@NoeBologna709

Nohaila.

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Ma perché quando mi capita qualcosa di bello tendo a rovinarlo cercando di perderlo?

Credo sia semplicemente un meccanismo di autosabotaggio. Spesso, quando ci capita qualcosa di bello, iniziamo a pensare di non meritarlo, incominciamo a chiederci dove sia la fregatura e finisce che ci mettiamo il bastone fra le ruote, pensando di non essere degni di provare una tale felicità.
Generalmente si tratta di meccanismi di auto-difesa che sorgono in relazione a traumi passati. Ma, a mio avviso, finché siamo in vita, non è mai tardi per nulla, quindi sei sempre in tempo per provare a recuperare qualsiasi rapporto tu ti sia fatt* sfuggire. Nel peggiore dei casi ti becchi un visualizzato o un “vai a quel paese”, nel migliore dei casi invece avrai la possibilità di ripristinare il tuo tentativo di essere felice. Forza e coraggio.
Liked by: Nohaila.

È un periodo positivo o negativo per te?

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Buongiorno. ☀️
Io credo fortemente nella legge di compensazione, la quale prevede che se una quantità di energia viene a mancare in un determinato luogo, questa comparirà in un altro ripristinando così la condizione di equilibrio generale. A mio avviso le persone sono dunque obbligate ad essere grate e a benedire il male come il bene perché entrambi arrivano solo per elevarle ad un livello spirituale superiore. Inoltre, sono convinta del fatto che nessuna anima venga sovraccaricata di un peso che quest’ultima non riesca o sappia sopportare. Perciò, per me, il bene e il male vivono l’uno all’interno dell’altro e proprio per questa ragione non esiste un periodo positivo o negativo. Se imparassimo a guardare le cose con occhi diversi, trasformando ogni periodo della nostra vita in un’opportunità volta a fare meglio, saremmo tutti molto più maturi e sereni…

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Meriti il meglio

Come tutti d’altronde, chi non merita la felicità?
Quanto a me, sono solo una fra le miliardi di anime erranti su questo pianeta. Niente di speciale mi contraddistingue rispetto agli altri: non ho poteri soprannaturali, non sono eterna né possiedo saperi illimitati. Sono un essere finito, fatto della stessa materia degli altri.

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Ti vedresti bene a fare la professoressa ?

In realtà mi piacerebbe assai dedicarmi all’arte dell’insegnamento. Sarebbe bellissimo provare a trasmettere il mio amore per la conoscenza agli altri, soprattutto se il fine è quello di stimolare giovani menti al ragionamento. Tuttavia non credo di avere tanta pazienza per riuscire a rapportarmi nel migliore dei modi con gli alunni🤷🏻‍♀️. Trovo i giovani di oggi alquanto maleducati nonché privi di interesse per lo studio. Ci troviamo in un’epoca in cui le menti sono profondamente anestetizzate e paralizzate, troppo pigre per pensare 💭. So che è possibile fare la differenza, ma per me sarebbe un po’ come versare acqua sulla sabbia… Inoltre, in tutta onestà, chi prenderebbe a lavorare una professoressa con il hijab? Io almeno non ne ho mai vista una in Italia.

Se la tua mente fosse una stanza, come sarebbe?

Sarebbe perfettamente ordinata, colma di libri disposti l’uno accanto all’altro per grado di colore. Sarebbero presenti una quantità infinita di quadri, dei vasi ripieni di rose finte profumate bianche e rosse, come a voler stimolare una sorta di calma che però risulta solo apparente. Ci sarebbe una grandissima terrazza, la stessa che simboleggia il luogo della mia mente in cui mi rifugio tutte le volte in cui mi sento soffocare, annegare in me stessa, che adornerei con qualche piantina, come a voler emanare tranquillità, e delle lucine colorate in grado di distogliere l’attenzione dal buio che ho dentro.
All’interno della stanza non mancherebbero delle candeline profumate, le uniche capaci di donarmi armonia quando ne ho bisogno. Il parquet sarebbe rigorosamente in legno per via della sua estrema resistenza alla pressione esterna e al passaggio di corrente elettrica rappresentati dalle mie saltuarie crisi nervose.

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Se la tua mente fosse una stanza come sarebbe

Quale ossimoro parla di te?

