ɪғ ʏᴏᴜ ᴡᴀʟᴋ ᴛʜᴇ ғᴏᴏᴛsᴛᴇᴘs ᴏғ ᴀ sᴛʀᴀɴɢᴇʀ, ʏᴏᴜ·ʟʟ ʟᴇᴀʀɴ ᴛʜɪɴɢs ʏᴏᴜ ɴᴇᴠᴇʀ ᴋɴᴇᴡ ʏᴏᴜ ɴᴇᴠᴇʀ ᴋɴᴇᴡ. 03
⌙ ʙᴏᴅʏ ɪᴍᴀɢᴇ
Alta un metro e sessantasette, il viso di Elizabeth è incorniciato da una frangia. Folti caapelli biondo rame le superano le spalle, morbidi e poco mossi, tra cui spiccano due cangianti occhi Hazel: tra il verde ed il nocciola, profondi e insofferenti. Ha labbra carnose naturalmente pescate, una carnagione pallida per la sua origine, ma abbronzata, impreziosita da piccole lentiggini che — come diamanti — si incastonano alla pelle liscia e morbida. Il nasino diritto e il volto arrotondato, quel che più importa sono le mani: ha dei calli alla falange del pollice sinistro, che utilizza come appoggio per il pennello. Le unghie curate, il vestiario semplice ma preciso, spesso e volentieri sui colori crema e del beige; utilizza tonalità più vivaci ed esasperate cerando opere, mentre lei si ritiene out of Colors, fuori dalla scala dei colori. Nel complesso appare come una giovane donna affascinante, maliziosa a modo suo.
In forma animale, il suo manto assume il colore ramato della chioma. Le unghie diventano scure e lunghe, la maschera candida e le striature caffellatte.
⌙ ᴘᴇʀsᴏɴᴀʟɪᴛʏ
Enigmatica ed impassibile, spesso la personalità di Elizabeth può essere descritta come solida, dura. Predilige la solitudine, se non compagnie scelte; in caso di attrazione, tira fuori una malizia che normalmente non le appartiene. Nonostante appaia a tratti scorbutica e di poche parole, possiede in sé un’ironia erudita e affilata, un’indole offensiva. La sensualità è un’arma su cui ripiega solamente nel momento del desiderio, prima ancora è l’intelletto a scalfire le superfici altrui. Intrigata dal mondo creativo, crede che vivere come i grandi artisti sia la chiave per comprenderli; in certi casi si presta a fumare, assumere chissà quali sostanze per vedere quel che loro intendevano del mondo. Ironicamente pensa di riuscirci, anche se si concede saltuariamente al male.
[ Le role approfondiranno. ]
⌙ ᴛᴏᴘɪᴄs
› Totalmente dipendente dal caffè, Lizzie ne è totalmente soggiogata. Ne beve a quantità industriali ogni giorno, portandosi in studio almeno due bicchieri d’asporto grandi e bollenti.
› La relazione con la figlia di Pocahontas terminò con il loro allontanamento, alla sua partenza. Non ebbero mai l’occasione per dirsi addio, stabilire cosa fosse rimasto di loro.
› Sa creare i materiali da sola, ma nel tempo si è affidata ai seguenti per la resa desiderata: acrilici e gouache, un composto simil tempera totalmente opaco, più resistete e stratificabile.
› Lavora part time alla galleria artistica ‘I colori del vento’, approfittandone per approfondire sull’arte contemporanea. Non ci potrebbe essere lavoro più adatto a lei, che si prende la briga di fare da cicerone ai turisti e sistemare gli archivi.
( . . . )
Alta un metro e sessantasette, il viso di Elizabeth è incorniciato da una frangia. Folti caapelli biondo rame le superano le spalle, morbidi e poco mossi, tra cui spiccano due cangianti occhi Hazel: tra il verde ed il nocciola, profondi e insofferenti. Ha labbra carnose naturalmente pescate, una carnagione pallida per la sua origine, ma abbronzata, impreziosita da piccole lentiggini che — come diamanti — si incastonano alla pelle liscia e morbida. Il nasino diritto e il volto arrotondato, quel che più importa sono le mani: ha dei calli alla falange del pollice sinistro, che utilizza come appoggio per il pennello. Le unghie curate, il vestiario semplice ma preciso, spesso e volentieri sui colori crema e del beige; utilizza tonalità più vivaci ed esasperate cerando opere, mentre lei si ritiene out of Colors, fuori dalla scala dei colori. Nel complesso appare come una giovane donna affascinante, maliziosa a modo suo.
In forma animale, il suo manto assume il colore ramato della chioma. Le unghie diventano scure e lunghe, la maschera candida e le striature caffellatte.
⌙ ᴘᴇʀsᴏɴᴀʟɪᴛʏ
Enigmatica ed impassibile, spesso la personalità di Elizabeth può essere descritta come solida, dura. Predilige la solitudine, se non compagnie scelte; in caso di attrazione, tira fuori una malizia che normalmente non le appartiene. Nonostante appaia a tratti scorbutica e di poche parole, possiede in sé un’ironia erudita e affilata, un’indole offensiva. La sensualità è un’arma su cui ripiega solamente nel momento del desiderio, prima ancora è l’intelletto a scalfire le superfici altrui. Intrigata dal mondo creativo, crede che vivere come i grandi artisti sia la chiave per comprenderli; in certi casi si presta a fumare, assumere chissà quali sostanze per vedere quel che loro intendevano del mondo. Ironicamente pensa di riuscirci, anche se si concede saltuariamente al male.
[ Le role approfondiranno. ]
⌙ ᴛᴏᴘɪᴄs
› Totalmente dipendente dal caffè, Lizzie ne è totalmente soggiogata. Ne beve a quantità industriali ogni giorno, portandosi in studio almeno due bicchieri d’asporto grandi e bollenti.
› La relazione con la figlia di Pocahontas terminò con il loro allontanamento, alla sua partenza. Non ebbero mai l’occasione per dirsi addio, stabilire cosa fosse rimasto di loro.
› Sa creare i materiali da sola, ma nel tempo si è affidata ai seguenti per la resa desiderata: acrilici e gouache, un composto simil tempera totalmente opaco, più resistete e stratificabile.
› Lavora part time alla galleria artistica ‘I colori del vento’, approfittandone per approfondire sull’arte contemporanea. Non ci potrebbe essere lavoro più adatto a lei, che si prende la briga di fare da cicerone ai turisti e sistemare gli archivi.
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