ɪғ ʏᴏᴜ ᴡᴀʟᴋ ᴛʜᴇ ғᴏᴏᴛsᴛᴇᴘs ᴏғ ᴀ sᴛʀᴀɴɢᴇʀ, ʏᴏᴜ·ʟʟ ʟᴇᴀʀɴ ᴛʜɪɴɢs ʏᴏᴜ ɴᴇᴠᴇʀ ᴋɴᴇᴡ ʏᴏᴜ ɴᴇᴠᴇʀ ᴋɴᴇᴡ. 02
⌙ ʙɪᴏ
L’infanzia di Lizzie procede come una qualsiasi, dove la bambina si trasforma lentamente in una ragazza. A differenza della sua famiglia, la fanciulla ha una predilezione per la solitudine: è lei a scegliere quando e come cercare compagnia della sua famiglia, o addirittura degli amici che si ritrova.
Il suo sguardo va oltre quello che le lande possono offrirle, desolate al punto che la sua via di esplorazione e fuga diviene la pittura. Elizabeth impara a raccogliere elementi dalla terra per generarne colori, tramite il web inizia a studiare i solventi, i pigmenti e crea quadri lungo le rocce delle vallate. La creatività esprime tutto ciò che lei, da sola, non riesce —e non vuole— esternare, al punto da divenire una passione. Negli anni di crescita il suo stile muta, demarcando nel mezzo delle pennellate la mancanza di un qualcosa di indefinito in lei, un pezzo mancante.
Cresce affiancata dai figli di Pocahontas, che si prestano senza indugio al suo carattere insolito per il luogo; in particolare modo la figlia, una bellezza dai capelli scuri e lunghi come la madre. Divenute adolescenti, le due finiscono per condividere la prima volta, che inizialmente spaventa la giovane Elizabeth, ma poi diviene il tassello per completare il puzzle. La sessualità repressa è un concetto che può rappresentare pienamente la decadenza, il desiderio, la fragilità del corpo umano; inizia a dipingere lei, nuda, su tela. Questi quadri non saranno accettati di buon grado dai genitori di entrambe, che cacciarono di casa Lizzie per aver prodotto tali oscenità: l’omosessualità non è naturale. Ferita, ma conscia di se stessa, la giovane donna sente di aver finalmente completato il suo scopo. Approfitta della piccola eredità lasciata dai genitori per cavarsela da sola per viaggiare, scostarsi in grande città come New York, Londra, Berlino, Roma e Barcellona, per esplorare l’arte passata, moderna e contemporanea e studiarla. Si appassiona in particolare modo al pittore e incisore austriaco Egon Schiele, che nelle proprie opere mette tutto il distruttivo erotismo umano.
Segue la sua scia pittorica, ma a proprio modo: si iscrive ad un accademia d’arte terminando così i quattrini per vivere, ma vince la borsa di studio per terminarla. Con il suo diploma e la sua rendita alla vittoria di un paio di concorsi, decide si investire ulteriormente su se stessa e decide di iscriversi a un college, seguendo infine il Disney. Non tornerà mai alla sua terra natia, speranza dei genitori qualora fosse rinsavita: fa della propria sessualità un’arma a doppio taglio, addirittura la propria identità.
( . . . )
L’infanzia di Lizzie procede come una qualsiasi, dove la bambina si trasforma lentamente in una ragazza. A differenza della sua famiglia, la fanciulla ha una predilezione per la solitudine: è lei a scegliere quando e come cercare compagnia della sua famiglia, o addirittura degli amici che si ritrova.
Il suo sguardo va oltre quello che le lande possono offrirle, desolate al punto che la sua via di esplorazione e fuga diviene la pittura. Elizabeth impara a raccogliere elementi dalla terra per generarne colori, tramite il web inizia a studiare i solventi, i pigmenti e crea quadri lungo le rocce delle vallate. La creatività esprime tutto ciò che lei, da sola, non riesce —e non vuole— esternare, al punto da divenire una passione. Negli anni di crescita il suo stile muta, demarcando nel mezzo delle pennellate la mancanza di un qualcosa di indefinito in lei, un pezzo mancante.
Cresce affiancata dai figli di Pocahontas, che si prestano senza indugio al suo carattere insolito per il luogo; in particolare modo la figlia, una bellezza dai capelli scuri e lunghi come la madre. Divenute adolescenti, le due finiscono per condividere la prima volta, che inizialmente spaventa la giovane Elizabeth, ma poi diviene il tassello per completare il puzzle. La sessualità repressa è un concetto che può rappresentare pienamente la decadenza, il desiderio, la fragilità del corpo umano; inizia a dipingere lei, nuda, su tela. Questi quadri non saranno accettati di buon grado dai genitori di entrambe, che cacciarono di casa Lizzie per aver prodotto tali oscenità: l’omosessualità non è naturale. Ferita, ma conscia di se stessa, la giovane donna sente di aver finalmente completato il suo scopo. Approfitta della piccola eredità lasciata dai genitori per cavarsela da sola per viaggiare, scostarsi in grande città come New York, Londra, Berlino, Roma e Barcellona, per esplorare l’arte passata, moderna e contemporanea e studiarla. Si appassiona in particolare modo al pittore e incisore austriaco Egon Schiele, che nelle proprie opere mette tutto il distruttivo erotismo umano.
Segue la sua scia pittorica, ma a proprio modo: si iscrive ad un accademia d’arte terminando così i quattrini per vivere, ma vince la borsa di studio per terminarla. Con il suo diploma e la sua rendita alla vittoria di un paio di concorsi, decide si investire ulteriormente su se stessa e decide di iscriversi a un college, seguendo infine il Disney. Non tornerà mai alla sua terra natia, speranza dei genitori qualora fosse rinsavita: fa della propria sessualità un’arma a doppio taglio, addirittura la propria identità.
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