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http://ask.fm/Frantumante/answer/120302064361 Giuro che, poi, per un po' la smetto... :)

Napoli è forse l'esaperazione degli aspetti positivi e negativi di tutta la Campania. Io abito in provincia di Caserta, ma riesco a sentire mia questa canzone.
Ho scelto "Napule è" di Pino Daniele (in questo video suona con un certo Eric Clapton).
"Napule è na carta sporc', e nisciun' se ne m'porta, e ognuno aspetta a' ciorta" (Napoli è una carta sporca, ma a nessuno importa, e ognuno aspetta la fortuna, cioè che le cose migliorino da sole), rispecchia a pieno una città dai "mille culure" (mille colori), che è "tutt' nu sunn'" (è tutta un sogno), ma che ha tanti problemi, che la rendono "nu sole amaro".
https://www.youtube.com/watch?v=iZlO0R6AbiUmanumanu21’s Video 121426636983 iZlO0R6AbiUmanumanu21’s Video 121426636983 iZlO0R6AbiU

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Avevo fatto questa domanda in passato, ma sono passati dei mesi. Non pensavo, ma sto amando andare in palestra, mi diverto, soprattutto al corso di zumba. Se ti va, parlami di qualcosa che hai scoperto da poco. Un libro, un film, una serie tv, una persona, un profumo, quello che preferisci.

LetyDarcy’s Profile PhotoLetizia
Questa canzone l'ho scoperta qualche sera fa. So che ti piace Vecchioni, spero sia di tuo gradimento. Dimmi poi cosa ne pensi. https://www.youtube.com/watch?v=xnslQaGKj44manumanu21’s Video 121204294071 xnslQaGKj44manumanu21’s Video 121204294071 xnslQaGKj44

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Ti giuro fisicamente forse non ti vedrò mai ma quanto ti tirerei dei gattini di piombo addosso quando fai le battute sul tea ti giuro madonna santa ghhhhh anzi chhhhhh, che è un gatto che soffia incazzoso, un gatto grasso non particolarmente credibile e grazie per aver risp al questionario sì? :>

WileWillFall’s Profile PhotoAtlas
È più facile che tu lanci un gatto di piombo o che un gatto di piombo lanci te? Avrei potuto scrivere "thè" invece di "te", ma non l'ho fatto, hai visto? HAI VISTO?
Minacciare altre persone con dei gatti è da "manuale della perfetta gattara", complimenti.
Allego una foto di te tra qualche anno:

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Ti giuro fisicamente forse non ti vedrò mai ma quanto ti tirerei dei gattini di

Oggi sono un grande punto di domanda, ho la sensazione di averne due al posto degli occhi. Senti mai di mettere a nudo involontariamente le tue emozioni? La trovi una cosa piacevole? Ti piace notare l'espressività di un volto quando lo guardi, o i sentimenti così esposti ti infastidiscono?

WileWillFall’s Profile PhotoAtlas
Sei un grande punto inTHÈrrogativo, dunque (perdonami, è più forte di me).
Più che una domanda, sembra un questionario, ma ok. ahahah
Ci sono stati sorrisi, nella mia vita, che non sono stato in grado di non ricambiare, urli di gioia che non ho saputo trattenere (quando segna la Lazio o la Nazionale ahahah), piccole lacrime che ho nascosto, ma comunque versato, anche per un film (addio per sempre immagine da macho, mi mancherai ahahaha).
Questo spesso ha delle ripercussioni: ad esempio, prima di un esame, l'ansia che lascio trasparire mi mette a disagio; inoltre, giocando a poker, anche se online ho bei risultati, so di non potermi misurare dal vivo (seriamente intendo), perché concederei tantissime informazioni agli altri al tavolo. Non che danzerei felice con una mano forte eh (ahaha), ma un giocatore live esperto capisce tanto da piccolissimi dettagli.
Per quanto riguarda l'ultima domanda (si intravede la fine ahahaha), credo che a nessuno piaccia una persona completamente impassibile, né una Barbara d'Urso, che fa finta di emozionarsi anche per il pannolino sporco del bimbo del vicino dei deficienti che sono ospiti alla sua trasmissione. Escludendo i due opposti dunque, ho imparato a non giudicare chi ha una maniera diversa dalla mia di mostrare ciò che prova: ognuno ha i propri tempi e un determinato modo di apririsi, e il fatto che essi siano diversi dai miei, non implica che non esistano sentimenti dall'altra parte.
Penso infine che essere scelti (e quindi, qualora sia il frutto di una scelta) come spettatori delle manifestazioni dell'interiorità altrui, sia un grandissimo onore, un privilegio, di cui esserne dunque fieri.
FINITO! ahahahaha

