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╯ ᴛʜᴇ ᴋɪɴɢ ╭
[ Buongiorno a chiunque si sia imbattut* su questo profilo / post.
È un piacere per me affermare che ho intenzione di riprendere in mano Russ Jenkins; per coloro i quali ancora seguono questo profilo e risultano attivi, o vogliono /finalmente/ sapere di più a proposito di quest'ometto, avviso che è mia necessità trasferire il pg su un nuovo account — @orestiea — così da potergli dare nuova vita.
Informo inoltre dell'ormai vecchia creazione di un account tumblr — http://focustheair.tumblr.com — volto al postare e raccogliere materiale grafico riguardante principalmente la storyline di @photographyandbooks che risulta però anche toccare aspetti di quella dello stesso Russ. Ringrazio per il tempo dedicato a leggere queste parole. ]

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http://ask.fm/laurenlancastergdr/answers/137002158241

A quella sorta di salvataggio che avevo compiuto nei riguardi della biondina Lancaster avevano preso parte sì e no una decina di persone, successivamente a che le loro risate erano state interrotte dal mio tono eccessivamente aggressivo o a causa dell’acqua che aveva bagnato in parte i loro abiti. Tra questi vi erano un paio di miei compagni di squadra che, al fine di assicurarsi che quello studente non causasse ulteriori danni, si diressero verso il lato della piscina dal quale egli stava uscendo, prendendolo per le braccia e accompagnandolo all’uscita, quasi fossero stati in grado di leggermi nel pensiero, soddisfacendo un mia indiretta richiesta. Alzai le braccia così che gli ospiti che ancora mi osservavano riuscissero a capire che avevo qualcosa da comunicargli, facendo conseguentemente comparire un sorriso rassicurante sul mio volto, ≺Non preoccupatevi…≻ ostentai, ≺...abbiamo premeditato ogni tipo di possibile problema. Tornate pure al vostro divertimento!≻ incoraggiai poi il Dj ad alzare il volume della musica con un cenno della mano, facendo così cambiare immediatamente pensiero a chi preoccupato s’era inizialmente voltato.
Soltanto in quell’istante mi resi conto che il corpo minuto della giovane era rimasto nascosto dietro al mio, palesemente più maestoso, in modo tale che forse nessuno potesse essere stato in grado di vederla, non dando così indizio del motivo di quello scontro. Mi voltai con l’intenzione di rivolgerle una ramanzina sarcastica sul fatto che evidentemente sua madre non le aveva insegnato a non rivolgere parola agli sconosciuti, quando lei –senza ch’io me lo aspettassi– si gettò tra le mie braccia facendomi barcollare appena a causa d’un assente preparazione a tal imprevedibile gesto. Rimasi spiazzato a dirla tutta, eppure parve che il mio corpo seppe bene cosa fare in una così rara evenienza, accogliendola tra braccia che la stringevano appena, potendomi far percepire com’ella tremasse sotto il mio tatto; soltanto dopo che Lauren ebbe appoggiato il capo sulla mia spalla, mi azzardai ad affondare una mano tra i suoi capelli, carezzandoglieli. Ancora non comprendevo cosa stesse accadendo: un attimo prima le nocche mi bruciavano a causa di un destro tirato ad un ragazzo al quale avevo rivolto sì e no qualche parola, mentre in quel momento percepivo il cuore battermi a mille, riuscendo a sovrastare nelle mie orecchie la musica ad alto volume che mi circondava. La gola era secca e l’unica cosa che poteva trasmettermi sicurezza era il suo profumo. Socchiusi quindi gli occhi volendone assaporare un altro po’, sino a che non mi resi conto che forse erano troppi gli individui che ancora ci osservavano. Portai una delle braccia dietro la mia schiena così da afferrare la mano di Lauren e costringerla a seguirmi attraverso un gruppo di studenti intenti a ballare e superando la console affiancata dalle casse, lì dove sapevo non essere presente nessuno.
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⁰² ––– come here; give me that kiss that i'm waiting for centuries.

Mi voltai, i suoi occhi erano ancora rossi ed io fin troppo instabile mentalmente per rendermi effettivamente conto di quel che andavo facendo, ad un punto tale che parevo un osservatore dinanzi gli ennesimi gesti che il mio corpo compì senza ch’io ne avessi dato l’effettiva autorizzazione. Avanzai verso di lei giungendo alla medesima distanza che vi era tra di noi minuti prima, abbassai il capo, così che fosse sempre più vicino al dolce viso della ragazza e, successivamente ad aver portato le mie mani sui suoi fianchi, la tirai a me potendo così finalmente assaporare il dolce sapore delle sue labbra, affatto rovinato dall’aggressività delle birre che ero certo avesse bevuto. Era come se avessi aspettato la mia intera esistenza per quel bacio. Mi dava vita, quasi come se nient’altro potesse farlo.

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◆ ʏᴏᴜ ᴋɴᴏᴡ, ɪ ᴄᴏᴜʟᴅ ʙᴇ sᴛʀᴇssғᴜʟ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ. ◆

