@jenkinsgdr

╯ ᴛʜᴇ ᴋɪɴɢ ╭

◆ ʏᴇs ɪ ᴀᴍ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ. ◆

Certo non fu facile tornare alla vita di tutti i giorni, con le stesse facce a fissarmi dall'alba al tramonto, le medesime stanze da percorrere e perfino gli infiniti sciocchi ed inutili programmi al televisore. Abituarsi al ritmo di New York, di casa Jenkins, non era minimamente paragonabile ad ambientarsi a vivere a Branchville per un misero weekend. Da mia nonna non era necessario alzarsi alle cinque del mattino per dare il "bacio dell'arrivederci" a tua madre che -come di consuetudine- si recava in aeroporto per prendere il primo volo di linea che le assegnavano così da non vederla /fortunatamente/ per un paio di giorni; o ancora, da lei era scontato trovare la colazione pronta, servita a tavola senza che ci si scervellasse troppo per una ciotola di latte e cereali. Per questo e per altri motivi validi, quasi tutte le estati pescavo date a caso dal calendario, preparavo lo zaino riempiendolo del necessario -sia per il viaggio, sia parlando di indumenti- e scendevo giù per la east-coast a bordo della mia Jeep Wrangler, verso il New Jersey. Fortuna potei considerare, quella per cui di lì a pochi giorni sarei tornato alla routine scolastica all'interno del Queens College, luogo in cui potevo venir considerato adeguatamente a chi ero e non come un teenager dagli ormoni a mille il quale unico scopo é quello di passare ore ed ore della propria vita in un letto in compagnia di una dolce fanciulla -certo, anche il sesso era importante nella mia vita, ma non in un modo così ossessivo. Niente più donne isteriche che corrono da una parte all'altra della casa alla ricerca di un orecchino perso chissà dove, bagni da pulire o pranzi disgustosi da cucinare.
Come voleva la tradizione che con gli anni io ed Eric avevamo messo sù -a noi inoltre si aggiunse Ryan Carter, volenteroso di provare le nostre modalità di trasloco- ci trovammo tutti assieme a casa mia per una birra, le macchine parcheggiate nel vialetto e gli scatoloni pieni di cianfrusaglie all'interno di esse. Se vi era una cosa che personalmente detestavo, oltre agli individui che difficilmente si facevano gli affari loro, era dover stare in mezzo alla massa studentesca, con l'afa estiva a pesarti sulle spalle, per giungere da un capo all'altro della struttura scolastica incastrando valigie e borse in quelle altrui. Pur di evitare ciò, dunque, ci prendevamo la briga di portare quanti più oggetti possibili alle vecchie stanze che con fortuna ci avrebbero riassegnato, riarredandole come erano sempre state durante l'anno.
‹Immagino che questo sia l'ultimo.› la voce di Eric, alle mie spalle, mi fece voltare così da accertarmi che lo scatolone che aveva appena posato su uno dei due letti, fosse di nostra proprietà e non di Ryan come invece era capitato una mezz'ora prima quando l'imbecille aveva /accidentalmente/ portato in stanza il computer portatile del moro, facendolo infuriare peggio di quando suo padre veniva anche solo nominato. Ringraziando il cielo, però, quello era un cartone colmo di |...|
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╯ ᴛʜᴇ ᴋɪɴɢ ╭
[ Buongiorno a chiunque si sia imbattut* su questo profilo / post.
È un piacere per me affermare che ho intenzione di riprendere in mano Russ Jenkins; per coloro i quali ancora seguono questo profilo e risultano attivi, o vogliono /finalmente/ sapere di più a proposito di quest'ometto, avviso che è mia necessità trasferire il pg su un nuovo account — @orestiea — così da potergli dare nuova vita.
Informo inoltre dell'ormai vecchia creazione di un account tumblr — http://focustheair.tumblr.com — volto al postare e raccogliere materiale grafico riguardante principalmente la storyline di @photographyandbooks che risulta però anche toccare aspetti di quella dello stesso Russ. Ringrazio per il tempo dedicato a leggere queste parole. ]

