❝ Mi sto trasformando
non in Tolstoj, ma in grassone,
mangio,
scrivo,
tonto dal calore.
Chi non ha filosofato sopra il mare?
L'acqua.
Ieri
l'oceano era maligno
come un diavolo,
oggi
è più mansueto
d'una colomba sulle uova.
Quale differenza!
Tutto scorre.
Tutto si trasmuta.
L'acqua
ha
il suo tempo:
ore di flusso,
ore di riflusso
Ma dalla penna di Steklòv
l'acqua
non si è mai ritirata.
Ingiusto.
Un pesciolino morto
galleggia solitario.
Pendono
le sue pinne
come alette ferite.
Galleggia da settimane,
e non ha
casa
né tetto
Ci viene incontro,
più lento del corpo d'una foca,
il piroscafo dal Messico,
mentre noi
vi andiamo.
Non è possibile altrimenti.
Divisione
del lavoro
E' una balena, dicono
Può darsi.
Una specie di Bednyj-pesce,
grosso tre bracciate.
Solo che Dem'jàn ha i baffi in fuori,
e la balena
in dentro.
Gli anni sono gabbiani.
Prendono il volo in fila,
e giù in acqua,
a impinzarsi di pescetti la pancina.
Sono spariti i gabbiani.
Propriamente parlando,
dove sono gli uccellini?
Io nacqui,
crebbi,
mi nutrirono con il poppatoio,
ho vissuto
e lavorato,
diventando vecchiotto...
Ed ecco anche la vita passerà
come sono passate
le isole Azzorre. ❞
— Vladimir Majakovskij, Filosofia spicciola su luoghi profondi
View more