Essendo sia umana che animale, avevo un'istintualità molto forte; passavo dall'essere timida all'essere spavalda in poco tempo, senza ragionarci troppo e viceversa. Dal momento che mi aveva detto di prendermela con comoda, impiegai dieci minuti buoni per prepararmi psicologicamente / e / spogliarmi;
indumento per indumento, fino a rimanere completamente ed irrimediabilmente nūda. Abbandonai l'appendiabiti, dirigendomi verso quel piccolo piedistallo. Scaliti i scalini, rimasi lì, impacciatissima, in cerca di direttive. ‹ Voglio essere sincera con te: ho sempre detestato il mio corpo... Possiede delle curve inesistenti, ma confido nella tua bravura e sono certa che, pennellata per pennellata, riuscirai a farmelo vedere con occhi diversi. ( ... ) C'è qualche posa in particolare che dovrei adottare? ›
( 🖌 )
Mi sarebbe piaciuto ammettere di non aver avuto l’istinto di guardare mentre, lentamente, Lily si stava spogliando. Per quanto evitassi la sessualizzazione, non poteva desistere totalmente dall’erotismo: avevo scelto questo soggetto come espressione, il tassello mancante alla società che lo condannava, contemporaneamente esaltandolo. Trattenni il respiro mentre cercavo di concentrarmi sul fissare la tela al cavalletto, scostando il chiodo dietro di esso e stringendo i pioli ai lati. Quando Lily fu pronta, piegai il quadro a tre quarti da lei e me ne misi parallela, ma più che le sembianze da lei adottate ne osservai il viso intimidito.
‹ Spoiler: nessun corpo è perfetto, ma al contempo ognuno lo è. Il tuo, Lily, può parlare più di tanti altri. Per questo che ho chiesto a /te/ di posare, non ad un’altra modella. ›
Ero convinta delle mie parole, sempre più man mano che mi uscivano dalla bocca. Quando dipingevo un mio progetto era perché volevo che comunicasse, non dovevano soltanto soffermarcisi davanti. Dovevano leggere la storia dipinta dietro, che io avrei scritto in ogni pennellata. Impastai il colore con le setole per ammorbidirlo, poi appoggiai la tavolozza su un sostegno per avvicinarmi a lei. Le accarezzai le spalle nude con le mani, in un tentativo di rassicurarla. Speravo di riuscirci, anche se non ero molto espressiva ; per questo non ero mai un mio soggetto. Lei, invece, era perfetta. Sentivo provenire tante parole dalla sua carne, che per poco non fui io ad appesantire il respiro stavolta.
‹ La posa deve essere quella che ti fa sentire te stessa, senza nasconderti. Se può farti sentire meglio, Lily, sappi che sei una bomba. ›
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Mi sarebbe piaciuto ammettere di non aver avuto l’istinto di guardare mentre, lentamente, Lily si stava spogliando. Per quanto evitassi la sessualizzazione, non poteva desistere totalmente dall’erotismo: avevo scelto questo soggetto come espressione, il tassello mancante alla società che lo condannava, contemporaneamente esaltandolo. Trattenni il respiro mentre cercavo di concentrarmi sul fissare la tela al cavalletto, scostando il chiodo dietro di esso e stringendo i pioli ai lati. Quando Lily fu pronta, piegai il quadro a tre quarti da lei e me ne misi parallela, ma più che le sembianze da lei adottate ne osservai il viso intimidito.
‹ Spoiler: nessun corpo è perfetto, ma al contempo ognuno lo è. Il tuo, Lily, può parlare più di tanti altri. Per questo che ho chiesto a /te/ di posare, non ad un’altra modella. ›
Ero convinta delle mie parole, sempre più man mano che mi uscivano dalla bocca. Quando dipingevo un mio progetto era perché volevo che comunicasse, non dovevano soltanto soffermarcisi davanti. Dovevano leggere la storia dipinta dietro, che io avrei scritto in ogni pennellata. Impastai il colore con le setole per ammorbidirlo, poi appoggiai la tavolozza su un sostegno per avvicinarmi a lei. Le accarezzai le spalle nude con le mani, in un tentativo di rassicurarla. Speravo di riuscirci, anche se non ero molto espressiva ; per questo non ero mai un mio soggetto. Lei, invece, era perfetta. Sentivo provenire tante parole dalla sua carne, che per poco non fui io ad appesantire il respiro stavolta.
‹ La posa deve essere quella che ti fa sentire te stessa, senza nasconderti. Se può farti sentire meglio, Lily, sappi che sei una bomba. ›
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Lily.
+31 answers in: “Izzie mi aveva proposto da farle da cavia per un ritratto, se così si può dire; così mi diressi in una delle tante aule d'arte a disposizione degli studenti ─ per essere più specifici, in quella che mi aveva indicato lei per messaggio. Quella sarebbe stata la prima volta in tutta la mia vita che”