http://ask.fm/laurenlancastergdr/answers/137002158241

A quella sorta di salvataggio che avevo compiuto nei riguardi della biondina Lancaster avevano preso parte sì e no una decina di persone, successivamente a che le loro risate erano state interrotte dal mio tono eccessivamente aggressivo o a causa dell’acqua che aveva bagnato in parte i loro abiti. Tra questi vi erano un paio di miei compagni di squadra che, al fine di assicurarsi che quello studente non causasse ulteriori danni, si diressero verso il lato della piscina dal quale egli stava uscendo, prendendolo per le braccia e accompagnandolo all’uscita, quasi fossero stati in grado di leggermi nel pensiero, soddisfacendo un mia indiretta richiesta. Alzai le braccia così che gli ospiti che ancora mi osservavano riuscissero a capire che avevo qualcosa da comunicargli, facendo conseguentemente comparire un sorriso rassicurante sul mio volto, ≺Non preoccupatevi…≻ ostentai, ≺...abbiamo premeditato ogni tipo di possibile problema. Tornate pure al vostro divertimento!≻ incoraggiai poi il Dj ad alzare il volume della musica con un cenno della mano, facendo così cambiare immediatamente pensiero a chi preoccupato s’era inizialmente voltato.
Soltanto in quell’istante mi resi conto che il corpo minuto della giovane era rimasto nascosto dietro al mio, palesemente più maestoso, in modo tale che forse nessuno potesse essere stato in grado di vederla, non dando così indizio del motivo di quello scontro. Mi voltai con l’intenzione di rivolgerle una ramanzina sarcastica sul fatto che evidentemente sua madre non le aveva insegnato a non rivolgere parola agli sconosciuti, quando lei –senza ch’io me lo aspettassi– si gettò tra le mie braccia facendomi barcollare appena a causa d’un assente preparazione a tal imprevedibile gesto. Rimasi spiazzato a dirla tutta, eppure parve che il mio corpo seppe bene cosa fare in una così rara evenienza, accogliendola tra braccia che la stringevano appena, potendomi far percepire com’ella tremasse sotto il mio tatto; soltanto dopo che Lauren ebbe appoggiato il capo sulla mia spalla, mi azzardai ad affondare una mano tra i suoi capelli, carezzandoglieli. Ancora non comprendevo cosa stesse accadendo: un attimo prima le nocche mi bruciavano a causa di un destro tirato ad un ragazzo al quale avevo rivolto sì e no qualche parola, mentre in quel momento percepivo il cuore battermi a mille, riuscendo a sovrastare nelle mie orecchie la musica ad alto volume che mi circondava. La gola era secca e l’unica cosa che poteva trasmettermi sicurezza era il suo profumo. Socchiusi quindi gli occhi volendone assaporare un altro po’, sino a che non mi resi conto che forse erano troppi gli individui che ancora ci osservavano. Portai una delle braccia dietro la mia schiena così da afferrare la mano di Lauren e costringerla a seguirmi attraverso un gruppo di studenti intenti a ballare e superando la console affiancata dalle casse, lì dove sapevo non essere presente nessuno.
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⁰² ––– come here; give me that kiss that i'm waiting for centuries.

Mi voltai, i suoi occhi erano ancora rossi ed io fin troppo instabile mentalmente per rendermi effettivamente conto di quel che andavo facendo, ad un punto tale che parevo un osservatore dinanzi gli ennesimi gesti che il mio corpo compì senza ch’io ne avessi dato l’effettiva autorizzazione. Avanzai verso di lei giungendo alla medesima distanza che vi era tra di noi minuti prima, abbassai il capo, così che fosse sempre più vicino al dolce viso della ragazza e, successivamente ad aver portato le mie mani sui suoi fianchi, la tirai a me potendo così finalmente assaporare il dolce sapore delle sue labbra, affatto rovinato dall’aggressività delle birre che ero certo avesse bevuto. Era come se avessi aspettato la mia intera esistenza per quel bacio. Mi dava vita, quasi come se nient’altro potesse farlo.

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◆ ʏᴏᴜ ᴋɴᴏᴡ, ɪ ᴄᴏᴜʟᴅ ʙᴇ sᴛʀᴇssғᴜʟ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ. ◆

