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Cosa significa SubLimen?

SubLimen è un termine latino composto da Sub=sotto e Limen=livello/soglia.
La definizione "subliminale" deriva da "Sub-Limen", termine che letteralmente significa "sotto la soglia". Nella accezione attualmente utilizzata indica uno stimolo destinato ad imprimersi nella psiche del destinatario proprio al di sotto della sua sensibilità percettiva. Tecnicamente si intende, per tradizione, quel limite designato dalla più bassa intensità avvertita dal soggetto il 50% delle volte in cui lo stimolo è somministrato.
Di conseguenza "percezione subliminale" è la percezione troppo debole perché sia avvertita consciamente. Seguendo l'opinione di molti studiosi il nostro cervello vede e sente molto più dei relativi organi sensoriali, nel senso che la quantità di stimoli che raggiungono la memoria è maggiore della somma dei singoli particolari. Da ciò deriva che i messaggi ed i suoni subliminali sono messaggi che sfuggono all'esame della coscienza ordinaria, annidandosi in quella parte della nostra personalità che definiamo inconsapevole o inconscia.
www.sublimen.com

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Cosa è la Psicoacustica?

La psicoacustica studia i meccanismi di elaborazione del suono da parte del cervello. La conoscenza di questi meccanismi è fondamentale nella pratica sul suono poichè permette, effettuando le opportune manipolazioni, di ottenere effetti sonori molto sofisticati. Uno dei fattori più importanti nell'elaborazione del suono deriva dal fatto che il cervello si trova a elaborare due flussi di informazione contemporaneamente: quelli che provengono dall'orecchio destro e da quello sinistro. Sono le differenze, a volte anche minime, tra questi due segnali che determinano la nascita di una nuova informazione associata alla composizione delle due onde sonore. In questo caso parliamo di suono stereofonico. Quando invece i due segnali che arrivano alle orecchie sono esattamente uguali parliamo di suono monofonico.
www.musicoterapia.eu

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Cosa è l'Audioterapia?

Per Audioterapia intendiamo quella disciplina olistica che utilizza un qualsiasi tipo di sonorità del campo audio grossolano, sottile e causale (suoni, rumori, noise, musica, metamusica, voce, strumenti musicali, vibrazioni ecc.) e un qualsiasi tipo di struttura sonora (convenzionale, naturale, frattale, metafisica ecc.) per scopi terapeutici ed evolutivi: il ristabilimento, il mantenimento e il miglioramento della salute mentale, fisica, energetica e spirituale.
In pratica l'audioterapia comprende tutte le tecniche e le discipline che utilizzano il suono per scopi benefici tra cui la musicoterapia, la suonoterapia e la fonoterapia.
Anche l'audioterapia, così come la musicoterapia e la suonoterapia, può essere attiva o passiva; attiva quando l'utilizzatore partecipa attivamente alla generazione delle sonorità con gli organi di azione, passiva quando l'utilizzatore si limita ad ascoltare con gli organi di senso.
L'audio (dal latino audio = sento, ascolto) è l'informazione elettronica rappresentante il suono. In particolare l'audio è un flusso informativo avendo il suono una natura temporale.
www.audioterapia.net

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Cos'è il Protocollo e la Tecnica H.R.M.?

Il progetto della tecnica denominata "HRM" (Harmonic Resonance Modulation) è un nostro metodo sperimentale di generazione e parametrizzazione del suono integrato con un protocollo evolutivo che permette di realizzare, configurare, modulare e miscelare varie sonorità e pulsazioni sonore in base a modelli, proporzioni e rapporti armonici relativi ai parametri fondamentali della Natura e dell'Antica Saggezza umana in sinergia con le più moderne tecnologie e conoscenze in materia.
Si veda http://www.sublimen.com

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Cosa sono le Induzioni Cerebrali Infrasoniche o Brainwaves Entrainment?

Le induzioni delle onde cerebrali (brainwave entrainment o BWE) sono state identificate con una certa precisione solo nel 1934 sebbene i loro effetti fossero già noti perlomeno fin dai tempi di Tolomeo, se non prima.
Nelle induzioni cerebrali infrasoniche vengono spesso utilizzati i cosiddetti "Battimenti" e delle speciali pulsazioni o modulazioni di segnali audio per veicolare delle frequenze infrasoniche (che altrimenti non sarebbero percepibili dato che risulterebbero inudibili per l'orecchio umano) corrispondenti alle onde cerebrali e quindi ai relativi stati cerebrali.

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Cosa sono i Battimenti acustici semplici?

