminoso e infernale? Cosa sei, il re dell’inferno?
Astrid era sempre stata insicura di sé, carica di difetti in ogni angolo del suo corpo. Eppure ora indossava un costume che risaltava ogni sua curva perfetta, scolpita dal migliore artista. Profumava di gelsomini e limonata ghiacciata. Affiancò il dj e prendendo il microfono si caricò di ogni coraggio – o forse non ve ne fu bisogno. Ci pensò il peccato a farla parlare.*
- vuoi giocare Myenka? Giochiamo!
*Ragazza temeraria!
La sua voce strepitò nell’aria, squarciando il vello tra lei e il maggiore, invitandolo a farsi avanti. Per niente saggia idea ma ora che ha voluto la bicicletta doveva soltanto pedalare. E diede inizio alle sue danza ballando sulla base della musica altisonante e fracassante.*

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pt2  musicofspirit

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levireonhato’s Profile PhotoLevi Reonhato
*L’amore proibito incontrò i loro cammini. I destini si fusero in un tutt’uno e i semi coltivati fiorirono in quella stagione primaverile, dal sole tiepido e piacevole, dalle giornate lunghe ma non interminabili, dal crepuscolo rossastro e dal cielo sereno, le notti fresche e stellate, dominate dalla signora Luna, che di tutto rispetto si prostrava alle loro richieste. Un giorno... un giorno soltanto. Quel giorno giunse, ricongiungendo animi discreti e libertini, in un ansante amplesso, frutto dell’amore. Alla fine è di questo che si tratta : due corpi che si cingono come un puzzle ignoto e complesso. Le mani si tastano e si sfiorano, lasciando sulle pelli parti di sé e della propria smania. Ad Astrid mancava il respiro, il cuore scalpitava incessantemente nel petto. L’alito caldo scivolava dalla bocca ad ogni sosta dai famelici baci rubati e deturpati dal fratello. Le dita affusolate della castana stringevano, tra gli incavi, le ciocche corvine di Levi tirandole appena in un sussurro supplicante e accondiscendente. Si lasciò guidare, trasportare, adagiare sul suolo freddo; tremò al contatto. Le gocce dell’acqua imperlavano il suo corpo e scorrevano lungo il petto prosperoso, il ventre piatto; alcune vennero lappate dalla bramosia del gemello. Astrid era succube di quei tocchi così leggiadri e al contempo affamati, lo incalzava tenendo le mani sul suo capo, e talvolta incurvava la schiena, innalzando il bacino seguendo i voleri del fratello. Ansimava, gemeva; gli occhi chiusi e l’animo effervescente. Lo guardava solo per la sua bellezza, per l’espressione che manifestava quando i loro occhi si incontravano, decantando un idilliaco amore. Le dita di Levi si fecero spazio nell’intimità stretta e umida della castana; era calda e accogliente. Divaricò appena le gambe e si aggrappò alle muscolose braccia del ragazzo. Guizzava movimento dopo movimento, le gambe tremavano, il ventre si alzava e abbassava e la bocca schiusa labbreggiava la libidine. Un singolo gesto, e gli occhi zelanti di Levi ammirarono le grazie mature della sorella; affamato si ristorò delle sue delicatezze, delle forme e del calore. Ogni centimetro di Astrid avvampava e moriva di una gioia eterea e sopraffina.*
- n..non.. non fermarti..
*Grugnì, stringendo i muscoli di Levi. Le mani sfrisarono fino al viso, che Astrid incorniciò prima di attirarlo a sé per baciarlo.*
- la tua bocca sa di fresco, Levi..
*Le piaceva pronunciare il suo nome, tra una moina e l’altra, cantata da quella passione. Il mare si incontrava con la sabbia e le sue increspature si scontravano contro gli scogli, riecheggiando il rilassante suono nell’aria. Il vento soffiò attorno a loro, avvolgendoli come un velo trasparente. Gli occhi si prendevano, i loro cuori palpitavano all’unanime. Un pudico e silenzio amplesso astratto. L’egemonia ebbrezza di Astrid prese forma in un gemito strozzato, bloccato dall’incontenuto e focoso bacio che stampò sulla bocca del fratello.*
//parte uno//