Certo non potei definire l'intervallo della giornata che separava l'incontro di quel pomeriggio, dall'imminente serata, una vera e propria passeggiata. Congedata la fanciulla e dunque esser stato raggiunto da Eric, egli -con ovvietà, avrei osato dire, conoscendolo- non si prese la briga di tacere dinanzi le motivazioni per cui andavo informandolo che quell'uscita che programmavamo con gli altri da un paio di settimane, non avrebbe avuto l'onore di avermi come suo partecipante. Più che lamentarsi del fatto che la sua "grande amica" Lauren sarebbe rimasta completamente sola, passò la maggior parte del viaggio di ritorno ad elencarmi più e più volte le motivazioni del suo disagio ad essere l'unico ragazzo non impegnato della compagnia; ≺Anche se fossi venuto io, saresti rimasto tale.≻ osservai, facendolo dunque tacere all'istante. Non era ufficiale il grande scoop che iniziava a colmare le orecchie di /quasi/ tutti gli studenti del college, per cui si credeva ch'io e la giovane Lancaster avevamo iniziato ad intraprendere una relazione coi controfiocchi, ma come il resto del pubblico che ci osservava sottecchi, aspettavo io stesso di capire in cosa mi ero andato a cacciare. Per di più, al mio sᴍs di scuse per quanto riguardava il bidone tiratole all'ultimo così da mettere l'uscita con Rebekah prima ancora di quella con i miei amici, la biondina non pareva essersela presa affatto, complimentandosi anzi col sottoscritto per l'ottimo rientro a scuola e per il nuovo incarico ricevuto da principio. Tutt'altro che identica fu la reazione della Henderson che, nemmeno stata avvisata della mia assenza, non ci pensò due volte a farmi notare quanto fossi stato maleducato ad aver abbandonato in quel malo modo l'amica, definendomi un "troglodita" come era sempre stata solita fare.
Per lo meno potevo considerarmi fortunato ad aver acquietato gli animi di due dei tre titani -alias Eric, Dylan e Ryan- che per poco non mi facevano venire i capelli bianchi, mentre urlavo a destra e a manca col telefono posizionato ad un orecchio col vano tentativo di prepararmi velocemente al fine di non giungere con prevedibile ritardo all'appuntamento dinanzi l'entrata del locale. Mi ero conciato in maniera /quasi/ impeccabile per quell'incontro privo d'un'effettiva base a cui ero stato praticamente obbligato a prendere parte: nulla di troppo sobrio ed elegante quanto poteva essere uno smoking utilizzato unicamente per il ballo scolastico ma nemmeno un paio di bermuda abbinati ad una canotta come usavo vestirmi in quegli ultimi giorni d'estiva libertà, consapevole che la studentessa a cui mi sarei aggiunto per una piacevole chiacchierata, avrebbe sfoggiato il suo lato migliore al fine di convincermi a pieno di quella collaborazione che -sinceramente parlando- avrei preso in considerazione senza ch'ella si fosse messa d'impegno per una serata tanto organizzata. Ed a proposito di quanto sarei stato costretto a soffrire in merito a ciò che non mi era consentito di commentare, |...|

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◆ ʏᴏᴜ ᴋɴᴏᴡ, ɪ ᴄᴏᴜʟᴅ ʙᴇ sᴛʀᴇssғᴜʟ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ 2ɴᴅ. ◆

|...| scrutare o addirittura toccare, ella portò la sua deliziosa figura innanzi la porta principale del pub in perfetto orario, sfoggiando un'aria sicura accompagnata da un abito forse fuori luogo per un incontro tanto semplice quale il nostro. Mi avvicinai così alla sua figura, con un sorriso ad adornarmi il volto, una volta ch'ebbe osservato con piacevolezza la mia medesima puntualità, sporgendosi in avanti e mettendosi sulle punte così da affiancare ambedue i miei zigomi in segno di un saluto appena più formale di un semplice scambio di sguardi che potevano avvenire nel bel mezzo di un corridoio. ≺Ci mancherebbe di far aspettare una fanciulla di così bell'aspetto.≻ azzardai ad osservare, abbassando il capo ed entrando di conseguenza all'interno del luogo in cui avremmo consumato quelle poche chiacchiere ch'ella pareva fremere d'udire, neanche fosse la redattrice del giornalino scolastico alle prese con l'individuo più spettegolato del college.
Accomodatoci al tavolo scelto appositamente dalla studentessa, rimasi inizialmente spiazzato da quanto diretta ella fu a proposito di quegli incontri -che avrei potuto definire clandestini- che non avrebbe certo avuto intenzione di placare, quasi sorpreso di quanta professionalità potesse essere dotata. ≺Nessuno é in grado di conoscere un altro individuo in un modo talmente profondo ed impeccabile da poterne definire un ritratto minuzioso ed articolato; nemmeno io ne sono in grado.≻ ostentai tamburellando le dita sulla superficie lignea dinanzi la mia figura, ≺Potrei esporti le mie più che sentite storie a proposito di quanti cuori abbia spezzato all'interno di quasi tutte le classi della scuola ma credo fermamente tu non sia qui per scoprire quali talenti potresti scovare in tale ambito. Dunque, mi limiterò ad informarti di quanto sia un'enorme testa calda, con cui difficilmente é possibile ragionare e sopratutto di come -nonostante secondo la tua visione ciò che vai completando può essere oro colato- non mi tirerò indietro nel fartelo notare. Tu vuoi il meglio per te, così come io lo voglio per il sottoscritto.≻

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◆ ɪ ᴛᴏʟᴅ ʏᴏᴜ ᴛᴏ sᴛᴀʏ ᴀᴡᴀʏ﹣ʟᴀᴜʀᴇɴ. ◆

‹L'alcool ti sarà costato una fortuna; mi é sembrato di vedere che non c'é solo roba da discount.› la voce del ragazzo -nonostante egli avesse alzato notevolmente al massimo il proprio volume- era a tratti sorda, sovrastata dai ritmi elettronici di "Animals", canzone -se così poteva esser definita- appartenente al repertorio di Eric, il quale aveva suggerito al dj un paio di playlist credendo potessero piacere ad ogni invitato. ≺Vuoi sapere troppo amico...mio.≻ venni come rapito da una raccapricciante scena che si stava svolgendo dinanzi il mio sguardo: la biondina Lancaster, precedentemente impegnata ad atteggiarsi e a ballare come se attorno a lei non vi fosse nemmeno l'ombra d'un individuo, in quel momento era alle prese con uno studente forse conosciuto ai miei occhi attenti, presi a rimanere in uno stretto e forse fin troppo fastidioso contatto. ❝Oh no, hai proprio sbagliato tecnica mia cara.❞ commentai riferendomi al modo ch'ella stava utilizzando per attirare le mie attenzioni, tentando invano di farmi ingelosire ad un gesto che avrei invece definito più che naturale: aveva voglia di divertirsi, non importava quale fosse il modo più veloce e chi le faceva compagnia. Ad una così vomitevole vista, scossi il capo portandomi nuovamente il bicchiere colmo d'alcool alla bocca, bagnandomi le labbra, pur mantenendo un diretto contatto visivo con chi stava allegramente ballando dinanzi il mio sguardo, sino a che non potei osservare meglio l'espressione sofferente che via via si faceva sempre più visibile sul volto arrossato della biondina: pareva non apprezzare le attenzioni che il ragazzo alle sue spalle voleva dedicarle, forse affranta da non riuscirsi a liberare da una presa visibilmente rigida ch'egli esercitava sui suoi fianchi.
Sentivo un inesplicabile calore impossessarsi delle mie viscere, quasi mi ritenessi costretto ad intervenire ad un qualcosa a cui nemmeno avrei dovuto assistere. Mi diressi con passo spedito verso l'altro capo della piscina per mettere fine ad una tortura che pareva far più male a me che a Lauren stessa, ≺Mi sembrava di averti già avvisato sul fatto che non fossi autorizzato ad avvicinarti così tanto a lei.≻ ostentai ad alta voce, attirando l'attenzione del ragazzo che precedentemente avevo riconosciuto essere il medesimo di qualche settimana addietro, colui che preservò fin troppe attenzioni nei confronti della fanciulla il giorno in cui la costrinsi ad uscire dal teatro con indosso un vestitino ancor più attraente di quel che in quell'istante aveva. Non gli diedi il tempo di controbattere -infondo era fin troppo ubriaco perché potessi aspettarmi ch'egli mi rivolgesse una seria risposta- che già avevo lasciato un destro ad adornargli il volto, facendolo rovinosamente cadere nella piscina alle sue spalle e liberando di conseguenza la ragazza. ≺Non ricordo di averti invitato in casa mia, dunque, se non ti dispiace, vedi di andartene all'istante.≻