Certo non potei definire l'intervallo della giornata che separava l'incontro di quel pomeriggio, dall'imminente serata, una vera e propria passeggiata. Congedata la fanciulla e dunque esser stato raggiunto da Eric, egli -con ovvietà, avrei osato dire, conoscendolo- non si prese la briga di tacere dinanzi le motivazioni per cui andavo informandolo che quell'uscita che programmavamo con gli altri da un paio di settimane, non avrebbe avuto l'onore di avermi come suo partecipante. Più che lamentarsi del fatto che la sua "grande amica" Lauren sarebbe rimasta completamente sola, passò la maggior parte del viaggio di ritorno ad elencarmi più e più volte le motivazioni del suo disagio ad essere l'unico ragazzo non impegnato della compagnia; ≺Anche se fossi venuto io, saresti rimasto tale.≻ osservai, facendolo dunque tacere all'istante. Non era ufficiale il grande scoop che iniziava a colmare le orecchie di /quasi/ tutti gli studenti del college, per cui si credeva ch'io e la giovane Lancaster avevamo iniziato ad intraprendere una relazione coi controfiocchi, ma come il resto del pubblico che ci osservava sottecchi, aspettavo io stesso di capire in cosa mi ero andato a cacciare. Per di più, al mio sᴍs di scuse per quanto riguardava il bidone tiratole all'ultimo così da mettere l'uscita con Rebekah prima ancora di quella con i miei amici, la biondina non pareva essersela presa affatto, complimentandosi anzi col sottoscritto per l'ottimo rientro a scuola e per il nuovo incarico ricevuto da principio. Tutt'altro che identica fu la reazione della Henderson che, nemmeno stata avvisata della mia assenza, non ci pensò due volte a farmi notare quanto fossi stato maleducato ad aver abbandonato in quel malo modo l'amica, definendomi un "troglodita" come era sempre stata solita fare.
Per lo meno potevo considerarmi fortunato ad aver acquietato gli animi di due dei tre titani -alias Eric, Dylan e Ryan- che per poco non mi facevano venire i capelli bianchi, mentre urlavo a destra e a manca col telefono posizionato ad un orecchio col vano tentativo di prepararmi velocemente al fine di non giungere con prevedibile ritardo all'appuntamento dinanzi l'entrata del locale. Mi ero conciato in maniera /quasi/ impeccabile per quell'incontro privo d'un'effettiva base a cui ero stato praticamente obbligato a prendere parte: nulla di troppo sobrio ed elegante quanto poteva essere uno smoking utilizzato unicamente per il ballo scolastico ma nemmeno un paio di bermuda abbinati ad una canotta come usavo vestirmi in quegli ultimi giorni d'estiva libertà, consapevole che la studentessa a cui mi sarei aggiunto per una piacevole chiacchierata, avrebbe sfoggiato il suo lato migliore al fine di convincermi a pieno di quella collaborazione che -sinceramente parlando- avrei preso in considerazione senza ch'ella si fosse messa d'impegno per una serata tanto organizzata. Ed a proposito di quanto sarei stato costretto a soffrire in merito a ciò che non mi era consentito di commentare, |...|

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◆ ʏᴏᴜ ᴋɴᴏᴡ, ɪ ᴄᴏᴜʟᴅ ʙᴇ sᴛʀᴇssғᴜʟ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ 2ɴᴅ. ◆

|...| scrutare o addirittura toccare, ella portò la sua deliziosa figura innanzi la porta principale del pub in perfetto orario, sfoggiando un'aria sicura accompagnata da un abito forse fuori luogo per un incontro tanto semplice quale il nostro. Mi avvicinai così alla sua figura, con un sorriso ad adornarmi il volto, una volta ch'ebbe osservato con piacevolezza la mia medesima puntualità, sporgendosi in avanti e mettendosi sulle punte così da affiancare ambedue i miei zigomi in segno di un saluto appena più formale di un semplice scambio di sguardi che potevano avvenire nel bel mezzo di un corridoio. ≺Ci mancherebbe di far aspettare una fanciulla di così bell'aspetto.≻ azzardai ad osservare, abbassando il capo ed entrando di conseguenza all'interno del luogo in cui avremmo consumato quelle poche chiacchiere ch'ella pareva fremere d'udire, neanche fosse la redattrice del giornalino scolastico alle prese con l'individuo più spettegolato del college.
Accomodatoci al tavolo scelto appositamente dalla studentessa, rimasi inizialmente spiazzato da quanto diretta ella fu a proposito di quegli incontri -che avrei potuto definire clandestini- che non avrebbe certo avuto intenzione di placare, quasi sorpreso di quanta professionalità potesse essere dotata. ≺Nessuno é in grado di conoscere un altro individuo in un modo talmente profondo ed impeccabile da poterne definire un ritratto minuzioso ed articolato; nemmeno io ne sono in grado.≻ ostentai tamburellando le dita sulla superficie lignea dinanzi la mia figura, ≺Potrei esporti le mie più che sentite storie a proposito di quanti cuori abbia spezzato all'interno di quasi tutte le classi della scuola ma credo fermamente tu non sia qui per scoprire quali talenti potresti scovare in tale ambito. Dunque, mi limiterò ad informarti di quanto sia un'enorme testa calda, con cui difficilmente é possibile ragionare e sopratutto di come -nonostante secondo la tua visione ciò che vai completando può essere oro colato- non mi tirerò indietro nel fartelo notare. Tu vuoi il meglio per te, così come io lo voglio per il sottoscritto.≻

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{ ciao! Ti andrebbe una role?}

Clarissa Fairchild
| Certamente. Ti chiedo solo la cortesia di rimandarla a dopo il ballo di inizio anno poiché credo di averne fin troppe precedenti ad esso. Inoltre, se mi facessi la cortesia di startare, mi salveresti la vita.

Language: English