Nella teoria musicale ma più precisamente in acustica il fenomeno dei battimenti è determinato da una piccola differenza di vibrazioni tra due suoni della stessa altezza.
Entrando più in dettaglio, ne risulta un effetto vibratorio particolare, caratterizzato da rapide ondulazioni acustiche. L'effetto è un rafforzamento seguito da un indebolimento del suono a seconda che le frequenze siano in concordanza o in discordanza di fase. I battimenti si distinguono con difficoltà negli strumenti a corde percosse come il Pianoforte, a causa della breve durata dei suoni. Si rileva con minore difficoltà negli strumenti a vento ed a serbatoio d'aria come ad esempio l'organo in quanto hanno una sonorità più ampia. Questo effetto è anche facilmente riscontrabile nel cosiddetto vibrato degli archi. Infatti siccome il vibrato si ottiene spostando leggermente il dito sulla corda del violino causa dei suoni leggermente diversi l'uno dall'altro determinando con la sovrapposizione delle vibrazioni, i battimenti.
Il fenomeno dei battimenti è facilmente riscontrabile se facciamo vibrare contemporaneamente due corpi che hanno fra loro una leggera differenza di frequenza (per esempio di una sola vibrazione al secondo), nel primo istante i due moti arriveranno all'orecchio nella stessa fase di vibrazione; ma dopo mezzo secondo la prima origine sonora avrà compiuto mezza vibrazione in più della seconda e i due moti saranno in fase opposta. Nel successivo mezzo secondo le vibrazioni si rimetteranno gradatamente in fase e l'orecchio riceverà nuovamente due moti concordi. L'intensità del suono quindi, nell'alternarsi delle diverse fasi oscillerà continuamente, sì che nel miscuglio dei due suoni, leggermente disuguali d'altezza, si avrà, ad intervalli uguali, un susseguirsi di periodici rinforzamenti e di periodici indebolimenti che sono chiamati battimenti. Vi sono degli strumenti che producono quasi sempre dei battimenti: così sono le campane che, presentando diversità di spessore in diversi punti, producono battimenti assai intensi che conferiscono loro la caratteristica sonorità ondulante. Spesso i battimenti sono appositamente impiegati per conseguire effetti speciali; nell'esempio dell'organo, il registro della voce umana è formato da due tubi non perfettamente intonati, allo scopo di ottenere una specie di tremolio che imita la voce dei cantanti.
Suonando due note contemporaneamente, l'orecchio percepisce note aggiuntive di varie frequenze pari ad opportune somme e differenze delle due note emesse: si parla in questi casi di suoni di combinazione. Fra questi il più importante da un punto di vista pratico è il cosiddetto terzo suono di Tartini, scoperto appunto dal Tartini nel ‘700. Il celebre violinista constatò infatti che suonando un bicordo ad un intervallo di 5a (ovvero con rapporto di frequenze 3:2) si sentiva al basso un'altra nota la cui frequenza corrispondeva a un numero di vibrazioni pari alla differenza fra quelle dei due suoni originari.

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Cosa sono i Battimenti Binaurali o battiti biauricolari?

I Battimenti Binaurali o Binaural Beats sono dei battimenti o battiti sonori ritmici veicolati da due suoni (Toni) diversi, a bassa intensità e separati per i due padiglioni auricolari.
Quando un tono è ascoltato con un orecchio e un altro tono lievemente diverso è ascoltato nell'altro orecchio, il cervello produce un terzo tono che pulsa alla frequenza della differenza tra i due toni. Per esempio, se un tono di 1000 Hz viene sottoposto all'orecchio sinistro e un tono di 1010 Hz viene sottoposto simultaneamente all'orecchio destro, un terzo tono di 10 Hz viene elaborato e percepito dal cervello.
E' una delle tecniche più efficaci quando si parla di induzioni cerebrali o brainwaves entrainment ed ovviamente funziona solo con suoni stereofonici e quindi è consigliabile l'uso delle cuffie stereofoniche, a differenza del metodo fratello Monaural beats.

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Cosa sono i Battimenti Monoaurali o battiti monaurali?

I Monaural Beats o Battimenti Monoaurali sono simili ai Binaural beats con la differenza che i due toni portanti vengono miscelati prima di essere inviati all'orecchio. Quando due toni lievemente diversi, opportunamente intrecciati in un singolo suono a bassa intensità, vengono sottoposti allo stesso orecchio, il cervello elabora e percepisce un terzo tono equivalente alla differenza dei due toni ascoltati. E' una tecnica molto efficace e non richiede l'uso delle cuffie stereofoniche.

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Cos'è l'Harmonic Box X o Box X Armonica?

L'Harmonic Box X o Box X Armonica è un metodo di induzione cerebrale descritto da James Mann nel suo libro "The Awakening Mind 1". Questo metodo incorpora più battimenti (monaurali e binaurali) combinati in una singola struttura armonica.
Due o più battimenti vengono impostati per stimolare una frequenza primaria delle onde cerebrali e le due o più voci vengono disposte in modo da creare un battimento "crossover" del doppio della frequenza primaria (doppia frequenza = armonica). Infine, i toni in un orecchio vengono impostati per pulsare al triplo della frequenza primaria (tripla frequenza = armonica), l'altro orecchio è impostato con la frequenza primaria.
Funziona solo con toni puri sia in monofonia che in stereofonia ed eventualmente non richiede cuffie stereofoniche.

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Cos'è la pulsazione isocronica o Pulse Isochronic Modulation?