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◆ ɪ'ʟʟ ᴀsᴋ ʏᴏᴜ ʟᴀᴛᴇʀ﹣ɪᴠʏ. ◆

La curiosità di venire a conoscenza del motivo per cui ella non era in compagnia del ricciolo, era così forte che potevo percepire le mie stesse budella torcersi all'interno del mio corpo, in un dolore lancinante per il quale difficilmente sarei riuscito a tenere a freno la lingua se avessi passato la serata /anche/ in sua compagnia. Continuavo a ripetermi che qualcosa non quadrava, o per lo meno mi ritenevo offeso, estraniato da un possibile gossip che non era giunto alle mie orecchie, nel caso in cui esso fosse circolato per i corridoi. Eppure ero dell'idea che, se entrambi non avevano avuto l'intenzione di render nota fin da subito una loro possibile incomprensione, non avrebbero dovuto troncare di colpo i rapporti -e quindi non presentarsi in compagnia della propria ormai ex metà- rischiando di suscitare dubbi a chi in realtà era attento a particolari come quelli.
≺Incantato.≻ ostentai lasciando con delicatezza la sua mano e scostandomi dallo stipite della porta, guardandomi dapprima attorno così da constatare la possibile presenza di altri ospiti da accogliere e -notato che in realtà non vi era nessuno nel vialetto- riportare il mio sguardo su di lei, ≺Posso offrirti il primo drink della serata? Nulla di troppo pensante, te lo prometto.≻
Mi feci poco più indietro, invitandola ad entrare con un cenno del braccio mentre percepivo il volume della musica aumentare, così da dare /finalmente/ il via alle danze.

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◆ ʏᴏᴜ'ʟʟ ғɪɴᴅ ᴍᴇ ᴛʜᴇʀᴇ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ. ◆

❝Si spera soltanto che non cacci più veleno di quello che é in procinto di fuoriuscire dalle sue parole per nulla cordiali.❞ per l'ennesima volta, quella vocina che aveva in realtà il ruolo di farmi da coscienza, anziché da madre mancata, interruppe quell'atmosfera idilliaca che si era venuta a formare, costringendomi ad abbassare il capo per osservarmi le scarpe così da imprecare mentalmente, zittendola /speravo/ definitivamente.
Non mi sarebbe dispiaciuto collaborare con chi -a detta sua- era una delle migliori nel campo in cui andava sperimentandomi, tralasciando -forse non troppo- il fatto che avevo la possibilità di apprezzare indirettamente il suo aspetto senza rischiare che un Ryan Carter si presentasse la sera stessa, alla porta della mia camera, con l'intenzione di spaccarmi di netto il naso a causa di un'occhiata di troppo. Per di più, ella sembrava fin troppo consapevole della bellezza del proprio aspetto fisico, che sentirsi ancor di più apprezzata da qualcheduno di esterno, le rendesse quel suo pensiero ancora più forte. Uno scambio alla pari, sarebbe dunque stato: io avrei alimentato il suo ego e lei di rimando non avrebbe sbottato perché incantatomi ad apprezzarne le deliziose curve. Certo, c'era sempre da ricordare che se non avessi ricevuto il ben servito da un probabile fidanzato, la biondina Lancaster non si sarebbe fatta alcun problema a tirarmi la chitarra sul cranio; avrei moderato i miei istinti, per lo meno.
Ed a proposito di Lauren, quando la bruna m'informò dell'indiretto invito -che sembrò più un ordine- il suo volto mi balzò subito alla mente. Per quella sera avevo in programma di passarla a prendere per andare, assieme a tutto il resto della comitiva, a vedere un film appena uscito nelle sale, una pellicola comica riguardante un viaggio fatto da un trio di amici. Di conseguenza i sensi di colpa s'impossessarono della mia mente poiché da una parte non avevo alcuna intenzione di deluderla, sebbene dall'altra era della mia carriera che si stava parlando. Tale percezione s'annebbiò, dunque, non appena convenni che non avrei fatto nulla di male se l'argomento principale della serata che avrei trascorso in compagnia della studentessa sarebbe stato il progetto che in poco tempo avrebbe messo su, nonostante la scusa del "prima di conoscere le tue doti, devo conoscere te" non mi avesse convinto appieno, considerando che la Henderson mai si era degnata di domandarmi anche solo il mio stato d'animo, prima ch'io posassi per il suo servizio.
≺Immagino quindi che io non sia vincolato a passarti a prendere e men che meno ad offrirti ciò che andrai ad ordinare.≻ le riferii ad approvazione della sua offerta, non badando alla considerazione che aveva fatto su chi come me aveva effettivamente passato l'estate in compagnia di più e più bottiglie di alcool.
≺Mi sta bene. Sarò dinanzi l'ingresso per le nove e trenta di questa sera.≻

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◆ ᴡʜᴀᴛ ᴀ ᴘʀᴏғᴇssɪᴏɴᴀʟ sᴛᴜᴅᴇɴᴛ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ. ◆

