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Il suo corpo tremava, disteso su un freddo suolo, in un angolo, con la schiena poggiata al muro, dopo l'ennesima tortura: la sua pelle graffiata, tagliata, smembrata, fiotti del suo stesso sangue in bocca, le grida raggelanti, che però, non sembravano far alcun effetto alla figura in piedi dinanzi a lui, che rimaneva impassibile.
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Nel bel mezzo del nulla, disteso su una barella sporca, circondato dal buio, oggetti affilati penetravano ogni parte del suo corpo & la cosa peggiore era che prima o poi sarebbe guarito, quindi quella tortura non avrebbe mai avuto una fine.
L'artefice di tutto ciò non aveva un volto, erano infiniti quanto il dolore che provava— era sempre una persona differente ; quell'incubo gli rammentava il suo orrendo e ormai lontano passato : l'amore perduto, il fratello, il padre, chiunque lui avesse deluso e ferito , tutti desideravano il suo dolore più di qualsiasi altra cosa, e proprio quando quest'ultimo arrivava inaspettato e lo logorava mentalmente & fisicamente, si ritrovava ad essere solo.
Damon lanciò un ultimo grido prima di perdere nuovamente conoscenza ; il dolore, la tortura, gli avevano portato via il respiro, era rimasto disteso su quella barella per lunghe ore , ed anche se non aveva realmente bisogno d'aria, si sentiva come se stesse sprofondando in un oceano senza fondo.
Cosa successe dopo era piuttosto confuso: vi fu un breve sospiro e poi le forze lo abbandonarono.
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