Il tempo sembrava essersi fermato. Avevo perso il conto dei secondi, minuti e forse era persino passata un'ora da quando mi ero gelata in quella posa. Lo sguardo intenso di Izzie non aiutava. Deglutii, sistemandomi nuovamente una ciocca dietro l'orecchio, / inconsciamente / civettuola.
Normalmente all'interno dell'aula che mi faceva da studio avevo il controllo su ogni cosa, a partire dal tempo. Stavo facendo il mio lavoro e senza fretta, come sempre ; ma rallentavo. A intervalli irregolari sbattevo le palpebre più volte di fila —come se fossi stata accecata per un secondo— o esitavo su una pennellata, fermandomi ad osservare più volte un tratto della sua struttura come se si fosse mossa. Era immobile, lo sapevo, ma ero accecata da un pensiero che, lentamente, si faceva largo nella mia testa. Sapevo che Lily fosse bella, me ne ero resa conto conoscendola ; ma la stavo /guardando/ più del solito e questo sembrava giocare contro di me anziché favorirmi. Per questo, dopo una serie di respiri affaticati, affiancai la mano sinistra al mio di orecchio, fermandoci sopra il pennello che stavo utilizzando per i punti luce del volto. Avevo appena creato la corposità di una spalla e delle gote, ma il lavoro andava scandito nel tempo: con l'istinto animale che giocava contro di me e io consapevole di esso, avevo fatto abbastanza. Quando abbassai lo sguardo all'orologio da polso fui quasi sorpresa nell'osservare fosse trascorsa un'ora e mezza. In due colpi di tosse mi schiarii la voce, come se dovessi pulirmi dai pensieri che la mia testa aveva prodotto.
‹ Direi che possiamo fare una pausa, se /ti va/. Come ti senti? ›.
‹ Direi che possiamo fare una pausa, se /ti va/. Come ti senti? ›.
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Lily.
+31 answers in: “Izzie mi aveva proposto da farle da cavia per un ritratto, se così si può dire; così mi diressi in una delle tante aule d'arte a disposizione degli studenti ─ per essere più specifici, in quella che mi aveva indicato lei per messaggio. Quella sarebbe stata la prima volta in tutta la mia vita che”