Parve quasi innaturale ad occhi esterni, eppure per la prima volta da che potei rimembrare, Russ Jenkins stava conversando pacificamente e professionalmente con una studentessa di bell'aspetto più giovane di lui, probabilmente. Non vi era un secondo fine aldilà del compito ch'ella aveva da svolgere e nemmeno il sottoscritto sembrava intenzionato a farla cadere in una qualche trappola, forse spiazzato dall'atteggiamento diretto che mi colse impreparato. Ero più che certo che però si trattasse di altro, un qualcosa per cui centrasse la biondina Lancaster.
Stetti ad ascoltare attentamente alle sue parole, affascinato da come ella s'esponeva parendo quasi leggere un foglietto preparato con minuziosità precedentemente, ❝Deve essere davvero /molto/ portata per le prove orali.❞ convenni pensando immaginandomi una qualsivoglia interrogazione per cui ella veniva chiamata a rispondere, riuscendo eccellentemente in quell'impresa. Una volta che le nostre mani sciolsero l'iniziale presa, andai ad incrociare le braccia distaccandomi dalla parete sulla quale ero poggiato, così da prestare più attenzioni alla studentessa che in quel momento osservavo direttamente negli occhi, data l'altezza quasi al pari di entrambi.
Potei quasi affermare che mi dispiacque che chi era venuto a chiedermi tale favore non fu la Henderson ma giustificai quella mancanza con la mia sostituzione da parte di Carter, ormai divenuto suo modello preferito, basandomi sul rapporto di entrambi che in quelle settimane s'era intensificato molto di più. Dunque non corrucciai la fronte a quei pensieri ed anzi, innalzai ambedue le arcate sopracciliari a sentire di com'ella si stava palesemente pavoneggiando, gesto che in realtà apprezzavo molto più della finta modestia di alcuni poiché io stesso abituato ad esaltare le mie doti ed i miei pregi.
A sentire del progetto, mi trattenni a stento dal commentare con un ❝Sono abituato ad esser il centro d'ogni cosa, le tue telecamere non mi spaventano.❞ ma convenni non fosse per nulla adatto al contesto e sopratutto favorevole alla mia collaborazione con la bruna. Non appena concluse, impiegai forse troppo a risponderle, impegnato ad analizzare con precisione la sua proposta, così da estrarne gli aspetti positivi che si sarebbero riversati sul sottoscritto. Nonostante la personale pratica fosse sempre considerata un'ottima motivazione per cui accettare una cooperazione, non ero il tipo da accontentarsi per così poco, sopratutto considerando che la mia personale media poteva innalzarsi in conseguenza ad una maggior visibilità in tutto il college. Iniziai così ad annuire, volgendo lo sguardo su di lei -poiché precedentemente intento a guardarsi attorno- e sorridendole d'istinto, ≺Affascinato dalle tue parole, devo ammetterlo.≻ ostentai, mimando un cenno d'inchino col capo, ≺Non posso far altro che ritenermi onorato di una simile considerazione da parte tua e forse solo un pazzo oserebbe rifiutare. Ritienimi a tua completa disposizione, Rebekah Hudson.≻

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◆ ʜᴏᴡ ᴄᴏᴜʟᴅ ʏᴏᴜ ʙᴇ sᴏ ғʀᴇᴇ ᴡʜᴇɴ ʏᴏᴜ'ʀᴇ ᴅᴀɴᴄɪɴɢ?﹣ʟᴀᴜʀᴇɴ. ◆

Accertatomi che tutti gli invitati fossero giunti a destinazione -e giustificato le eventuali assenze rimembrando che una misera parte di loro era impossibilitata a venire- chiusi la porta di casa, girando un paio di volte la chiave nella serratura ed andandola a posare nella ciotola in cristallo accanto l'ingresso, contenitore ove ogni membro della famiglia Jenkins usava deporre un qualsivoglia mazzo di sua proprietà, che si fosse trattato di quello della dimora, dell'armadietto e perfino delle automobili. Mi voltai così da avere una piena visione del salotto colmo di studenti sereni e fragorosi, intenti a conversare tra loro ad ogni sorso del drink che bevevano. Ecco cosa ancora mi mancava: un qualcosa da mandar giù per movimentare la mia personale serata. Camminai con passo fiero verso la cucina, fermandomi ogni qual volta un qualcheduno si complimentava col sottoscritto per la festa o mi dava semplicemente il cinque, ringraziandomi. Fortunatamente quei bifolchi non avevano totalmente spazzolato ogni cosa che Eric aveva minuziosamente -nemmeno io potevo credere di aver attribuito tale avverbio a quell'individuo- riposto con cura sul tavolo, per cui avevo ancora una vasta scelta su cui porre le mie attenzioni: la birra non mi convinceva, non per quella serata almeno, così come un semplice bicchiere di ramato whiskey o di trasparente vodka. Posato lo sguardo sul Rum scuro che parve quasi chiamare il mio nome, certo non potei oppormi al pensiero di gustare un buon Black Widow fatto dal sottoscritto, di facile e breve preparazione e dall'ottimo sapore. Andai così ad aprire una delle mensole soprastanti i fornelli, afferrando lo shaker nel quale avrei risposto tutti gli ingredienti di cui necessitavo, agitandolo una volta chiuso e versandone il contenuto all'interno d'un bicchiere che poi decisi di decorare con una fettina di lime così da riprendere uno dei componenti di quel cocktail che tanto apprezzavo.
Ne bevvi un sorso e, soddisfatto del risultato, annuii sorridendo ampiamente prima di dirigermi verso l'esterno della cucina e di conseguenza appoggiarmi alla porta in vetro scorrevole spalancata, così da analizzare i volti di tutti coloro che -tra la piscina e la musica- si stavano divertendo. Tra questi, riconobbi immediatamente quello di Lauren la quale pareva non badare a ciò che la circondava. Sembra come immersa nel proprio mondo, quasi danzare sulle note di quel pezzo la rendesse l'anima più libera della serata. Se non avessi avuto in ballo la scommessa, non avrei certo esitato ad offrirle un altro paio di birre così da non farle intendere cosa stava accadendo. Avrei potuto farla mia, ma sarebbe stato meglio se mi fossi dato un tono.
A distrarmi da quella contemplazione fu un mio coetaneo che iniziò a rivolgermi qualche domanda sulla realizzazione del party, curioso di sapere in quanto avevamo realizzato il tutto e complimentandosi allegramente per il buon lavoro svolto.