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Dite in questo spazio ciò che state trattenendo da troppo tempo. Altrimenti cancellate pure la domanda.

echidiechi’s Profile PhotoErica G. (Echoes)
Come al solito, lascio parlare la musica al mio posto:
http://vimeo.com/56724107
La canzone è "If you see her, say hello", famosa in Italia per la versione di De Gregori "Non dirle che non è così" (che ne è quasi una traduzione letterale). Le sono enormemente affezionato.
Non è un link di youtube, perché lì scarseggiano i brani originali di Bob Dylan, e i pochi presenti, sono letteralmente sommersi dalle migliaia di cover.
Tuttavia, questa non è la registrazione che possiedo io (che è anche più bella), ma almeno è la voce di Bob.
Dopo tutte queste premesse, buon ascolto. ahah

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Perché la solitudine ci attrae tanto, da volerne essere sempre avvolti?

"Però, sostanzialmente quando si può rimanere soli con se stessi, io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l’universo: dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addittura che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni, e, siccome siamo simili ai nostri simili credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri."
https://www.youtube.com/watch?v=i3k0oiypPHUmanumanu21’s Video 120571184567 i3k0oiypPHUmanumanu21’s Video 120571184567 i3k0oiypPHU
Stasera si risponde solo con Faber. haha

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"Vedi mai una stella cadere e non ricordi cosa desiderare?"

echidiechi’s Profile PhotoErica G. (Echoes)
L'appagamento è male, smettere di desiderare è la morte dello spirito. Bisogna godere di ciò che si ha e di quello che si è ottenuto, sicuramente, ma senza rinunciare ad avere nuovi sogni e voler migliorare se stessi. È un equilibrio difficile da trovare, ma raggiungerlo può condurre a un'esistenza meravigliosa.
Comunque no, anche negli attimi di felicità, ho avuto almeno (e sottolineo almeno) un desiderio: che durassero per sempre.
PS: gli Afterhours no, ti prego! ahahaha

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Io ti giuro sto piangendo, sei terriVile. Questa è l'ultima domanda che ti faccio perché 1) il tea freddo riscaldato non è più buono 2) ti ho minacciato a sufficienza! Buona serata, essere disumano!

WileWillFall’s Profile PhotoAtlas
1) Quindi non è come la minestra, che ogni volta che la riscaldi diventa sempre più buona?
2) Se minacci le persone, allora sei una gangsTÈ!
Questa è per te, non potevo non dedicartela: https://www.youtube.com/watch?v=Dqo730l_eCsmanumanu21’s Video 120022009527 Dqo730l_eCsmanumanu21’s Video 120022009527 Dqo730l_eCs
Ciao cara. ahahah

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Alla domanda "come stai?", normalmente, rispondi con sincerità, o mentendo?

Dipende da chi lo chiede, ovviamente. Il "come stai?" è una delle domande più frequenti che ci vengano poste e la maggior parte delle persone non è interessata alla risposta. Molti la considerano addirittura parte del saluto:
-Ciaocomestai. (Senza punto di domanda, perché non lo è.)
-Ciaocomestai. (Ovviamente si replica al saluto.)
La nostra risposta al "come stai?" ritengo che mostri al meglio il rapporto che abbiamo con chi domanda.
Il mio interlocutore determina la sincerità di ciò che dico, almeno in questa circostanza.

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In questi giorni, con le prime lezioni all'Università, ho riscoperto l'amore per lo studio. Cos'è che vi piace davvero studiare, che non vi pesa e che fate volentieri?

echidiechi’s Profile PhotoErica G. (Echoes)
Potresti prestarmi un po' di tutto questo amore, TI PREGO, SONO DISPOSTO A PAGARE. ahah
Diritto Costituzionale e Filosofia del Diritto, tra gli altri, li trovai molto interessanti. Non è che però io li abbia studiati volentieri, perché vedo qualsiasi argomento da imparare come un dovere. Ad esempio, al liceo mi piaceva la filosofia, però comunque mi seccava studiarla; ora però, che mi sono liberato da qualsiasi "vincolo", capita che legga per interesse il mio vecchio libro.