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musicofspirit’s Profile Photoмузика
*Le circostanze si mostrano sotto sentite spoglie e solo quando fa più comodo a loro. Avevano preso Astrid in ostaggio ed ora, sotto inchiesta, la torturavano senza superare la linea pudica dettata dai tabù umani. Myenka era un individuo singolo e da capire, una figura da scoprire, dalle ombre enigmatiche e arcigno. Eppure Astrid era andata al di là di quella futile maschera che indossava quotidianamente. Cosa stava sbagliando? Rimase ferma sul posto, inerme, incapace di proferir parole. Ogni frecciatina del maggiore si era scagliata addosso a lei come un proiettile sparato a brucia pelo e cavolo se bruciava! Il cuore scalpitava nel petto e un fardello ignoto appesantiva il ventre. Rimase sola, lei con i suoi pensieri, lei e solamente lei, con le sue torture, con le sue infantilità, con i suoi timori e la realtà. Tutto andava distorto, tutto diventava un sottosopra devastante e infernale. Sospirò. Al ritorno di Myenka fu lei a concedersi una doccia. Si crogiolò sotto il getto d'acqua ghiacciato. Si dice che chi è sporco dentro non può semplicemente lavarsi con l’acqua e il sapone – in quel momento la castana si chiese se fosse sporca dentro, se avesse sbagliato a parlare, a pensare. I suoi pensieri divennero un labirinto dal quale non riusciva a far ritorno. Uscì dalla doccia e indossò il famigerato ‘’costume sexy’’ scelto personalmente da Myenka e lo raggiunse, pronta a intraprendere con lui l‘avventura. Trascorse il tempo del tragitto a prendere un po’ di sole - il che non fa mai male - e a dedicarsi attenzioni a sé stessa. Non si era mai permessa un tale lusso, un’esperienza che in parte segnò il suo punto di vista e il suo carattere. Non ci volle molto per arrivare a destinazione, ma il vero punto di incontro lasciò la castana piuttosto sbalordita oltre che imbarazzata. Non era mai stata ad una festa, figuriamoci immergersi in persone totalmente sconosciute. Era sempre stata piuttosto eloquente nella parlantina, nonostante la timidezza iniziale; ma una volta preso il via, nessuno è più capace a fermarla.*
- è davvero tutto tuo?
*Che domande cara Astrid! E il loro giungere ne fu una riprova. Il dj acclamò Myenka come se fosse il Re di quel posto e i partecipanti lo accerchiarono, tirando in mezzo la buon povera anima pia di Astrid. Non che volesse fare la guastafeste - sarebbe stato oltraggioso dato l’impegno di Myenka - ma non era a proprio agio con tutte quelle persone, con tutto lo scenario in generale. Aveva innanzitutto bisogno di ambientarsi, e la folla accanita non era mai stata d’aiuto anzi, non facevano altro che esagitare ancor di più l’animo turbolento della ragazza. Prese un bel respiro. Era pronta a seguire Myenka ovunque, come un cagnolino fedele e invece si ritrovò abbandonata, come un cane sì. Non era così che immaginava di trascorrere il suo tempo e ancora una volta non ebbe modo per ribattere le decisioni del maggiore. Le voci squillanti delle persone si fecero più distanti e tutto iniziò a girare attorno a lei.
//..