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◆ ʏᴇs ɪ ᴀᴍ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ. ◆

Certo non fu facile tornare alla vita di tutti i giorni, con le stesse facce a fissarmi dall'alba al tramonto, le medesime stanze da percorrere e perfino gli infiniti sciocchi ed inutili programmi al televisore. Abituarsi al ritmo di New York, di casa Jenkins, non era minimamente paragonabile ad ambientarsi a vivere a Branchville per un misero weekend. Da mia nonna non era necessario alzarsi alle cinque del mattino per dare il "bacio dell'arrivederci" a tua madre che -come di consuetudine- si recava in aeroporto per prendere il primo volo di linea che le assegnavano così da non vederla /fortunatamente/ per un paio di giorni; o ancora, da lei era scontato trovare la colazione pronta, servita a tavola senza che ci si scervellasse troppo per una ciotola di latte e cereali. Per questo e per altri motivi validi, quasi tutte le estati pescavo date a caso dal calendario, preparavo lo zaino riempiendolo del necessario -sia per il viaggio, sia parlando di indumenti- e scendevo giù per la east-coast a bordo della mia Jeep Wrangler, verso il New Jersey. Fortuna potei considerare, quella per cui di lì a pochi giorni sarei tornato alla routine scolastica all'interno del Queens College, luogo in cui potevo venir considerato adeguatamente a chi ero e non come un teenager dagli ormoni a mille il quale unico scopo é quello di passare ore ed ore della propria vita in un letto in compagnia di una dolce fanciulla -certo, anche il sesso era importante nella mia vita, ma non in un modo così ossessivo. Niente più donne isteriche che corrono da una parte all'altra della casa alla ricerca di un orecchino perso chissà dove, bagni da pulire o pranzi disgustosi da cucinare.
Come voleva la tradizione che con gli anni io ed Eric avevamo messo sù -a noi inoltre si aggiunse Ryan Carter, volenteroso di provare le nostre modalità di trasloco- ci trovammo tutti assieme a casa mia per una birra, le macchine parcheggiate nel vialetto e gli scatoloni pieni di cianfrusaglie all'interno di esse. Se vi era una cosa che personalmente detestavo, oltre agli individui che difficilmente si facevano gli affari loro, era dover stare in mezzo alla massa studentesca, con l'afa estiva a pesarti sulle spalle, per giungere da un capo all'altro della struttura scolastica incastrando valigie e borse in quelle altrui. Pur di evitare ciò, dunque, ci prendevamo la briga di portare quanti più oggetti possibili alle vecchie stanze che con fortuna ci avrebbero riassegnato, riarredandole come erano sempre state durante l'anno.
‹Immagino che questo sia l'ultimo.› la voce di Eric, alle mie spalle, mi fece voltare così da accertarmi che lo scatolone che aveva appena posato su uno dei due letti, fosse di nostra proprietà e non di Ryan come invece era capitato una mezz'ora prima quando l'imbecille aveva /accidentalmente/ portato in stanza il computer portatile del moro, facendolo infuriare peggio di quando suo padre veniva anche solo nominato. Ringraziando il cielo, però, quello era un cartone colmo di |...|

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◆ ʏᴇs ɪ ᴀᴍ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ 2ɴᴅ. ◆

|...| t-shirts che avevo da sempre visto indosso ad Osborn; eravamo quindi sani e salvi. ≺Allora mentre tu finisci di sistemare la /tua/ roba, vado a farmi un giro, chissà che non abbiano sistemato la macchinetta del caffè al piano di sotto.≻ mi allontanai così dalla mensola sulla quale avevo sistemato alcuni premi di nostra proprietà, passandogli accanto così da lasciargli una pacca amichevole sulla schiena e fermarmi un ultimo attimo sull'uscio. ≺Quando stai per finire, inviami un messaggio che vado ad accendere la macchina.≻ mi congedai così lasciando aperta la porta poiché, come sempre, quello spilorcio del preside iniziava a far funzionare l'aria condizionata nei corridoi, attendendo per le camere almeno un paio di settimane dall'inizio delle lezioni, così da farci morire disidratati o per convincerci di non rimanere a poltrire in camera. ❝Idiota.❞ commentai mentalmente scuotendo il capo mentre scendevo le prime due rampe di scale, regalando un cenno del capo per saluto a chiunque si interessasse a rivolgermi un semplice ‹Ehi Russ!› donzelle o compagni di corso che fossero.
Come c'era da aspettarsi -quando mai qualcosa poteva andarmi per il meglio- il rosso dagli ormoni sballati non aveva chiamato l'assistenza per far aggiustare quegli aggeggi che /teoricamente/ erano di vitale importanza per tutti quegli studenti che senza caffè non avrebbero superate le varie ore di lezioni. Irritato, cacciai le mani in tasca e con mia grande sorpresa vi trovai una penna a scatto probabilmente lì messa perché altro posto non avevo su cui posarla. Potei quasi sospettare che qualche creatura mistica avesse voluto di proposito farmela trovare così che, nel frattempo che passeggiavo per il cortile, avevo di che sfogarmi per la tensione accumulata da quando ero tornato nello stato di New York, a mio malincuore. Durò poco quel giochetto, tanto che -rifugiatomi all'ombra di un albero, poggiandomi alla parete- definii tale passatempo talmente noioso che mi sentii costretto a rifiutare l'oggetto, gettandolo a terra. Una voce femminile mi distrasse però dalle considerazioni poco carine che stavo riservando nei confronti di tutto ciò che aveva colmato le mie giornate da lì a qualche mese addietro, facendomi quindi alzare lo sguardo così che i miei occhi stanchi incontrassero la rigida figura d'una studentessa che forse mai avevo avuto il piacere d'osservare. Fu soltanto un peccato il fatto che fossi letteralmente a pezzi per poterle riservare le giuste attenzioni ma convenni che ad ogni modo non fosse la migliore delle occasioni per mettermi in mostra come al solito. Mi limitai ad un cenno del capo alla sua domanda nei riguardi della mia identità, ascoltando con ammirazione la professionalità ch'ella utilizzava per parlare di sé e del suo lavoro, in un così fiero modo. Difficilmente accettavo incarichi dalle fanciulle, non che le ritenessi inesperti, anzi, la maggior parte delle volte però s'inventavano un servizio solo per potermi comandare a bacchetta come |...|

