Tokyo, Asakusa. Sera, notte. Primi di Agosto. Sul tetto dell'ostello, sdraiata su una panca di legno con 2 amici che ritengo fratelli, più che amici. La pancia delle nuvole era illuminata dalle luci voraci della città. Cadeva qualche goccia di pioggia. Il profumo del Sumida-gawa che scivolava, lentissimo, pochi metri oltre la ringhiera del parapetto. Noi in silenzio. Il rumore di un mondo brulicante e senza sonno, tutto intorno a noi. La consapevolezza di essere nel posto giusto. Nella casa del Cuore. Minuti di silenzio interminabili. Ricordo persino il rumore del sangue che mi scorreva nelle vene. Il mondo mi è apparso meraviglioso e immenso, per la prima volta. Avevamo appena saputo di Jasmine. Ero scossa, scossa al punto che ogni percezione era amplificata. Il mio cuore percepiva tutto come se fosse stata la prima volta ma non avevo paura. Lì, in mezzo a tutto ciò che avevo sempre sognato, col cuore in gola, ero felice e turbata. Una sensazione che non dimenticherò mai, per tutta la vita.
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