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🍪 pt.2 🍒 @musicofspirit

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
Accantonò subito questa possibilità. Non che non fosse da tenere in considerazione ma se così fosse, non avrebbe mai stilato una bellissima giornata come quella : insomma, perché mai dire di no ad un weekend tanto rilassante ed invitante?
Aveva un po’ da ridire sul farsi una doccia insieme, ma poteva pensarci dopo.
La sua mente vagava già, lei sullo yatch sdraiata a prendere il sole, con un fresco cocktail di frutta in una mano – o ancora meglio una noce di cocco. Non aveva mai bevuto il latte di cocco direttamente dal cocco; in realtà non aveva mai bevuto il latte di cocco punto. Farlo su un isolotto creava anche l’atmosfera giusta. E se erano solo loro poteva anche concedersi il costumino - sperando in nulla di strano - dato che, ormai, l’aveva vista completamente nuda.
Accettò di buon grado e la sua espressione esprimeva euforia e contentezza, finché la sua ultima domanda tranciò ogni suo tipo di serenità come un fulmine squarcia il cielo sereno.*
- io.. ehm..
*Era proprio da questo che Astrid stava cercando scappare. Non ci aveva pensato e doverlo fare dinanzi a lui la portò inevitabilmente all’imbarazzo. Il viso si colorò di rosso e si iniziò ad agitare come non mai; per doversi calmare - o almeno provarci - dovette mangiare tutto ciò che c’era sul tavolo. Cercava di fare mente locale, di chiarirsi le idee e provare a formulare una frase di senso compiuto, ma il cuore le bazzicava nel petto e batteva così forte che temette che anche Myenka potesse sentirlo.*
- ecco vedi io.. tu.. sì tu sei sempre stato così gentile con me.. e.. sì anche se non ci conosciamo molto.. insomma.. ti sei comportato bene con me sia la prima volta sia questa.. e non mi sembravi cattivo.. ed io ero curiosa.. e quindi ho preferito concedermi a te piuttosto che ad uno sconosciuto.. tanto.. tanto io non ci credo alla cosa che la prima volta bisogna farlo con chi si ama.. in fondo nessuno ti ama per davvero la prima volta, perciò tanto valeva !
*E parlò, parlò tutto d’un fiato, parlò balbettando, parlò guardando la tazza vuota poggiata sul tavolo, che ancora odorava di caffè. Parlò ma parlò con sincerità e sebbene non fosse una dichiarazione d’amore quella, aveva comunque condiviso con lui una parte di sé stessa anzi, gliel’aveva proprio ceduta e questo, in un certo senso, aveva concesso loro di crearsi un legame sincero.*
- e tu perché hai scelto me? Solo perché eri ubriaco?

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pt2  musicofspirit

/Sorry..ban/ 1. https://ask.fm/musicofspirit/answers/167063622732 2.https://ask.fm/musicofspirit/answers/167029666124

musicofspirit’s Profile Photoмузика
*Giunta alla conclusione che il suo quesito sapesse più di una simpatica burla e non di una seria preoccupazione alla quale assumere precauzione, decise bene di agire come consigliato dal maggiore. Una bella dormita l’avrebbe senz’altro appagata dopo quella sua / prima volta /, allontanandola dai loschi pensieri che avrebbero mangiato la sua mente debole. Si sarebbe senz’altro interrogata riguardo a problemi inesistenti, e al costo di darsi un tormento, avrebbe inventato situazioni senza capo né coda. Gli sorrise prima di voltarsi, chiudere gli occhi e addormentarsi – nella speranza di non russare. Non si sa mai come può reagire un corpo quando non è a casa sua.
Dormì sonni profondi, senza sosta e piacevolmente; d’altronde la nottata era stata piuttosto turbolenta e il corpo ne aveva risentito la stanchezza – Astrid non è conosciuta per compiere movimenti estremi; quella notte la si potrebbe considerare come sport a livello agonistico, altro che temeraria!
Ma il mattino seguente, alle / non / prime luci dell’alba, il risveglio fu piuttosto drammatico : caro Myenka, sei molto molto simpatico oltre che molto molto bello, e sebbene la qui Astrid Reonhato non abbia i postumi di una sbornia, svegliarsi con un canto idilliaco_ come il tuo, ha sicuramente le sue conseguenze. E per l’appunto, ignorando i possibili - inesistenti - sentimenti del maggiore, la castana preferì coprirsi con il cuscino pur di fuggire da quella voce assordante che echeggiava nella stanza. Fortunatamente, le parole che seguirono quella tremenda sinfonia, giunsero come il richiamo soave di una sirena, e ipnotizzata da esse, ne seguì la bramosia, al punto da non render particolare dettaglio a quel bacio stampato tanto velocemente da troncare sul nascere ogni tipo di pensiero. Indossò la veste prestatale da Myenka e si diresse da lui, laddove un grazioso tavolo era imbandito di ogni tipo di leccornie per la colazione. I suoi occhi brillarono deliziosamente.*
- aaaah buongiorno !~
*Pigolò, stropicciandosi gli occhi come una bambina. Prese posto a tavola, si versò il suo amato caffè latte, tagliò una brioche vuota e la farcì con burro e marmellata, si servì con della spremuta e mangiò, leccandosi la bocca come farebbe un bambino con una ciambella zuccherata. La colazione era il pasto più importante della giornata e avere una nonna come Yuna capace di preparare ogni tipo di pietanza, ti permette di viziarti il più possibile – anche se la mamma spesso e volentieri la rimproverava a riguardo; come biasimarla! Mentre lei faceva colazione, Myenka proferì i piani della giornata, o meglio dire del weekend. Ancora Astrid non aveva realizzato di essere lì con lui, di aver fatto quello che aveva fatto... non per cattiveria, non poteva nemmeno più tornare indietro e nemmeno voleva pentirsi ma si sa, le prime volte devono avere sempre un resoconto, no? Nemmeno si aspettava che avrebbe continuato a trascorrere il suo tempo con lui.
E se avesse deciso di rapirla?
//parte 1