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◆ ʏᴇs ɪ ᴀᴍ﹣ʀᴇʙᴇᴋᴀʜ 3ʀᴅ. ◆

|...| meglio preferivano.
Alla vista della sua mano avvicinarsi alla mia persona, l'afferrai saldamente stringendola poco, ≺Il piacere é tutto mio...≻ rimasi serio, non facendo trapelare alcuna emozione, ≺...immagino che questa informazione in particolare te l'abbia fornita il vecchio Bennet. Non me ne vanto ma per detta sua, sono uno dei pochi studenti a cui assegnerebbe la realizzazione di un'opera tale.≻ al pensiero della considerazione del professore, mi scappò un riso traditore.

◆ ᴏғ ᴄᴏᴜʀsᴇ ʏᴏᴜ ᴋɴᴏᴡ ᴍᴇ﹣ɪᴠʏ. ◆

Spalancata la porta d'ingresso per la prima volta, ad accogliere i giunti ospiti, non potei evitare che le mie attenzioni vennero totalmente rapite da un volto affatto nuovo, il quale mi scrutava con insicurezza ed un briciolo di vergogna, quasi la proprietaria di esso si sentisse a disagio in un'atmosfera che personalmente avrei definito spettacolare. Insomma, chi non sarebbe impazzito dalla gioia con della buona musica, alcool e la compagnia di studenti che -selezionati appositamente dal sottoscritto- erano di fin troppa buona compagnia? Ad ogni modo, non mi venne difficile rimembrare dove l'avessi già vista poiché quelle lunghe e snelle gambe non m'erano affatto sconosciute; riconobbi in lei la fanciulla che, in seguito ad aver salvato dalle grinfie di uno studente del corso di nuoto, mi aiutò con delle fotocopie che poi resi al suo stesso professore di letteratura. Non rimembravo pienamente il suo nominativo, forse solo perché di lei avevo soltanto sentito il cognome, pronunciato in fretta dal docente che la incaricò di condurmi alla fotocopiatrice principale dell'edificio. Mostrai a quel punto un serafico sorriso pur mantenendo le mie cerulee iridi fisse su di lei, ≺Ma prego, benvenuti. Entrate, entrate. Posate pure quel che avete portato sul tavolo in cucina.≻ mi scostai dal centro dell'entrata così da far passare chi dietro di lei non s'era incantato, andandomi così a poggiare allo stipite della porta, incrociando le braccia ed osservandola più scrupolosamente di prima. Ecco qual era il dettaglio che mi era sfuggito: non era in compagnia. Strano, siccome mi ero preso la briga di invitare anche il ricciolo dell'ultimo anno, consapevole che sarebbero giunti assieme. Qualcosa non mi quadrava. ≺Immagino sia del tutto normale che tu mi conosca.≻ inarcai un sopracciglio pensando all'ipotesi per cui non dovevo esser noto a chi avevo invitato, quasi scoppiando a ridere. Come poi avrei fatto con tutte quelle fanciulle priva di cavaliere, le afferrai con delicatezza la mano così da sollevarla appena, mi piegai in avanti e le lasciai un bacio sul dorso d'essa, ≺Russ Jenkins, al suo servizio.≻ pronunciai in seguito ad esser tornato in una più eretta postura.

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◆ ᴀɴᴏᴛʜᴇʀ ᴘᴀʀᴛʏ? ɪ'ᴍ ʀᴇᴀᴅʏ﹣ɢᴇɴᴇʀᴀʟ sᴛᴀʀᴛ ᴀɴᴅ ʟᴀᴜʀᴇɴ. ◆

‹Amico, Vodka Artic o Absolut?› dall'altra parte del reparto quattro -adibito ai superalcolici in bottiglie da un litro- un Eric Osborn mi aveva domandato con fare ingenuo, quasi s'aspettasse che realmente prendessi una decisione su ciò che delle due tipologie prediligevo. Gli lanciai dapprima un'occhiataccia torbida e, non appena notai che ancora se ne restava in quella posizione, attendendo il verdetto finale, sospirai il più rumorosamente possibile, alquanto sconcertato da quali quesiti esistenziali egli poteva porsi, ≺Prendine due di Artic e quattro di Absolut, costa un po' di più ma almeno abbiamo la certezza di bere roba decente.≻ abbassai leggermente il tono di voce a quella mia osservazione, per nulla volenteroso che il proprietario del supermercato potesse udirla e cominciasse con la sua solita trafilata di quanto i prodotti che vendeva fossero i migliori di tutto il mercato.
Percepii il tintinnio delle bottiglie che venivano infilate nel carrello, mentre abbassavo il capo sullo scaffale delle birre a domandarmi quale fosse la marca migliore da comprare, ❝Mi sto davvero riducendo come quell'imbecille.❞ convenni pensando scuotendomi appena, come se una ventata gelida m'avesse oltrepassato la schiena ed in seguito il petto. Effettivamente però non avevo tutti i torti: erano anni che non mi concedevo un alcolico di quel tipo, ovvi dunque erano i miei dubbi; altro che quale delle due vodke prendere, perfino un bambino avrebbe saputo che la seconda da lui citata era quella dal gusto più buono e che avrei preferito mettere a disposizione degli invitati di quella sera. Solo il meglio alle feste del Re.
Pensai di non cedere alle classiche marche viste e riviste negli spot pubblicitari ad ogni pausa di un film o serie televisiva che fosse e che anzi, acquistarne una tipologia di certa provenienza tedesca o belga fosse la scelta migliore. I miei dubbi caddero su birre quali Augustiner, Paulaner, Westmalle e Rochefort, a me totalmente sconosciute ad essere sincero, che in seguito decisi acquistarne per ciascuna qualche bottiglia, anche solo per sfizio personale. Mi diressi quindi verso la figura del mio amico che nel frattempo aveva riempito i carrelli di tutto quel che ci sarebbe servito: da una parte gli alcolici e dall'altra il cibo, vari festoni, bicchieri e piatti di plastica. ≺Direi che ci siamo!≻ esclamai con un sorriso a trentadue denti ad adornarmi il viso, fiero dell'impresa che quella stessa notte avremmo compiuto per rifarci di un anno volto alla baldoria che ci eravamo persi, chi per un problema e chi per un altro -sempre se la conoscenza di una giovane donzella poteva definirsi tale-.
Dopo un viaggio verso casa che risultò essere più lungo del previsto a causa dell'indicibile traffico, passò una mezz'ora circa prima che tutta la casa potesse essere ritenuta pronta per la serata a cui stavamo andando con piacere in contro. Gli invitati sarebbero arrivati di lì a poco e la trepidazione per quella che si sarebbe rivelata |...|

