con ancora lo sguardo sul fratello che, ignorandola, si stava allontanando, Elaine sbuffò. quel ragazzo era incredibile. e si stava avvicinando al campo da basket. che diamine ci faceva al campo da basket? forse lo chiamavano "Chadwick" al campus.
solo quando vide il fratello salutare ed abbracciare qualcuno Elaine realizzò. era un ragazzo, /e che ragazzo/, che Aaron aveva così allegramente indicato prima. le labbra della ragazza si strinsero appena tra di loro, gli occhi a malapena spalancati: evidentemente questo Chadwick ed Aaron si conoscevano bene, a giudicare da come il fratello stava parlando allo sconosciuto. sconosciuto che, dopo poco, posò i suoi occhi su di lei. non riuscì ad identificare il suo sguardo, lo sentiva solo su di sé: cosa che la fece raddrizzare appena, mordersi distrattamente il labbro e giocherellare con una monetina abbandonata nella tasca del cappotto.
al suo "richiamo", però, la bionda alzò gli occhi al cielo. non mordeva? meno male, era il minimo. Elaine borbottò qualcosa, nemmeno lei stessa sapeva cosa nello specifico, e mosse i piedi in direzione dei due. sentì Aaron ridere, probabilmente rimproverarlo per qualcosa che aveva detto.
smise solo quando la sorella fu loro vicini, e si affrettò a fare le presentazioni. niente di entusiasmante, solo un "Elaine, Chadwick. Chadwick, Elaine" con annesse indicazioni. come se non potessero arrivarci da soli. la bionda rivolse un sorriso divertito, un po' addolcito, verso il fratello e scosse il capo.
«piacere»disse, rivolta al castano. sembrava avere, ad occhio e croce, la stessa età di Aaron ma era più alto, un po' più grosso e decisamente, decisamente più sudato. la ragazza fece molta, troppa, fatica a non lasciar cadere lo sguardo sulla canotta che gli si era appiccicata al corpo lasciando intravedere il fisico del ragazzo.
«molto, molto piacere»
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