◆ ᴡʜᴀᴛ ᴀ ᴘʀᴏғᴇssɪᴏɴᴀʟ sᴛᴜᴅᴇɴᴛ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ. ◆
Parve quasi innaturale ad occhi esterni, eppure per la prima volta da che potei rimembrare, Russ Jenkins stava conversando pacificamente e professionalmente con una studentessa di bell'aspetto più giovane di lui, probabilmente. Non vi era un secondo fine aldilà del compito ch'ella aveva da svolgere e nemmeno il sottoscritto sembrava intenzionato a farla cadere in una qualche trappola, forse spiazzato dall'atteggiamento diretto che mi colse impreparato. Ero più che certo che però si trattasse di altro, un qualcosa per cui centrasse la biondina Lancaster.
Stetti ad ascoltare attentamente alle sue parole, affascinato da come ella s'esponeva parendo quasi leggere un foglietto preparato con minuziosità precedentemente, ❝Deve essere davvero /molto/ portata per le prove orali.❞ convenni pensando immaginandomi una qualsivoglia interrogazione per cui ella veniva chiamata a rispondere, riuscendo eccellentemente in quell'impresa. Una volta che le nostre mani sciolsero l'iniziale presa, andai ad incrociare le braccia distaccandomi dalla parete sulla quale ero poggiato, così da prestare più attenzioni alla studentessa che in quel momento osservavo direttamente negli occhi, data l'altezza quasi al pari di entrambi.
Potei quasi affermare che mi dispiacque che chi era venuto a chiedermi tale favore non fu la Henderson ma giustificai quella mancanza con la mia sostituzione da parte di Carter, ormai divenuto suo modello preferito, basandomi sul rapporto di entrambi che in quelle settimane s'era intensificato molto di più. Dunque non corrucciai la fronte a quei pensieri ed anzi, innalzai ambedue le arcate sopracciliari a sentire di com'ella si stava palesemente pavoneggiando, gesto che in realtà apprezzavo molto più della finta modestia di alcuni poiché io stesso abituato ad esaltare le mie doti ed i miei pregi.
A sentire del progetto, mi trattenni a stento dal commentare con un ❝Sono abituato ad esser il centro d'ogni cosa, le tue telecamere non mi spaventano.❞ ma convenni non fosse per nulla adatto al contesto e sopratutto favorevole alla mia collaborazione con la bruna. Non appena concluse, impiegai forse troppo a risponderle, impegnato ad analizzare con precisione la sua proposta, così da estrarne gli aspetti positivi che si sarebbero riversati sul sottoscritto. Nonostante la personale pratica fosse sempre considerata un'ottima motivazione per cui accettare una cooperazione, non ero il tipo da accontentarsi per così poco, sopratutto considerando che la mia personale media poteva innalzarsi in conseguenza ad una maggior visibilità in tutto il college. Iniziai così ad annuire, volgendo lo sguardo su di lei -poiché precedentemente intento a guardarsi attorno- e sorridendole d'istinto, ≺Affascinato dalle tue parole, devo ammetterlo.≻ ostentai, mimando un cenno d'inchino col capo, ≺Non posso far altro che ritenermi onorato di una simile considerazione da parte tua e forse solo un pazzo oserebbe rifiutare. Ritienimi a tua completa disposizione, Rebekah Hudson.≻
Stetti ad ascoltare attentamente alle sue parole, affascinato da come ella s'esponeva parendo quasi leggere un foglietto preparato con minuziosità precedentemente, ❝Deve essere davvero /molto/ portata per le prove orali.❞ convenni pensando immaginandomi una qualsivoglia interrogazione per cui ella veniva chiamata a rispondere, riuscendo eccellentemente in quell'impresa. Una volta che le nostre mani sciolsero l'iniziale presa, andai ad incrociare le braccia distaccandomi dalla parete sulla quale ero poggiato, così da prestare più attenzioni alla studentessa che in quel momento osservavo direttamente negli occhi, data l'altezza quasi al pari di entrambi.
Potei quasi affermare che mi dispiacque che chi era venuto a chiedermi tale favore non fu la Henderson ma giustificai quella mancanza con la mia sostituzione da parte di Carter, ormai divenuto suo modello preferito, basandomi sul rapporto di entrambi che in quelle settimane s'era intensificato molto di più. Dunque non corrucciai la fronte a quei pensieri ed anzi, innalzai ambedue le arcate sopracciliari a sentire di com'ella si stava palesemente pavoneggiando, gesto che in realtà apprezzavo molto più della finta modestia di alcuni poiché io stesso abituato ad esaltare le mie doti ed i miei pregi.
A sentire del progetto, mi trattenni a stento dal commentare con un ❝Sono abituato ad esser il centro d'ogni cosa, le tue telecamere non mi spaventano.❞ ma convenni non fosse per nulla adatto al contesto e sopratutto favorevole alla mia collaborazione con la bruna. Non appena concluse, impiegai forse troppo a risponderle, impegnato ad analizzare con precisione la sua proposta, così da estrarne gli aspetti positivi che si sarebbero riversati sul sottoscritto. Nonostante la personale pratica fosse sempre considerata un'ottima motivazione per cui accettare una cooperazione, non ero il tipo da accontentarsi per così poco, sopratutto considerando che la mia personale media poteva innalzarsi in conseguenza ad una maggior visibilità in tutto il college. Iniziai così ad annuire, volgendo lo sguardo su di lei -poiché precedentemente intento a guardarsi attorno- e sorridendole d'istinto, ≺Affascinato dalle tue parole, devo ammetterlo.≻ ostentai, mimando un cenno d'inchino col capo, ≺Non posso far altro che ritenermi onorato di una simile considerazione da parte tua e forse solo un pazzo oserebbe rifiutare. Ritienimi a tua completa disposizione, Rebekah Hudson.≻