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◆ ᴀɴᴏᴛʜᴇʀ ᴘᴀʀᴛʏ? ɪ'ᴍ ʀᴇᴀᴅʏ﹣ɢᴇɴᴇʀᴀʟ sᴛᴀʀᴛ ᴀɴᴅ ʟᴀᴜʀᴇɴ 2ɴᴅ. ◆

|...| la migliore tra le feste del Re, iniziava di secondo in secondo a farsi sentire sempre di più. Colto da un improvviso senso di “incompletezza”, mi misi ad osservare attentamente il salotto, facendo una lista mentale di quello che non sarebbe dovuto essere presente poiché ritenuto non idoneo. ≺Osborn, ho bisogno di te.≻, richiamai l'attenzione di quel mentecatto -che in tutto quell'arco di tempo si era dilettato per lo più nel mettere gli alcolici in ordine di colore e di altezza- il quale mi raggiunse alla mia prima richiesta d'aiuto. ≺C'è qualcosa che credi non dovrebbe essere in questa stanza?≻ gli domandai mentre il mio sguardo solcava ogni angolo del salotto: ogni oggetto fragile era stato messo a debita distanza nello studio chiuso a chiave al piano di sopra, eppure qualcosa pareva sfuggire al mio occhio attento. ‹Forse...› ed eccolo, quel maledetto vaso che se solo fosse caduto rovinosamente al suolo, avrebbe significato la mia personale morte certa per mano di mia madre. Nonostante fosse piuttosto orribile, la rottura di quell'"opera d'arte" avrebbe mandato su tutte le furie la donna di casa, poiché ella non ci aveva pensato due volte a comprare un simile obbrobrio, spendendo ben ventimila dollari. ≺Zitto Osborn, ho trovato.≻ lo zittii prima che potesse trovare la risposta al mio quesito prima che gli rendessi noto d'averlo già fatto, andando dunque a togliere il possibile oggetto incriminato dalla mensola su cui era riposto, portandolo infine nella camera caveau che avevo allestito per quella sera. Tornai infine al pian terreno per assicurarmi che in quei pochi minuti in cui ero stato assente Eric non avesse incendiato accidentalmente la casa.
≺Cibo ed alcolici sono a posto?≻gli domandai scrutando un'ultima volta il salotto -pur di avere la certezza che nessun altro indicibile soprammobile si fosse smaterializzato per farmi dispetto- e dirigendomi in cucina, ove davanti ai miei occhi potevo ammirare il lavoro piuttosto preciso, quasi maniacale, con cui il mio amico aveva sistemato ogni cosa. ≺Niente male, davvero. Immagino assumerai tu il ruolo della donna delle pulizie una volta che la festa sarà finita.≻ sghignazzai, osservando divertito la sua espressione per niente concorde con la mia proposta. ‹Dobbiamo ancora mettere a posto la piscina, Jenkins, quindi vedi di muovere quel regale deretano che ti porti dietro. Necessitiamo di una doccia che non potremo fare se non ci sbrighiamo.› incalzò lui con un velo d'ironia mentre davo un'occhiata all'orologio appeso sulla parete della cucina, ❝Cazzo, manca meno di un'ora.❞, constatai mentalmente, fiondandomi in piscina con Eric al seguito. Mi diressi verso la casetta -solitamente per gli attrezzi- situata accanto il garage per tirare fuori l'occorrente necessario ad allestire lo spazio che avremmo utilizzato quella sera, tutto ciò che servire per rendere il tutto ancora più accogliente. Trovai metri e metri di filo da appendere, decorato da lampadine aventi tra loro sì e no |...|

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◆ ᴀɴᴏᴛʜᴇʀ ᴘᴀʀᴛʏ? ɪ'ᴍ ʀᴇᴀᴅʏ﹣ɢᴇɴᴇʀᴀʟ sᴛᴀʀᴛ ᴀɴᴅ ʟᴀᴜʀᴇɴ 3ʀᴅ. ◆

