Ask @zvguelte686:

Non sono esoso, ma adrenalinico si sarebbe potuto definire uno scorcio nell'ambiente giudiziario, mondo in cui si raccoglie una vittoria con la sola espressione linguistica, a volte.

Certo, l'abilità oratoria in dibattimento impressiona diversamente, ma se l'onere della prova è a carico dell'accusato e non hai evidenze concrete che ti discolpino, un bella arringa non ti leva la condanna.
Purtroppo ciò che dici è vero più nei film che nella realtà, secondo me.
Comunque, banalmente, anche un sacerdote che fa una bella omelia fa un buon uso della parola.
Anche il mister di una squadra se usa la parola per fini motivazionale.
Mi blocco sempre un po' sui tuoi inizi. Non sono esoso ma adrenalinico, dovrebbe ricordarmi qualcosa?

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+2 answers in: “Una foto vale mille parole, ma basta una frase per annientare una persona.. ti trovi in contrasto con la massima?”

Restavo unicamente intenzionato a capire un punto di vista, per ciò che riguarda il confronto fra due strumenti mediatici: le singole immagini e le sole parole. La frase espressa indicava meri esempi della potenza di ognuno dei due mezzi.

Infatti ho detto solo che la frase non mi quadrava come unico pensiero. Non stavo facendo polemica :)
Sono comunque due mezzi, potenti, immagini e parole.
E tra i due io trovo più efficaci le seconde.
Poi dipende, anche questa volta, dal contesto.
Se mi parli di comunicazione tra persone oppure di advertising, la risposta può avere sfumature diverse.
Però ho cercato comunque di darti una mia opinione su entrambi gli esempi che hai citato. Ma se sono stata troppo generica chiedi pure.

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+2 answers in: “Una foto vale mille parole, ma basta una frase per annientare una persona.. ti trovi in contrasto con la massima?”

Una foto vale mille parole, ma basta una frase per annientare una persona.. ti trovi in contrasto con la massima?

Non credo che i due periodi facciano parte della stessa citazione perché sembra scollegata l'avversativa, ma sono un po' pigra per cercarla.
Sono in parte in contrasto e in parte d'accordo.
"Una foto vale mille parole" io la userei al limite come slogan per vendere una reflex.
Apprezzo moltissimo i lavori di diversi fotografi, sia in campo comunicazione e marketing, sia artistico, ma, fuori da questo ambito, e cioè nelle relazioni che appartengono alla vita vissuta, se la forza di un'mmagine supera quella delle parole, forse allora le parole non hanno abbastanza contenuti/forza.
Per come percepisco io la comunicazione tra persone.
Che poi mi rendo conto che il mio pensiero sia esattamente il contrario di quello che passa ogni giorno: inondati di foto, proprio. Eppure mi sfugge la spontaneità, in tutto ciò. Non c'è una contraddizione interna nella scelta dello scatto perfetto, nell'uso di filtri e nell'editing? Una foto artefatta vale cosa? Mille artefatti concetti e pensieri?
Chi lo sa.
"Basta una frase per annientare una persona".
Oh, anche molto meno, basta una sola parola a volte. Ti asfalta.
C'è poco da fare, secondo me le parole sono strumenti più potenti, per questo vanno usate e soppesate con attenzione. Dovremmo assumerci la responsabilità anche solo di un semplice sorriso stroncato.
Per non dire di quando diventano lame, di quelle come kriss malesi, ondulate come serpenti, affilate da entrambi i lati, che lacerano la carne in modo da non potersi rimarginare.
Certe poi sono terribili perché hanno l'eco. Cioè, stranamente, anche se vengono dette secche e non ripetute, hanno il rimbombo che le moltiplica nella mente. Nel tempo. E a distanza continuano a fare male, anche se il loro tempo è passato.
Però per fortuna, vale anche il contrario: se le usi bene hanno un potere benefico senza paragoni. E allora in una sola parola ci può stare dentro tutto l'ottocento russo e una sera di novembre, seduti tra le foglie a cercare Orione nel cielo.(semicit.)

