Izzie mi aveva proposto da farle da cavia per un ritratto, se così si può dire; così mi diressi in una delle tante aule d'arte a disposizione degli studenti ─ per essere più specifici, in quella che mi aveva indicato lei per messaggio. Quella sarebbe stata la prima volta in tutta la mia vita che
avrei posato nūda. Un po' mi vergognavo, ma ad un'amica non avrei mai potuto dir di no; inoltre ero curiosa. Ritenevo potesse essere un'esperienza diversa, stimolante. ‹ Ciao, Izzie; spero di non essere in ritardo. ›
( 🖌️ )
Da quando avevo spedito quel messaggio a Lily, quella mattina, non avevo fatto altro che mischiare colori. Guardavo la sua immagine profilo sui social per decidere quali tonalità associare alla sua pelle, alle sue labbra e i capelli ; ogni volta che avevo scelto una palette, cominciavo da capo. Avrei utilizzato la tecnica acrilica, le cui pennellate sarebbero state corpose e forti, come quello che volevo esprimere di lei. Una combattente dietro un corpo minuto, ma non per questo meno forte di altri.
Quando Lily entrò nell'aula indicata avevo ormai predisposto la mia scelta cromatica, decidendo all'ultimo che —se necessario— l'avrei adattata al momento. Alla fine, non avevo davvero bisogno di un vantaggio: avevo tutto il tempo che volevo.
‹ Lily, buongiorno. Non preoccuparti, anche se fosse avevo perso la concezione del tempo. ›
Mi sgranchii la voce con un profondo mugolio, solo allora mi accorsi che la mano sinistra era soggetta ad un tremolio. Ero curiosa, ad essere sincera. Ero tremendamente curiosa di vedere Lily /oltrepassando/ quello che già conoscessi. Che poi il corpo umano avesse i suoi effetti indesiderati, era una conseguenza studiata: ma l'arte non poteva esistere o essere provocatoria senza andarci incontro. Mi avvicinai alla mia amica, scostandole amabilmente le ciocche di capelli dietro le orecchie. Volevo che il viso si vedesse bene, protagonista di molte mie opere.
‹ Dovresti posizionarti sulla pedana lì, nel centro della sala. Se dovessi sentirti a disagio o dovesse venirti un crampo stando ferma non esitare a dirmelo, d'accordo? Non sono /ancora/ un aguzzino. ›
+31 answers
Read more
( 🖌️ )
Da quando avevo spedito quel messaggio a Lily, quella mattina, non avevo fatto altro che mischiare colori. Guardavo la sua immagine profilo sui social per decidere quali tonalità associare alla sua pelle, alle sue labbra e i capelli ; ogni volta che avevo scelto una palette, cominciavo da capo. Avrei utilizzato la tecnica acrilica, le cui pennellate sarebbero state corpose e forti, come quello che volevo esprimere di lei. Una combattente dietro un corpo minuto, ma non per questo meno forte di altri.
Quando Lily entrò nell'aula indicata avevo ormai predisposto la mia scelta cromatica, decidendo all'ultimo che —se necessario— l'avrei adattata al momento. Alla fine, non avevo davvero bisogno di un vantaggio: avevo tutto il tempo che volevo.
‹ Lily, buongiorno. Non preoccuparti, anche se fosse avevo perso la concezione del tempo. ›
Mi sgranchii la voce con un profondo mugolio, solo allora mi accorsi che la mano sinistra era soggetta ad un tremolio. Ero curiosa, ad essere sincera. Ero tremendamente curiosa di vedere Lily /oltrepassando/ quello che già conoscessi. Che poi il corpo umano avesse i suoi effetti indesiderati, era una conseguenza studiata: ma l'arte non poteva esistere o essere provocatoria senza andarci incontro. Mi avvicinai alla mia amica, scostandole amabilmente le ciocche di capelli dietro le orecchie. Volevo che il viso si vedesse bene, protagonista di molte mie opere.
‹ Dovresti posizionarti sulla pedana lì, nel centro della sala. Se dovessi sentirti a disagio o dovesse venirti un crampo stando ferma non esitare a dirmelo, d'accordo? Non sono /ancora/ un aguzzino. ›