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🌸 pt.2 🌼 @levireonhato

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
Si allargò ai fianchi e risalì le membra, giocando questa volta con le unghie. Ritornò alle spalle, al collo e infine il suo viso ove riaprì gli occhi. Era un altro mondo quello. Il viso del gemello non aveva perso la sua compostezza, ciò nonostante gli occhi glaciali manifestavano un certo ardore virile. Gli carezzò i filamenti della chioma corvina: perdersi lì sarebbe stato come perdersi in una selva oscura. Non sapeva quali parole pronunciare, riusciva solo a sostenere con lui il contatto e non c’era nulla di più nobile e angelico come quel loro_ momento. Dai capelli si spostò sulle sue labbra: parevano le increspature del mare; avevano lasciato sulla sua bocca un gusto dolciastro. Non avrebbe mai creduto che Levi gustasse come del miele aromatizzato. Divenne improvvisamente l’ambito nettare degli dèi. E se non avesse più potuto farne a meno? Senza pensarci si crogiolò nuovamente sulle sue labbra, questa volta premendo forzatamente il corpo contro di lui. Caricò il bacio di passione ma gli restituì la medesima delicatezza di prima; un bacio avvolgente e caloroso, e lo stringeva con le braccia, posandosi su di lui come un velo brezzo.*
- Levi..
*Questa volta fu Astrid a pigolare il suo nome, a fior di labbra. Si sentiva esplodere e il timore di procedere la frenava, credendosi prigioniera delle sue stesse catene.*

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pt2  levireonhato

https://ask.fm/levireonhato/answers/166828028409 🐍 https://ask.fm/levireonhato/answers/166840304377