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Lo adoro!

Zanzi
:)💕
Contrastanti coltri:
criogeniche creature
di cristalli increduli,
molti ma singoli,
unici e autentici,
irripetibili incanti
nati da istanti
legati da legami
leganti
poi presto più lenti,
languidi e liquidi,
e
cieli notturni
noncuranti di nubi,
puntati di luci,
infinite con tempi finiti,
instabili ma infallibili
indicatrici di rotte certe,
eppure incrinate
di incerti e brevi
brividi umidi
di brillante brina.
Se gliela rappo secondo te Babbo Natale che pensa?
😅

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+2 answers in: “Cosa vuoi per Natale?”

Ti senti felice?

∞Centonovantesimi
Mi sento un po' stanca.
Dovrebbero istituzionalizzare un periodo di letargo breve, di una quindicina di giorni.
Mi stupisco che a nessuno sia venuta ancora in mente questa possibilità.🙄
"Felice" io non lo vedo tanto come una "sensazione" ma piuttosto come uno stato mentale, un modo di vedere e guardare la vita in cui sei o sarai.
È diverso da essere "contenta" che è più qualcosa legato un momento statico, una situazione singola e fine a se stessa.
Felice è un percorso, la voglia di cercare e aprirsi. Andare a curiosare un po', qua e là nell'intorno e nell'oltre, dove qualcosa di bello si trova sempre se sai guardare bene.
E in questo senso sì, io sono felice.
:)🌸

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Buonasera ❀ oggi partiamo con una domandina un po’ strana, l’idea mi è venuta stamattina mentre assistevo ad una lezione universitaria. Conoscete il complesso di Edipo? Se è così, vi ricordate di averlo vissuto?

Cami
Ciao Cami :)🌸
Ti direi di no, almeno per ciò che so io sul complesso di Edipo.
Ho sempre visto i miei genitori come due figure con un'identità e un ruolo proprio; ma non alternativi o preferibili uno all'altra. Tra l'altro erano perfettamente allineati nell'approccio nei nostri confronti quindi erano altrettanto aperti nel concederci opportunità e spazi ma ahimè ugualmente demanding nell'educazione prussiana; quindi non c'era quello inflessibile e l'altro che invece rappresentasse la scorciatoia, meh 😅.
Inoltre, avendo la stessa carriera, la loro presenza, o non presenza fisica, era quasi sempre contemporanea.
Poi non so, forse perché pur essendo comunque tanti in casa, davano a ciascuno di noi quattro tempo e attenzione in esclusiva, non ho mai provato eventuali gelosie o preferenze sia verso di loro, sia collegate ai miei fratelli.
Però guarda, se penso agli anni di vita in cui si manifesta il complesso di Edipo, devo dire che la mia testa era anche talmente tanto curiosa verso l'esterno e così impegnata in tante altre battaglie e agguati (😅) che forse non avrei nemmeno avuto il tempo per maturarlo.😅
Ho semplificato molto l'argomento della tua domanda che so essere più articolato di così, ma ho un po' di diffidenza su ciò che codifica troppo la mente e i comportamenti. Non è riferito a te ovviamente :) ma alle materie in sé.

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Mi spiace che il tono della domanda sia stato frainteso. Se così è stato ho mancato di qualità, sicuro. Non intendevo essere impositivo; mi interessava davvero conoscere il tuo punto di vista sulla "qualità", semplicemente perché ritengo che dal punto da dove guardi tu si vede molto bene.

No, affatto.
Mi è arrivata esattamente come la intendevi.
Forse mi sono espressa male io, ma ho scritto il contrario, cioè che hai chiesto con educazione e senza usare l'imperativo.
Probabilmente mi sono un po' incartata, ma è che non volevo essere troppo generica. Così ho usato il testo della tua domanda per cercare in essa elementi che ritengo comuni a ciò che ha "qualità", in vari campi.
Poi non so se ho risposto in modo chiaro o no.
C'è un po' di foschia ultimamente dalla mia postazione, però grazie per la fiducia :)

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Buongiorno Leggo che parli di "qualità". Vuoi dare la tua interpretazione della qualità?