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« Ognuno di noi è schiavo di quel che dice, padrone di ciò che tace ». Cosa pensate di quest'affermazione? Secondo me è l'esatto opposto. Qual è invece la vostra opinione? Se non vi va, cancellate la domanda.

echidiechi’s Profile PhotoErica G. (Echoes)
Credo che questa citazione utilizzi dei termini troppo generici, e che quindi si presti a innumerevoli interpretazioni. Può benissimo racchiudere tematiche pirandelliane, teorie sull'incomunicabilità tra gli uomini e tanto altro ancora.
Penso di aver capito ciò che intendi. Affermi che siamo "padroni di ciò che diciamo" perché le parole espresse sono pur sempre conseguenti a un atto volontario, cioè quello della pronuncia; il che è vero, almeno la maggior parte delle volte (esistono pur sempre reazioni verbali involontarie). Al contrario, ritieni che "siamo schiavi di ciò che non diciamo", perché quello che pensiamo può lo stesso condizionarci; anzi, spesso lo teniamo per noi proprio a causa della grande influenza che ha sulla nostra vita.
Io ritengo che però l'autore si riferisse a un altro aspetto. Siamo "schiavi di ciò che diciamo", perché la parola detta, entrata in contatto con il mondo esterno, può comportare tanti di quei condizionamenti, da mettere i brividi. Chiaramente non mi riferisco solo all'obbligo (morale) di essere coerenti con ciò che affermiamo, ma anche a tantissime altre conseguenze, derivanti dall'esistenza di un qualcosa del quale non abbiamo più nessun controllo, ma che porterà sempre la nostra "firma". Però siamo "padroni di ciò che non diciamo", perché possiamo invece controllare quello che rimarrà comunque circoscritto nella nostra interiorità. Su questo avrei qualcosa da ridire, penso che nessuno di noi (o quasi) abbia il completo dominio sulla propria sfera interiore. Tuttavia, la seconda parte credo sia stata usata semplicemente per creare una contrapposizione che, oltre a dare maggiore enfasi al pensiero, rafforzasse il concetto della prima frase. Anche se mi piace ragionarci su, non dobbiamo dare troppa rilevanza alle citazioni (salvo rare eccezioni), sono spesso molto più semplicistiche di quanto possa sembrarci, e soprattutto difficilmente applicabili in assoluto, ma al massimo nella singola circostanza.

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Se metti il tea in un bicchiere va a finire che ti esplode in mano, attenzione :<

WileWillFall’s Profile PhotoAtlas
Non uccidermi, ma il solo tè che bevo è quello freddo, non lo metto nella tazza.
MA POI TU HAI FATTO TUTTO QUESTO CASINO PER QUALCHE ORA DI ASSENZA!?
Tra qualche anno...
Gaia lascia un biglietto sul tavolo:
"Figli miei, sono costretta a lasciarvi, delle gravi necessità non mi permettono di stare ancora qui. Non pensate mai che sia stata colpa vostra, ma soprattutto non pensate mai che la vostra mamma vi abbia abbandonati, io sarò sempre con voi. Con affetto, la mamma."
Dopo poche ore, Gaia rientra a casa.
I figli di Gaia (il maschio Jennifer e la femmina Pipino, conoscendoti): "Mamma, ma noi credevamo che fossi scappata, che ti fossi suicidata, abbiamo chiamato polizia, carabinieri, ospedali, parenti, amici. COSA CI FAI QUI!?"
Gaia: "Ma no, sciocchini, sono andata a fare la spesa."

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Quale vissuto racconta la tua mano?

Sto guardando la mia mano destra. Non è una mano da lavoratore, non possiedo calli, a parte uno sull'indice, che mi sono procurato perché ho l'abitudine di impugnare lo spazzolino da denti con troppa forza, infatti metto sempre un po' di carta sul manico. Ho le dita affusolate. Sto pensando a tutte le volte che mio padre mi ha detto che ho "le mani da pianista", e che dopo me le ha baciate. Ora, pianista nel mio piccolo lo sono, nel suo significato più umile. Ho il vizio di non tagliarmi mai le unghie e di farle crescere tantissimo. Mi danno molto fastidio le unghie lunghe mentre suono, ma la mia pigrizia è troppa. Ecco, anche le mie mani mi dicono che sono pigro. Mi viene in mente una volta in cui, giocando a calcetto senza maglia con i miei compagni, in un'azione di gioco graffiai un mio amico per sbaglio, è un'immagine che mi è rimasta impressa. Ripenso a quando questa mano è stata stretta da quella di un'altra persona, che accarezzava anche le mie odiate unghie lunghe. Noto che a vent'anni ancora non sono in grado di scrivere con una penna senza sporcarmi di inchiostro. Quando studio molto infatti, le mie mani diventano nere, perché dal liceo imparo un argomento attraverso la stesura di schemi e mappe concettuali.
Non credo nella chiromanzia, credo che le mani siano fatte per leggere il passato e capire il presente di una persona, non per prevederne il futuro.
Le tue domande sono sempre molto personali, però questi dettagli non mi mettono a disagio e non mi è dispiaciuto aprirmi. Ma confesso che una piccola voglia di pubblicare la foto di qualche cibo l'ho avuta anche stavolta! aahhahahaa

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