levireonhato’s Profile PhotoLevi Reonhato
*C’era qualcosa di indissolubilmente astratto, che gli occhi acerbi di Astrid non riuscivano a cogliere. Si erano ancorati in Levi e non accoglievano sentenze da parte di alcuno. Si guardavano, si sussurravano, si prendevano. Poi, a prenderla, fu la mano del fratello. Essa si posò sul viso e tutto s’amplificò improvvisamente. Il cuore della castana trepidava, in procinto di esplosione; ardeva come una supernova. Le labbra schiuse lasciavano lo spiraglio al fiato caldo e accelerato di scivolare dalla boccuccia rosea e mischiarsi al sapore agrodolce del corvino. Si era plasmata un’atmosfera insolita e proibita. Le divinità danzavano dall’alto del loro Olimpo e accendevano il fuoco, un tempo usurpato da Prometeo. Una goccia di rugiada abbandonò una ciocca di capelli castani della giovane Astrid e percorse le sue gote sino a morire sulle sue labbra. Pareva una lacrima vergine e casta, se non fosse stato per la macchia serpentina del diavolo tentatore. Non riusciva a parlare, c’era solo un fremito incontrollato che non sapeva gestire. Si era lasciata fuggire di mano le redini dei sentimenti, e spiriti libertini vagavano nella sua schiena tormentando il suo stato di quiete. Dopodiché, come un fulmine a ciel sereno, Levi si tuffò su di lei morendo in un incondizionato quanto promiscuo bacio appagante e confortevole. Ah... era dunque questo che Astrid stava aspettando? Non era la quiete prima della tempesta bensì dopo. Estemporaneamente i fiori germogliarono nei suoi campi elisi di sentimenti ed emozioni, si ersero come la pianta del fagiolo magico, su fino in cima al cielo, al di là del firmamento. Miriadi di fuochi d’artificio esplosero nel cielo, illuminando la notte tenebrosa della sua illusione. Le labbra premevano, bruciavano. Levi si era fatto largo con la lingua e danzava abilmente dentro la sua bocca, conducendo il ballo gentilmente. Astrid cinse il collo del corvino, carezzando la linea curva di esso sino alle spalle. Gli occhi chiusi inglobavano l’emozione calda, sollecitante. Il gemello si staccò da lei con la bocca ma non con la mano; essa infiammava il suo viso. Era liscia e ruvida al contempo. Suscitava una trepidazione incompresa, non sapeva interpretare la turbina in lei. Lui pronunciò il suo nome: non udì mai suono più ipnotico di quello. Ella sorrise, disgraziatamente!*
- non vado..
*Mormorò. Chiuse nuovamente gli occhi e con ambe le mani percorse il busto del gemello. Partì dalle clavicole sporgenti, le tangeva leggiadramente, sfiorando la pelle con solo i polpastrelli. Scese nel mezzo, contornando i pettorali appena definiti e si soffermò lievemente con il palmo aperto all’altezza del cuore. Lo ascoltò battere, in quel momento per lei. Nuovamente sorrise e la sua angolatura alzata permise al pollice di Levi di scremare la sua bocca umida; tremò. Riprese il suo contatto e dai pettorali scese fino all’addome, tastando e fiorendo i muscoli scolpiti.
//parte uno//

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https://ask.fm/levireonhato/answers/166782337529 🐍 https://ask.fm/levireonhato/answers/166804371961 [Sorry, un errore grammaticale mi stava facendo venire un tic nervosissimo all'occhio.]

levireonhato’s Profile PhotoLevi Reonhato
*Tutto era andato perfettamente secondo i piani - di Astrid - e finito lo shopping non esitarono a dirigersi verso le terme. Stranamente riuscì a non perdersi, forse grazie ai cartelli o forse grazie a Levi... meglio pensare grazie ai cartelli, sarebbe un’altra mazzata per il suo ego credere di non essere ancora capace di muoversi senza la supervisione del corvino. Raggiunta la posizione, fu euforica la reazione che ebbe Astrid. Era emozionatissima e per fortuna anche Levi sembrò dimostrare la sua contentezza facendo lui la prima mossa. Al che si spogliò – gesto che, chiaramente, suscitò grande imbarazzo alla sorella, la quale si voltò col volto avvampato, e pregò di non essersi fatta vedere da lui.*
- s..stupido
*Pigolò e chiunque sarebbe certo che la voce scivolò impercettibile; molto probabilmente la parola non raggiunse Levi, il quale si voltò di sua iniziativa per permettere ad Astrid la medesima privacy. Colse la palla al balzo, si spogliò, indossò il costume e cercò di farsi passare quel momento di imbarazzo che le stava devastando mente e corpo. Non sapeva come controllarsi, tutto di lei tremava. Ed era visibile, sembrava una vecchia foglia in autunno, prossima a lasciare il ramo su cui era cresciuta. Eppure lui, a modo suo, con qualche semplice parola e un sorrisino appena accennato, riuscì a metterla a suo agio e si lasciò guidare dal gemello all’interno dell’incavo, senza proferir nulla. Lo guardava da dietro: quella schiena possente e diafana, quando era cresciuto così tanto? Da quando i muscoli avevano scolpito il suo corpo? Ne rimase ammaliata, come quando si guarda una statua rinascimentale in un museo candido. Era la rappresentazione della perfezione... ah, che pensieri proibiti che stava avendo su suo fratello, ma non poteva farne a meno. Il calore dell’acqua la riportò alla realtà e decise di sciogliere il contatto con Levi, prendendo il largo ma non troppo. Forse era tempo di fargli sapere che era viva o non l’avrebbe lasciata in pace fino a farle sputare il rospo – e i suoi attuali pensieri non potevano prendere forma.*
- il mio costume è sicuramente meglio del tuo.. così noioso!
*Cinguettò, nascondendo metà viso sotto l’acqua. Solo gli occhi smeraldo rimasero fuori e puntati su di lui. Non riusciva a distogliere l’attenzione da Levi, si sentiva attirata come la luna alla Terra e il desiderio di avvicinarsi cresceva, cresceva e crebbe tanto al punto da ritrovarsi accanto a lui senza sapere come fosse arrivata lì. Nuovamente il viso s’imporporò ed ora che gli era così vicino, non vi era alcuna possibilità di sfuggirgli. Era caduta nella ragnatela, intrappolata come una sciocca.*
- si sta bene, no?
*Disse. Fu l’unica cosa sensata che le passò per la testa. Ormai era pervasa da un tornado di emozioni e sensazioni. Il corpo tornò a formicolare, paralizzata. Il cuore nuovamente bazzicava e la mente annebbiata non dava segni di lucidità. Era confusa e stordita. Il caldo? O l’effetto Levi?*

