Ask @jjb273:

Cosa può rovinare la tua giornata?

Generalmente una delusione. Qualcosa che non funziona, qualcosa che ci si aspettava succedesse ed invece salta. Ma molto spesso è qualcosa di ancora più semplice e stupido. E’ incredibile quanto un piccolo dettaglio possa cambiare profondamente la sensazione di sottofondo di una giornata. Sono però convinto che questi accidenti di proporzioni infime altro non siano che la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. La mia sensibilità esasperata mi porta spesso inconsapevolmente ad assorbire l’energia dell’ambiente che mi circonda e catalizzarla. Così può crearsi un senso di malessere o di benessere pronti a essere scatenati da eventi casuali e di importanza secondaria. Parte di questa reazione istintiva dovrebbe essere incanalata e gestita, e su questo aspetto della mia personalità sto lavorando. Allo stesso tempo ritengo ingiusto ed improprio esagerare anche nel contenimento. Credo che l’obiettivo debba essere la capacità di vivere le sensazioni in modo non traumatico, incanalandole in un alveo grazie al quale possano essere evitati gli “effetti indesiderati” ma non solo, esse possano addirittura essere messe a frutto.

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A cosa non potresti mai rinunciare?

Alla libertà. Non assoluta, ovviamente, perchè la libertà esiste soltanto se esiste qualcosa che le si contrappone. Ma pur rientrando nelle regole della società civile, la libertà di dire, fare, pensare come voglio, essere me stesso. Credo che il modo migliore per farmi impazzire sia decisamente mettermi una camicia di forza. Neanche fisicamente riesco a sopportare la costrizione. Ho sempre adorato poter dire le cose scomode, anche perchè spesso le cose scomode corrispondeva semplicemente a dire una verità che nessuno voleva sentire. Ho sempre adorato fare le cose che volevo, anche se anomale, e la valle da cui provengo non ha mai avuto quel grado di apertura mentale da accettare o guardare con curiosità a cose che per un qualunque cittadino del mondo sono più che normali o semplicemente degne di attenzione e non di “scherno preventivo”. Ho sempre pensato diverso, molto prima che me lo dicesse Steve Jobs col suo slogan. Ho sempre rifuggito l’irregimentazione della mente e ho sempre perseguito l’utile pratica della visione mobile e fluida di una realtà multisfaccettata e polimorfica. Poi ho spesso sbagliato categorizzando troppo i risultati dell’elaborazione, ma questo è un altro discorso. Ora vivo in modo diverso e sono ben felice di potermi concedere di non fare ciò che non voglio fare. E spero di continuare a farlo.

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Cosa rappresenta per te un buon amico?

In modo veloce e semplice: una persona senza interesse a cui piaci per come sei. Che ti dà consigli quando vuoi ed anche quando non vuoi, che non ti "liscia", che è sincero e onesto ma non per questo incapace di darti un incoraggiamento anche se la situazione è difficile "per amore della verità". Che ti dà una mano e che non si risparmia, ma che ti lascia fare da solo se capisce che ti serve potertela sfangare senza aiuto. Che non ti tradisce, e soprattutto che c'è sempre, sia che le cose vadano bene sia che vadano male. Che ti ascolta e che cerca di capire invece di aspettare di parlare e di sparare sentenze sulla base della sua indiscutibile certezza. Tutto molto facile da dire e difficile da trovare, perchè la gente non può prescindere dal condannarti se non capisce o se sbagli o se sei incoerente o se non vedi le cose come loro o se non accetti le loro osservazioni. Insomma per essere un buon amico deve avere delle caratteristiche rare: interesse onesto verso di te ed il tuo benessere, onestà intellettuale, apertura mentale, comprensione, empatia.

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Il tuo peggior difetto? ;)

Il mio peggior vizio è cedere facilmente ai vizi. Allo stato attuale il primo nella lista è l'accidia, che è una vera e propria croce e delizia della mia esistenza. La procrastinazione può essere elevata a paradigma dell'esistenza e forse ci sto arrivando. Ma in generale il fatto è che ho un alto (forse troppo alto) livello di autoindulgenza. Sarà perchè mi voglio così tanto bene o perchè sono così stupido da non imparare niente dalle batoste che a volte prendo, quando mi allargo un pò troppo in quello che mi piace fare. Non lo so. Probabilmente questo approccio alle cose è aiutato da una visione della vita a breve/medio termine con un lungo termine considerato troppo nebuloso ed incerto per farvi affidamento o progetti seri. Ma fare e rifare le stesse cose che a volte ti hanno danneggiato non è certo simbolo di un'accesa intuitività o intelligenza. Ma quanto è bello in quel mmomento, e quanto piacere se ne ricava...

