「 http://ask.fm/laurenlancastergdr/answers/137002158241 」
A quella sorta di salvataggio che avevo compiuto nei riguardi della biondina Lancaster avevano preso parte sì e no una decina di persone, successivamente a che le loro risate erano state interrotte dal mio tono eccessivamente aggressivo o a causa dell’acqua che aveva bagnato in parte i loro abiti. Tra questi vi erano un paio di miei compagni di squadra che, al fine di assicurarsi che quello studente non causasse ulteriori danni, si diressero verso il lato della piscina dal quale egli stava uscendo, prendendolo per le braccia e accompagnandolo all’uscita, quasi fossero stati in grado di leggermi nel pensiero, soddisfacendo un mia indiretta richiesta. Alzai le braccia così che gli ospiti che ancora mi osservavano riuscissero a capire che avevo qualcosa da comunicargli, facendo conseguentemente comparire un sorriso rassicurante sul mio volto, ≺Non preoccupatevi…≻ ostentai, ≺...abbiamo premeditato ogni tipo di possibile problema. Tornate pure al vostro divertimento!≻ incoraggiai poi il Dj ad alzare il volume della musica con un cenno della mano, facendo così cambiare immediatamente pensiero a chi preoccupato s’era inizialmente voltato.
Soltanto in quell’istante mi resi conto che il corpo minuto della giovane era rimasto nascosto dietro al mio, palesemente più maestoso, in modo tale che forse nessuno potesse essere stato in grado di vederla, non dando così indizio del motivo di quello scontro. Mi voltai con l’intenzione di rivolgerle una ramanzina sarcastica sul fatto che evidentemente sua madre non le aveva insegnato a non rivolgere parola agli sconosciuti, quando lei –senza ch’io me lo aspettassi– si gettò tra le mie braccia facendomi barcollare appena a causa d’un assente preparazione a tal imprevedibile gesto. Rimasi spiazzato a dirla tutta, eppure parve che il mio corpo seppe bene cosa fare in una così rara evenienza, accogliendola tra braccia che la stringevano appena, potendomi far percepire com’ella tremasse sotto il mio tatto; soltanto dopo che Lauren ebbe appoggiato il capo sulla mia spalla, mi azzardai ad affondare una mano tra i suoi capelli, carezzandoglieli. Ancora non comprendevo cosa stesse accadendo: un attimo prima le nocche mi bruciavano a causa di un destro tirato ad un ragazzo al quale avevo rivolto sì e no qualche parola, mentre in quel momento percepivo il cuore battermi a mille, riuscendo a sovrastare nelle mie orecchie la musica ad alto volume che mi circondava. La gola era secca e l’unica cosa che poteva trasmettermi sicurezza era il suo profumo. Socchiusi quindi gli occhi volendone assaporare un altro po’, sino a che non mi resi conto che forse erano troppi gli individui che ancora ci osservavano. Portai una delle braccia dietro la mia schiena così da afferrare la mano di Lauren e costringerla a seguirmi attraverso un gruppo di studenti intenti a ballare e superando la console affiancata dalle casse, lì dove sapevo non essere presente nessuno.
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Soltanto in quell’istante mi resi conto che il corpo minuto della giovane era rimasto nascosto dietro al mio, palesemente più maestoso, in modo tale che forse nessuno potesse essere stato in grado di vederla, non dando così indizio del motivo di quello scontro. Mi voltai con l’intenzione di rivolgerle una ramanzina sarcastica sul fatto che evidentemente sua madre non le aveva insegnato a non rivolgere parola agli sconosciuti, quando lei –senza ch’io me lo aspettassi– si gettò tra le mie braccia facendomi barcollare appena a causa d’un assente preparazione a tal imprevedibile gesto. Rimasi spiazzato a dirla tutta, eppure parve che il mio corpo seppe bene cosa fare in una così rara evenienza, accogliendola tra braccia che la stringevano appena, potendomi far percepire com’ella tremasse sotto il mio tatto; soltanto dopo che Lauren ebbe appoggiato il capo sulla mia spalla, mi azzardai ad affondare una mano tra i suoi capelli, carezzandoglieli. Ancora non comprendevo cosa stesse accadendo: un attimo prima le nocche mi bruciavano a causa di un destro tirato ad un ragazzo al quale avevo rivolto sì e no qualche parola, mentre in quel momento percepivo il cuore battermi a mille, riuscendo a sovrastare nelle mie orecchie la musica ad alto volume che mi circondava. La gola era secca e l’unica cosa che poteva trasmettermi sicurezza era il suo profumo. Socchiusi quindi gli occhi volendone assaporare un altro po’, sino a che non mi resi conto che forse erano troppi gli individui che ancora ci osservavano. Portai una delle braccia dietro la mia schiena così da afferrare la mano di Lauren e costringerla a seguirmi attraverso un gruppo di studenti intenti a ballare e superando la console affiancata dalle casse, lì dove sapevo non essere presente nessuno.
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