◆ ᴀɴᴏᴛʜᴇʀ ᴘᴀʀᴛʏ? ɪ'ᴍ ʀᴇᴀᴅʏ﹣ɢᴇɴᴇʀᴀʟ sᴛᴀʀᴛ ᴀɴᴅ ʟᴀᴜʀᴇɴ 4ᴛʜ. ◆
|...| acceso. Orgoglioso della mia scelta, indossai subito dopo la camicia bianca in lino, arrotolando le maniche fino ai gomiti ed optando per lasciarla completamente sbottonata -la Lancaster avrebbe di certo apprezzato-. In conclusione, andai ad infilarmi le comode "ciabatte" e dopo essermi spettinato quanto bastasse i capelli -in modo da renderli più sbarazzini del solito- mi diedi un'ultima occhiata allo specchio, solo per constatare l'effettivo splendore che vi si rifletteva.
Il temporaneo narcisismo venne però interrotto dal suono del campanello d'entrata. Mi diressi fuori dalla camera e -dopo averla chiusa a chiave- scesi le scale ad un paio di gradini per volta così da raggiungere il pian terreno. p
Presi fiato ed adornando il volto del mio sorriso più invitante, poggiai la mano sulla maniglia, abbassandola ed incantando con lo sguardo le diverse ragazze -accompagnate anche da alcuni ragazzi- alla porta, ❝Che la festa abbia inizio.❞.
Una ventina di minuti più tardi, un'Audi modello q5, nera, andò a parcheggiarsi di fronte casa, dall'altra parte della strada. Aperte le portiere del guidatore e del passeggero, da essa notai uscire due figure alquanto familiari, caratterizzate da due chiome tra loro cromaticamente contrastanti. Mi armai del mio miglior sguardo seduttore osservandole percorrere il vialetto a braccetto, seguite a ruota da un Ryan Carte il quale, più che l'accompagnatore della Henderson, parve quasi il suo cagnolino bastonato che la seguiva a ruota. ≺Signore, vi vedo incantevoli questa sera.≻ m'affrettai a pronunciare con voce leggermente più calda del normale, afferrando la mano della biondina così da baciarne delicatamente il dorso. Non badai all'osservazione da lei fatta, fin troppo consapevole che, poiché non poteva fare a meno di sbavare col pensiero sul mio addome scoperto, tentava di ridicolizzarlo così che io, sentitomi a disagio, decidessi di infilarmi la maglietta ed estinguere ogni primordiale istinto da parte sua. Avrei volentieri rivolto il medesimo saluto anche all'amica se non fosse che ella, ritratta la mano, mi domandò con finta arroganza dove avrebbe potuto trovare l'alcool desiderato, sparendo alle mie spalle una volta indicatole la cucina, seguita a ruota dalla Lancaster. ≺Donna mestruata...≻ osservai sottovoce una volta che il mio amico giunse all'ingresso, affiancandomi, ≺...difficilmente si concederà a te questa sera.≻ conclusi dandogli una leggera gomitata, scoppiando in seguito a ridere pensando alla divertente ed imbarazzante scenetta.
Il temporaneo narcisismo venne però interrotto dal suono del campanello d'entrata. Mi diressi fuori dalla camera e -dopo averla chiusa a chiave- scesi le scale ad un paio di gradini per volta così da raggiungere il pian terreno. p
Presi fiato ed adornando il volto del mio sorriso più invitante, poggiai la mano sulla maniglia, abbassandola ed incantando con lo sguardo le diverse ragazze -accompagnate anche da alcuni ragazzi- alla porta, ❝Che la festa abbia inizio.❞.
Una ventina di minuti più tardi, un'Audi modello q5, nera, andò a parcheggiarsi di fronte casa, dall'altra parte della strada. Aperte le portiere del guidatore e del passeggero, da essa notai uscire due figure alquanto familiari, caratterizzate da due chiome tra loro cromaticamente contrastanti. Mi armai del mio miglior sguardo seduttore osservandole percorrere il vialetto a braccetto, seguite a ruota da un Ryan Carte il quale, più che l'accompagnatore della Henderson, parve quasi il suo cagnolino bastonato che la seguiva a ruota. ≺Signore, vi vedo incantevoli questa sera.≻ m'affrettai a pronunciare con voce leggermente più calda del normale, afferrando la mano della biondina così da baciarne delicatamente il dorso. Non badai all'osservazione da lei fatta, fin troppo consapevole che, poiché non poteva fare a meno di sbavare col pensiero sul mio addome scoperto, tentava di ridicolizzarlo così che io, sentitomi a disagio, decidessi di infilarmi la maglietta ed estinguere ogni primordiale istinto da parte sua. Avrei volentieri rivolto il medesimo saluto anche all'amica se non fosse che ella, ritratta la mano, mi domandò con finta arroganza dove avrebbe potuto trovare l'alcool desiderato, sparendo alle mie spalle una volta indicatole la cucina, seguita a ruota dalla Lancaster. ≺Donna mestruata...≻ osservai sottovoce una volta che il mio amico giunse all'ingresso, affiancandomi, ≺...difficilmente si concederà a te questa sera.≻ conclusi dandogli una leggera gomitata, scoppiando in seguito a ridere pensando alla divertente ed imbarazzante scenetta.