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*Emozioni. Sensazioni.
Il sangue ribolliva, si concentrò nel suo basso ventre.
Ogni muscolo formicolava. Il corpo era in preda agli spasmi.
Una morsa allo stomaco aggrovigliava gli organi all’interno.
Il cuore batteva impazzito nel petto. Le mancava il fiato.
Gemeva, ansimava. Aveva appena provato qualcosa di nuovo e indescrivibile. Le sembrò di aver conquistato il mondo, di essere sfinita e al contempo capace di raggiungere la vetta più alta.
Le gambe tremavano, infervorite.
Al culmine di quell’esperienza giunse l’atto finale.
Myenka fu gentile e delicate. Ma Astrid era imbarazzata e impaziente. Si coprì il volto con il braccio, respirava profondamente. Lo_ sentiva entrare dentro di lei, audace ma cordiale e lei, divaricando le gambe più che poteva, lo invitò, lo incalzò e suadente lo accolse. Era grosso e pulsava. Le venne istintivo muovere il bacino e questo suo atto temerario la obbligò ad emettere uno stridulo acuto che spezzò la danza di ansimi impazienti. Il viso di Myenka esprimeva la sua bramosia. Quello di Astrid avvampava. Il sudore imperlava i loro corpi.
Iniziò la danza. Lui si muoveva selvaggiamente ma donando un tocco sbarazzino ed elegante. La coccolava e al contempo la divorava senza riguardi, con sentimento e passione e senza real dolore. Fu un fastidio iniziale ma con la conoscenza del maggiore, l’eccitazione osò e per la castana si aprirono nuove porte brillanti. Una musica soave sembrò prendere a suonare nell’aria. V’era odore di buono e di piacevole.
Si aggrappò alle spalle di Myenka, si avvolse completamente a lui e si abbandonò ai movimenti intrepidi del ragazzo sino a sentirsi stanca, sino a sentirsi sovreccitata tanto da chiamare il suo nome, tanto da scaldare ogni angolo del suo corpo.
Prima di godere completamente, scoprì il selvaggio, la stretta morsa al collo e comprese un piacere sconosciuto, che fino ad allora aveva solo osservato nei film.
Era come persa e disorientata.
Finalmente raggiunse l’apice e contraendosi, esplose in un urlo soave e appagato. Gli occhi lucidi, il cuore batteva in gola. Le orecchie fischiavano e si sentì morire per poi rinascere.
Il maggiore crogiolò su di lei e Astrid osò carezzargli la chioma liscia. Dentro di sé sorrise e chiuse gli occhi, gaia del momento.*
- è stato bello..
*Pigolò. Il petto si muoveva su e giù e capì che l’imbarazzo e la ti mitezza erano una fonte secondaria quando di mezzo avveniva un’opera ben più grande. Quanto in là poteva spingersi il sesso? Quante sfumature esistono di questo atto?*
- credi che rimarrò incinta così?
*Cento punti ad Astrid per saper distruggere totalmente i momenti di pura quiete.
Domanda più che dovuta eh!
Ci sono momenti e momenti comunque.*