|...| sessanta centimetri di distanza, delle tonde lanterne galleggianti, una decina di fiaccole da giardino, gommoni gonfiabili e...bambole gonfiabili -regalo di compleanno fattomi annualmente da parte di Eric-. Portai tutto il necessario all'esterno della piccola struttura senza chiedere aiuto al mio amico, timoroso che avrebbe potuto far cadere i diversi scatoloni accatastati nell'angolo, richiamando però la sua attenzione con un fischio solo e soltanto una volta completato il trasferimento di ogni oggetto. ≺Gonfia qualsiasi cosa si possa gonfiare, io sistemerò le luci nel frattempo; dopodiché butta tutto in piscina -possibilmente non alla rinfusa, uno sopra l'altro- e poi vai a pure a renderti quantomeno presentabile per questa sera.≻ lo raccomandai iniziando a riempirgli le braccia di un paio di cartoni. ‹Agli ordini, mio Re.›, sghignazzò lui, facendo un inchino come a congedarsi da un sovrano, prima di dirigersi verso la pompa per l'aria compressa.
Feci un gran respiro, mi sarei dovuto sbrigare oppure tutto sarebbe andato a farsi fottere. Armandomi di pazienza iniziai a districare i diversi fili, decorando -dal momento che l'illuminazione di tali aggeggi era assai scarsa- le grondaie della casa, gli alberi ed i dintorni della piscina. Mi allontanai dal mio capolavoro -quale avevo impiegato una mezz'ora buona a produrre- complimentandomi con me stesso per l'ottima esecuzione; infine, andai a prendere le diverse fiaccole e, dopo averle sparse sul giardino e agli angoli della piscina, esclamai un caloroso ≺Si, cazzo.≻, estasiato per l'impegno che il sottoscritto ed Eric avevamo impiegato, il quale -per fortuna- si era rivelato un aiutante affatto pessimo.
‹Russ muoviti, hai solo venti minuti per prepararti!› l'urlo del mio compagno di stanza, dal piano superiore della casa, fu abbastanza per farmi scattare in direzione del bagno così che potessi fare una doccia rinfrescante ed allo stesso tempo rilassante -nonostante la velocità con cui l'ebbi compiuta- e ritornare in camera al fine di trovare il giusto abbigliamento per la serata. Aprii il cassettone dentro il quale -in maniera piuttosto accurata- erano riposti costumi su costumi, dai più tristi e monotoni ai più sgargianti e sbarazzini. Poiché l'avrei accompagnato da una semplice camicia bianca ed espadrillas -dannatamente comode- nere, andai alla ricerca di qualcosa di più bizzarro che avrebbe "adornato" la parte in cui il sole non batteva. ❝Nero, no. Giallo a pois verdi? Anche no. Azzurro con quadri blu? Banale. Rosso e arancio? Neanche.❞, continuai a frugare fino a quando non lo trovai: era sempre stato uno dei miei preferiti, non troppo sobrio, abbastanza decorato e senz'altro di buon gusto. Indossai un paio di boxer neri prima di infilarmi dentro le bermuda che da una tonalità di azzurro chiaro, andavano a curarsi fino a metà di un azzurro sempre più scuro, colore che poi veniva distaccato da una striscia bianca -con tanto di contorni viola- finendo così in un fucsia |...|

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◆ ᴀɴᴏᴛʜᴇʀ ᴘᴀʀᴛʏ? ɪ'ᴍ ʀᴇᴀᴅʏ﹣ɢᴇɴᴇʀᴀʟ sᴛᴀʀᴛ ᴀɴᴅ ʟᴀᴜʀᴇɴ 4ᴛʜ. ◆

|...| acceso. Orgoglioso della mia scelta, indossai subito dopo la camicia bianca in lino, arrotolando le maniche fino ai gomiti ed optando per lasciarla completamente sbottonata -la Lancaster avrebbe di certo apprezzato-. In conclusione, andai ad infilarmi le comode "ciabatte" e dopo essermi spettinato quanto bastasse i capelli -in modo da renderli più sbarazzini del solito- mi diedi un'ultima occhiata allo specchio, solo per constatare l'effettivo splendore che vi si rifletteva.
Il temporaneo narcisismo venne però interrotto dal suono del campanello d'entrata. Mi diressi fuori dalla camera e -dopo averla chiusa a chiave- scesi le scale ad un paio di gradini per volta così da raggiungere il pian terreno. p
Presi fiato ed adornando il volto del mio sorriso più invitante, poggiai la mano sulla maniglia, abbassandola ed incantando con lo sguardo le diverse ragazze -accompagnate anche da alcuni ragazzi- alla porta, ❝Che la festa abbia inizio.❞.
Una ventina di minuti più tardi, un'Audi modello q5, nera, andò a parcheggiarsi di fronte casa, dall'altra parte della strada. Aperte le portiere del guidatore e del passeggero, da essa notai uscire due figure alquanto familiari, caratterizzate da due chiome tra loro cromaticamente contrastanti. Mi armai del mio miglior sguardo seduttore osservandole percorrere il vialetto a braccetto, seguite a ruota da un Ryan Carte il quale, più che l'accompagnatore della Henderson, parve quasi il suo cagnolino bastonato che la seguiva a ruota. ≺Signore, vi vedo incantevoli questa sera.≻ m'affrettai a pronunciare con voce leggermente più calda del normale, afferrando la mano della biondina così da baciarne delicatamente il dorso. Non badai all'osservazione da lei fatta, fin troppo consapevole che, poiché non poteva fare a meno di sbavare col pensiero sul mio addome scoperto, tentava di ridicolizzarlo così che io, sentitomi a disagio, decidessi di infilarmi la maglietta ed estinguere ogni primordiale istinto da parte sua. Avrei volentieri rivolto il medesimo saluto anche all'amica se non fosse che ella, ritratta la mano, mi domandò con finta arroganza dove avrebbe potuto trovare l'alcool desiderato, sparendo alle mie spalle una volta indicatole la cucina, seguita a ruota dalla Lancaster. ≺Donna mestruata...≻ osservai sottovoce una volta che il mio amico giunse all'ingresso, affiancandomi, ≺...difficilmente si concederà a te questa sera.≻ conclusi dandogli una leggera gomitata, scoppiando in seguito a ridere pensando alla divertente ed imbarazzante scenetta.

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Il fatto che si programmi la loro storia in questa maniera trovo sia un po' triste. Russ è quindi destinato a Lauren poichè nessun'altra ragazza si è fatta avanti? Mi dispiace per lui, veramente.

| Oh beh. Non é che i pg siano stati creati di punto in bianco /solo/ per questo. Si é parlato tra noi player, convenendo che come coppia non erano affatto male - anche dagli andamenti delle role. Ovvio poi che si tende a shippare maggiormente una coppia se essa composta da attori che hanno recitato nel medesimo film / serie televisiva.
Non so cosa poterti dire poiché non penso in ogni caso che tu possa fornici (?) opzioni in certi versi migliori. Ripeto però, mi dispiace tu non faccia parte di quella schiera di persone che, al contrario, lì trova bene assieme.

AMO Russ. E' un Pg fantastico, anche se sinceramente non lo vedo molto con Lauren..... Va bene amici d'infanzia, ma questa cosa dell'amore mi sembra forzata.

| Amici d'infanzia? Temo tu abbia frainteso certi aspetti della loro storyline, confondendole magari con altre. Posso ringraziarti per la considerazione fatta su Russ ma mi dispiaccio che non rende la sua storia con Lauren. Magari più avanti lo farà, chissà. Temo di non poter cambiare di punto in bianco quel che da un po' si programma, considerando inoltre che non avrei altro di meglio a cui puntare poiché l'idea, di per sé, a me piace.

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