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Quanta paura hai di te stesso?

Tanta. Nel momento in cui ti rendi conto di non essere quello che pensi di essere stato per lungo tempo è come se un lampo abbagliante ti avesse reso cieco. Devi ricominciare a conoscere te stesso e le cose che ti circondano attraverso questo nuovo te, una alla volta, a tentoni, come un bambino. Ed allo stesso tempo non puoi pienamente ricominciare da capo perchè sai che non puoi fare a meno del riferimento della passata vita, non puoi evitare il confronto. E' uno snervante percorso ricostruttivo fatto di ascolto, percezione, sperimentazione, accettazione. Scopri che non sempre quello che ritenevi fosse il tuo comportamento naturale era davvero tuo: a volte una combinazione di condizionamento, richieste altrui ed arrendevolezza, altre solo testardaggine. Scopri che sei un altro, talora migliore di prima talaltra peggiore, ma soprattutto con tratti spesso completamente imprevisti che emergono spontanei. Questi fanno paura, più di tutti. E' come rovistare in una scatola nera: sai che se vuoi sapere cosa c'è dentro (e lo vuoi sapere!) devi metterci le mani, e non basarti solo sulle teorie astratte o su cosa "dovrebbe esserci" dentro in base alle aspettative altrui. Ma hai sempre paura di trovarci uno scorpione od un cobra... Quindi si, ho paura di scoprirmi inusitatamente reprensibile agli occhi della società (ma soprattutto ai miei), ed ho paura di scoprirmi spaventosamente diverso da com'ero perchè in un certo senso mi sono abituato a me. E ritrovarmi completamente mutato sarebbe assieme uno shock ed un addio ad un vecchio amico.

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Quale era la tua materia preferita a scuola?

Matematica. Precisa, determinata, non ambigua, codificata. Prevedibile, impeccabile. A lungo il procedere matematico è stato non solo un metodo di soluzione di problemi ma addirittura un modello di vita. che epraltro sono persino riuscito a realizzare. Per poi scoprire, molto tempo dopo, che anche il caos ha il suo bel gran perchè.

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Quale sport pratichi?

Nella mia giovinezza ho fatto molto movimento. Tennis, nuoto, sci, un pò di basket, corsa. Poi ho progressivamente abbandonato tutto all'aumentare degli impegni scolastici (e successivamente universitarii) e della pigrizia personale. Ora sto provando a ricominciare col tennis ed ho ricominciato a correre regolarmente. Ed ho scoperto come sia vero il detto latino "mens sana in corpore sano".

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Sei una persona molto ambiziosa?

Una delle poche cose che posso dire con sicurezza su di me è di non avere è un'ambizione smisurata. al massimo posso essere criticato per mancanza di ambizioni. Davvero non riesco a concepire persone che si struggono per avere fortune inenarrabili o raggiungere obiettivi impossibili. Ripeto, forse sono nel torto io a non pretendere nè chiedere niente di particolare dalla vita e da me stesso. Ma avendo ed avendo avuto tante cose, credo che più che concentrarsi su cosa si vuole avere (spesso inutilmente) sarebbe più utile valutare attentamente ciò che già si ha, e come mantenerlo. E ,magari farselo bastare. Come tutte le cose nella vita, l'ambizione è positiva in piccole quantità. Cum grano salis.

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Preferisci il giorno o la notte?

Decisamente la notte. E' quando il chiasso della vita quotidiana e della routine tace che rimani solo con te stesso, e con te stesso fai i conti. E' silenzio, è pensiero, è calma, è pace. E' perdono: "lo farò domani". E' uno spazio dedicato a quello che vuoi, un'oscurità che è il nero ddi una avagna dove finalmente puoi disegnare coi gessetti dell'immaginazione. E' mistero, è intrigo, è libertà, è passione. E' una metafora della vita dove niente è facilmente distinguibile. E' una magia che si perde dormendo.

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