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*Astrid era aggomitolata da un ciclone di emozioni e sensazioni. Pervadevano il suo corpo e ancora non era avvenuto niente. La tensione era dura da sorreggere ma in qualche modo Myenka riuscì a metterla a suo agio. Non riuscì a proferire nulla, era totalmente abbandonata a lui. Le gocce dell’acqua salata imperlavano le sue membra rosate e avvolgendo totalmente il corpo del maggiore, si ritrovò distesa in un comodo letto, a fissare il soffitto candido della stanza. Non aveva nemmeno la forza di sorprendersi, tanto che quel momento era importante e stravolgente. Non riusciva a placare il cuore impazzito e lo stomaco sottosopra la distraeva da ogni percezione esterna. L’odore dell’oceano permeò sui loro corpi e avvolta dalle braccia di Myenka, si inebriava di quel sentore. Acquistò una certa pace e chiudendo gli occhi, alleggerì il suo corpo, permettendogli interamente il suo corpo. Il respiro affannato scivolava pesante e rumoroso dalla sua bocca, mischiato ai sospiri goderecci incalzati dalla sensuale maestria del ragazzo. Ogni carezza la eccitava, ogni tocco la destabilizzava. Era tutto nuovo. I tocchi afrodisiaci si pitturavano sulla sua pelle e Astrid li manifestava intonando il suo piacere. Stropicciava con forza le lenzuola sottostanti e spingeva il bacino con audacia, inarcando la schiena e invitando il maggiore a farsi spazio nel suo piacere.
Trattenersi era quasi uno sforzo. Il suo viso esprimeva tutte le sensazioni fino allora alimentate.
E sebbene tutto fosse nuovo, Astrid teneva il ritmo di quella danza, addentrandosi in un’avventura ignota: quando il ballo incominciò, la sua Grazia ebbe un’esplosione di piacere e tutto il suo corpo esplose in un eruzione di calore. Ardeva di piacere e di eccitazione, i suoi occhi verdi raffiguravano una famelica prestazione e boccheggiava ogni singolarità sino a giacere d’un piacere assoluto, estremo e incognito.
Non si era mai sentita tanto adrenalinica, effondeva euforia e vitalità da tutti i pori. Sorrise, un gesto istintivo ma nonostante questo, non riuscì a sostenere particolarmente lo sguardo su Myenka. Conscia dell’inesperienza, non sapeva da che parte volgere, come reagire o comportarsi. Abbandonò la morsa dalle lenzuola per cingere il collo del maggiore e tirarlo a sé per cedergli un bacio.*
- cosa posso fare per te?
*Sussurrò sulle sue labbra.
Sulla propria bocca le era rimasto un gusto sconosciuto, il suo sapore. Era questo ciò che si provava? Il cuore batteva ancora ma meno di prima e lo stomaco, seppur aggrovigliato, non la opprimeva più. La testa era finalmente libera da ogni senso di colpa. Sentiva leggerezza e armonia, un fiore appena sbocciato nel mezzo del deserto; un’insolita freschezza navigava nel suo corpo.*

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pt.2 🍓 @levireonhato

astridreonhato’s Profile PhotoAstrid Reonhato
*Finito in quel negozio passarono a quello dopo, quello dopo e quello dopo ancora e da ognuno di essi uscivano con almeno un sacchetto – ebbene sì, Astrid è una spendacciona. Levi, se ci tieni, fermala.*
- l’ultimo, lo giuro !
*Ah Astrid, non giurare il falso.
Entrarono in un negozio di intimo, avevano bisogno anche di quello. Lui reparto uomo, lei reparto donna. Ecco l’imbarazzo piombare su di lei. Aveva sempre avuto la madre ad aiutarla e chiedere l’aiuto della commessa avrebbe potuto attirare l’attenzione del fratello. No, non c’era bisogno di crollare in certe paranoie. Fortuna volle che quel negozio vendeva anche i costumi per le terme. Scelse felicemente un tema colorato e con i brillantini – altrimenti non sarebbe lei se non preferisse qualcosa di simpaticamente infantile. Dopo quella mezza odissea, finalmente terminò la sua spesa.*
- stupido fratello, ti sei ricordato il costume, non è vero? Perché alle terme ci andiamo proprio adesso, sì sì.
*Esclamò e i suoi occhi già brillavano dall’eccitazione.*

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