Buongiorno :)
Uso la tua domanda per risponderti.
Veramente hai letto?
C'è qualità in questo. Perché hai usato il tuo tempo anziché lasciarlo correre, perché dal superficiale sei sceso dentro a un contenuto.
Hai aspettato, elaborato un pensiero, aspettato di nuovo e lo hai espresso. Con consapevolezza, costruendolo, non buttando a caso un po' di parole, che tutti possediamo. Hai usato le tue e le hai rese produttive.
Forse tu hai un concetto tuo di qualità, ma non lo hai considerato corretto in senso assoluto. Hai chiesto, ti confronti, e magari userai nuove informazioni per aggiustarlo, migliorarlo smussarne gli spigoli.
Infatti qualità è lavorare su una dotazione di base per renderla migliore, più completa e più armonica.
Lo hai fatto senza aggiungere inutili orpelli: un nome, un'immagine o altro che distolga l'attenzione del fulcro.
La qualità è sostanza, non ha bisogno di trucco, parrucco o accessori.
E senza usare l'imperativo. Perché la qualità non necessita di essere imposta, chi la vede la accoglie.
Anche l'educazione e il modo sono requisiti della qualità.
Però...
Però... manca un segno di punteggiatura. Ahia.
Questo non è qualità. Perché la qualità richiede studio, attenzione, revisione e cura.
Ma adesso lo sai e servirà per la prossima volta. La qualità secondo me si raggiunge col tempo.
Lo so che mi sono "appoggiata" un po' per risponderti.
Ovviamente non era un discorso personale con te.
Però era talmente decontestualizzata che avrei scritto una generalizzazione. Che non è qualità.
A volte sono più smart, oggi ho interpretato così :)

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A chi faresti cantare/scrivere la colonna sonora della tua vita?

Nasce, cresce, Pippo
Questa domanda mi ansia un po' Pippo, perché mi fa pensare a qualcosa di postumo 😅.
Secondo me non c'è musica totalmente bella o totalmente brutta.
Però c'è la qualità :)
Come per le persone.
Per cui se dovessi scegliere un una bella voce, sarebbe Beyoncé, una sonorità tipo Halo.
A livello strumentale invece David Gilmour, perché mi merito uno bravo :)
Metto la parte dell'assolo che è già lunga di suo, tanto nessuno ascolta nove minuti di canzone ormai.
Te la lascio per quando torni dall'Inps.
High Hopes anche a te :)🌸
https://m.youtube.com/watch?v=m9ohBMozCzIzvguelte686’s Video 163551295280 m9ohBMozCzIzvguelte686’s Video 163551295280 m9ohBMozCzI

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FORSE, ESSENDO LA PIÙ PICCOLA, TI HANNO ACCOLTA PROPRIO PERCHÈ FEMMINA. HO SENTITO ALTRE VICENDE SIMILI RIGUARDANTI LA SORELLINA MINORE. UNA L'HO VISSUTA, DICIAMO, DA VICINO.

Angelo 01
Probabile, però va detto anche che non problemizzavo e davo il mio contributo 😅.
Ma secondo me anche perché servivo ad ottenere le attenuanti generiche quando ci beccavano. Siccome le punizioni erano uguali per tutti e quattro, se venivano tarate su di me non erano troppo severe alla fine.😁

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+3 answers in: “Qual è la cosa più avventurosa che hai fatto nella vita?”