La Pulse Isochronic Volume Modulation (Modulazione del volume a pulsazione isocronica) è un metodo di modulazione che aumenta e diminuisce il volume di un suono su un modello di onda triangolare ad una percentuale specifica. E' uno dei metodi più datati di induzione che si conosca e secondo molti uno dei più efficienti sebbene uno dei più grossolani.
Questo metodo funziona con musica e toni puri sia in monofonia che in stereofonia ed eventualmente non richiede cuffie stereofoniche.

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Cos'è l'effetto (terzo suono di) Tartini?

L'effetto Tartini o terzo suono di tartini è un suono "fantasma" che si percepisce talvolta quando due suoni abbastanza intensi (e ricchi di armonici) giungono all'orecchio simultaneamente. È piuttosto comune ottenere questo suono sul violino suonando note doppie sulla prima e seconda corda. L'effetto in realtà assume forme diverse, in quanto il terzo suono compare a frequenze pari sia alla somma di (multipli delle) frequenze base, sia alla loro differenza, sia in corrispondenza di altre combinazioni.
Mentre la fondamentale mancante è sostanzialmente un'illusione, in certi casi il terzo suono può essere interpretato come un effetto fisico. Esso, infatti, si produce anche in casi in cui non è possibile addurre come spiegazione una fondamentale mancante. Questo fatto è stato interpretato come una prova del comportamento non lineare dell'orecchio umano. In poche parole, se l'orecchio non si comporta linearmente (il che avviene per intensità elevate del segnale di ingresso), esso può distorcere il segnale. In poche parole, questo significa che l'orecchio può aggiungere al segnale in ingresso frequenze che non appartengono al segnale stesso. Tali frequenze non sono illusorie, ma esistono fisicamente all'interno dell'orecchio, e corrispondono quindi a massimi fisici dell'onda di pressione cocleare. In particolare, esiste un tipo di distorsione, detta distorsione di intermodulazione, ben noto a chi si occupa di trasmissioni radio, che produce proprio armoniche di frequenza pari alla somma e alla differenza tra le frequenze dei suoni in ingresso.
Suonando due note contemporaneamente, l'orecchio percepisce note aggiuntive di varie frequenze pari ad opportune somme e differenze delle due note emesse: si parla in questi casi di suoni di combinazione. Fra questi il più importante da un punto di vista pratico è il cosiddetto terzo suono di Tartini, scoperto appunto dal Tartini nel ‘700. Il celebre violinista constatò infatti che suonando un bicordo ad un intervallo di 5a (ovvero con rapporto di frequenze 3:2) si sentiva al basso un'altra nota la cui frequenza corrispondeva a un numero di vibrazioni pari alla differenza fra quelle dei due suoni originari. Così, ad esempio, se un suono aveva 900 vibrazioni e l'altro 600, il suono ulteriore che si sentiva aveva 300 vibrazioni al secondo ed era, quindi, di un'ottava più grave.
Da un punto di vista fisico il fenomeno risulta particolarmente evidente suonando due note ad un intervallo di 5a poiché i prodotti di intermodulazione del second'ordine f2-f1 e del terz'ordine 2f1-f2, che sono normalmente disgiunti, in questo caso coincidono esattamente sommandosi.

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Qual'è la differenza tra registrazione Stereofonica e Binaurale?

La registrazione binaurale viene spesso confusa con quella stereofonica, ma in realtà si tratta di due sistemi molto differenti:
Nella registrazione stereofonica di un concerto, ad esempio, il suono viene tradizionalmente ripreso da numerosi microfoni di prossimità, strumento per strumento, e registrato su altrettante tracce separate, mentre l'acustica dell'ambiente di registrazione viene ripresa (eventualmente, ma non sempre) con una coppia di microfoni supplementari. Il tutto dovrà poi essere miscelato su due sole tracce (destra e sinistra), per consentirne la comune riproduzione acusmatica. In tal modo, nonostante vi sia la possibilità di intervenire sul suono di ogni strumento in fase di post-produzione, gli equilibri naturali tra i suoni degli strumenti e l'ambiente acustico della sala risulteranno compromessi o del tutto perduti, così che il suono registrato sarà inevitabilmente diverso da quello ascoltato direttamente al concerto.
Nella registrazione binaurale, invece, il suono viene ripreso complessivamente (strumenti ed ambiente nel loro corretto equilibrio, in modo analogo alla nostra percezione uditiva) dal microfono a testa artificiale e registrato direttamente su due soli canali, garantendo una elevata somiglianza tra il suono ascoltato al concerto dal vivo e quello registrato.
La stereofonia appare quindi ideale per la registrazione in studio, quando gli strumenti suonano in ambienti insonorizzati, spesso in momenti diversi, e di conseguenza vi è la necessità di un ulteriore lavoro di post-produzione e di mixaggio.
La registrazione binaurale, invece, è ideale per ricreare la sensazione "live" di una sala da concerto, così come per ogni tipo di ripresa ambientale e naturalistica.

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