Qual è la cosa più avventurosa che hai fatto nella vita?

facondia
Difficile dire una sola cosa, perché ogni anno ha avuto le sue, o perché mi ci sono trovata, o perché me le sono cercate.
Forse la più bella è quella che mi fa ridere il cuore ogni volta che ci penso: nascere ultima, e in perfetta sintonia mentale con tre fratelli.
Menti criminali finissime, ti direi.
Che mi hanno coinvolto in imprese folli e anche un po' rischiose a ripensarci, fatte di sfide e di agguati, di trappole, alcool, fuoco, corde, bici, moto, miccette, raudi, colle, fucili ad aria compressa, cadute, scalate, sotterranei, rifugi, sparizioni di mattina presto e riapparizioni per ora di cena.
Essere a casa tutti e quattro contemporaneamente era una sciagura per chiunque dovesse guardarci, ma per noi, la meraviglia 😁.
E la cosa davvero bella per me, è che mi hanno coinvolto sempre, anche se ero più piccola di loro e femmina; e nonostante fossi l'anello debole della catena omertosa.
Quella che quando venivamo scoperti, non riusciva mai a fare una poker face credibile.😅

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Hey hey hey, oggi vorrei questo: pensa a te stesso per come stai ora, associa una parola e spiegami la scelta. Se ti va, associa una parola anche a me, in base alle informazioni che hai o semplicemente seguendo l'ispirazione, e motiva. Bacini babe

Betty
"Faremo grandi cose".
Non è una parola ma è quello che mi dico ogni mattina allo specchio. Quindi per me va benissimo.
È un po' ironico, ma ti spiego.
Io ho la sveglia alle 7:10, senza paracadute, cioè niente seconda sveglia. Per cui se non trovo la forza di alzarmi, è grigissima.
Ma quando arrivo davanti allo specchio, mi faccio un sorriso storto simpatico, alla Al Pacino, tipo così "😏" e mi dico: "Ehi, faremo grandi cose".
Sognare è gratis, hai visto mai...😅.
"Partiamo".
È la parola per te. Non detta da me, ma da un chissàchi a tua scelta, o anche casuale.
Però penso che ti farebbe felice sentirla, per come ti immagino io.
Credo che andrebbe bene un "partiamo" anche non fisico, di testa o di cuore, purché ti porti altrove per un po', mica per sempre. Con le tue cose preziose, se possibile.
So che non è una parola che ti definisce, ma pensando a te mi veniva in mente più un porte bonheur :)
Però il sorriso storto secondo me lo fai bene anche tu.
Budini anche a te 🍮.

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In questo mondo social ci sono sempre numerosi argomenti dal più originale al più noioso! Trovi priva di contenuti una persona che fà del sesso il suo argomento principale?

marcellino
Quando parli di qualcosa, non sei mai privo di contenuti.
I contenuti parlano di te, però.
E non è uno degli argomenti di cui io parlerei con chiunque o su cui personalmente mi soffermo troppo in pubblico.
Ognuno può fare ciò che ritiene più in linea con i propri interessi però.
Se a me un argomento stufa o disturba, non leggo.
Tuttavia, non fare caso al mio parere che magari è un po' di nicchia.
Pensa che quando mangio i chupa chupa, io li spezzo coi denti anziché succhiarli, per dirti.
E non mi piace il sushi.
E ritengo la Nutella sopravvalutata.
Vivo proprio in un mondo mio.😅🌸

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Hey hey hey, stasera carta bianca, ti chiedo solo di scrivere.

Betty
La tua domanda sui soprannomi mi ha fatto venire in mente una leggenda che chi va per mare conosce.
La leggenda dice che mai si può cambiare nome a una barca, perché, se venisse fatto, la sventura si abbatterebbe su quello scafo e sul suo equipaggio e l'ira del mare li travolgerebbe.
La ragione di questa credenza risiede nel fatto che ogni barca, quando viene varata, entra non solo nei flutti marini, ma anche, col proprio nome, nel Registro delle Profondità tenuto da Poseidone, dio degli abissi, che associa in modo indissolubile l'anima della barca a quell'identità.
Nessun velista si azzarderebbe a suscitarne l'ira, perché sa che va rispettosamente temuto.
Ma se proprio dovessi decidere di correre questo rischio, cosa che ti sconsiglio, allora c'è un rituale da compiere affinché il vecchio nome venga cancellato dai registri e dalla memoria di Poseidone.
E dopo aver fatto questo, un altro rito di invocazione deve essere compiuto nei confronti delle divinità dei venti, Borea, Zefiro, Euro e Noto, per ottenerne la benevolenza.
Per brevità non ti racconto l'intera procedura. Sappi che esiste una pratica molto più breve che consiste nell'infilare un biglietto col vecchio nome alla base dell'albero maestro e nel far tagliare la rotta per tre volte da una barca amica, per neutralizzare la malasorte.
Ma non mi fiderei.
Per contro, io cambio sempre nome alle persone. Nel senso che non uso quello dell'anagrafe ma a ciascuno ne do uno di fantasia, a mia scelta. Però esclusivo.
Questa cosa la faccio da sempre e devo averla ereditata dalla mom, solo che lei usa solo nomi propri.
La mia più cara amica, Claire, in realtà si chiama Bianca, ma da quando aveva due anni per la mom è Claire. Perchè non Blanche? tu mi chiederai. Non lo so, però lei stessa spesso si firma Claire e ci si sente bene.

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Avete mai costruito il vostro muro di protezione? Questo muro nella realtà non esiste, è solo frutto della vostra immaginazione. Da cosa vi difendete? O cosa tenere rinchiuso al suo interno? Domanda personale, se non volete rispondere posso capire.

Ronny
I muri no Ronny, perchè sono permanenti.
Ed è sbagliato sempre, tirarne su, perché non fanno né entrare né uscire.
Finisce che magari ti proteggono però inevitabilmente ti levano qualcosa.
Per cui io sono più da ponti mobili.
Non ho un motivo particolare e specifico per usarli.
Alle volte è per difesa.
In altri casi per priorità che non si possono lasciare indietro.
O quando vedo qualcosa che non mi piace e non devo per forza guardare.
Perché in certi casi fa meno male.
Oppure perché proprio non si può e allora è meglio così.
🍀🌸

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‘’Ho imparato a mie spese che spesso per essere forti bisogna praticare la leggerezza’’ - Gio Evan Cosa ne pensate di questa citazione? Siete d’accordo?

∞Centonovantesimi
Bello lui :) È il mio tipo ideale di capelli. Confusi.😅
Condivido e applico questo pensiero: per essere forti bisogna praticare la leggerezza.
E aggiungo: per essere leggeri bisogna essere forti.
(Se no, si è solo superficiali).
E questo è un pasticcio, perché, se leggi bene, è un cane che si morde la coda.
Ora. Secondo me la soluzione è che bisogna essere pesanti per essere leggeri.
Sembra un controsenso lo so, ma in pratica vuol dire che vale la pena fare un giroingiro fuori, e ascoltare e osservare quanta difficoltà vera c'è. E che peso comporta.
E poi, fare un giroingiro dentro. Di sé. E ascoltare e osservare se la difficoltà che c'è, è davvero così reale e pesante.
Perché a volte ci vediamo in una tempesta che, scremando un po', è un mare sì mosso, ma affrontabile.
Dopodiché, bisognerebbe prendere questi pesi e caricarseli un po' sulle spalle e affrontarli, per elaborarli.
Succederà un po' come quando carico sul bilanciere via via un po' di più: ad ogni aggiunta, faccio fatica ad alzare, questo è ovvio, ma proporzionalmente un po' meno.
Tanto che poi a fine workout le braccia sono leggere, quasi si alzano da sole.
Ti è mai successo?
Io la vedo così. E spesso mi rendo conto che volere, è davvero il primo e fondamentale step per affrontare le cose. Che possono essere difficili, contro vento, faticose, e che è comprensibile far fatica e scoraggiarsi, e si può pure piangere a volte, ma mai autocompiangersi. Perché se sei brava ad innescare la reazione a catena, il peso genera leggerezza, che genera forza, che ti dà una visione obiettiva e positiva di ciò che puoi fare. Senza drammi o disperazione, ma serena, leggera.
E poi non è detto che si debba sempre fare; a volte ci si può anche fermare un attimo a respirare e lasciar fare al tempo, mentre si riaggiusta la rotta.
"Io che esco di casa Renoir
ma rientro Lucio Fontana"
Dalla sua ultima, Glenn Miller.🌸

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