Credo che Alla sera, sonetto di Foscolo ricco di ossimori, parli di me.
Forse perché della fatal quïete
Tu sei l’imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,
E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all’universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
Delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.
Quale ossimoro parla di te
Liked by: Andrea Nohaila.

Sei una persona artistica? Se sì, in cosa?

Amo profondamente cantare e disegnare, ma ciò che amo ancor di più è osservare quadri/sculture, anche di artisti sconosciuti, ed elaborare opinioni mie. Questo mi permette costantemente di crescere come persona, di sviluppare ed accumulare pensieri, talvolta estranei alla mia età, e di conseguenza rinnovarmi come persona, di mettermi in discussione.
Credo che senza l’arte sarei persa.
Sei una persona artistica Se sì in cosa

Hey hey hey, stavolta non ho una vera domanda da fare, so solo che mi sto rompendo le palle. Dimmi la prima cosa che ti viene in mente e postami una canzone, non ci deve essere per forza un collegamento. Fammi passare il tempo in attesa che il mio cervello si attivi.

JDreyer’s Profile PhotoBetty
Hey Betty. Oggi ho voglia di farti leggere una poesia che ho scritto e in allegato puoi trovare il disegno corrispondente che ho fatto.
Un occhio
personificazione di tristezza,
perdita.
Un corpo
in preda allo scioglimento
al cospetto del dolore.
L’ala del passero
presso all’occhio lacrimante
si raccoglie
in un sentimento d’abbandono.
Nell’occhio
riflessi di colori chiari:
gioia e speranza.
In penombra arde il rosso
Simbolo di dolore,
sangue.
Perché il dolore si nota più della speranza e della gioia?
Perché il dolore, che così silenziosamente s’avvicina,
sembra sempre
il rumore più assordante che esista?
https://youtu.be/wro5CLy3cvkNoeBologna709’s Video 164274329413 wro5CLy3cvkNoeBologna709’s Video 164274329413 wro5CLy3cvk
Hey hey hey stavolta non ho una vera domanda da fare so solo che mi sto rompendo

Hey hey hey, quando è stata l'ultima volta che ti sei sentito importante? Perché?

JDreyer’s Profile PhotoBetty
Raramente mi sento importante, ma quando riesco a fare la differenza, anche solo facendo spuntare un sorriso sulla faccia di qualcuno, lottando per i diritti di chi non ne ha o difendendo chi non può farlo per sé, mi sento davvero importante.
L’ultima volta che mi sono sentita importante è stata quando ho regalato un piccolo giocattolo ad un bimbo in Marocco. La sua reazione... mi ha fatta piangere.
Mi ha fatto capire quanto difficile sia soddisfarci appieno, quanto complicato sia per chi ha tutto accontentarsi di quanto ha. Risulta più facile vedere chi non ha niente grato del poco che ha; ironico, no? Questa è stata una lezione di vita fondamentale per me.
Io sono grata di tutto ciò che ho, ma a volte tendo a darlo per scontato come se mi fosse dovuto e questo reca in me profonda tristezza quando penso a persone come quel bimbo.

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Hey hey hey quando è stata lultima volta che ti sei sentito importante Perché

Dov'è possibile trovare la felicità?

Nella poesia, nella scrittura, nell’arte, nella bellezza delle parole.
In un’alba che sorge e in una giornata sul momento di perire.
Nelle leggere e allo stesso tempo forti brezze di vento in grado di far volare i tuoi capelli portandosi assieme ad essi i pensieri più brutti, lasciandoti spensierata/o.
In una giornata di pioggia passata sotto le coperte ad ascoltare il dolce suono delle gocce d’acqua che battono ritmicamente sul suolo accompagnati dal soave odore del caffè o della cioccolata calda.
Nella voce e nel sorriso della propria madre.
In un campo di girasoli, nel mare, nel suono che esso genera scontrandosi contro gli scogli.
Nello sguardo di uno sconosciuto che ricambia il tuo sorriso.
Negli occhi di un bambino o di qualsiasi altra persona a cui sia stato donato qualcosa in beneficienza.
In una notte d’estate in cui a fare da sfondo ad una lunga e torrida giornata vi è un silente cielo stellato che accompagna i nostri confusi pensieri.
Nell’eleganza, nella bellezza e nel silenzio dei colori della luna.
Nel gustarsi le pietanze preparate dalla propria nonna e vedere il sorriso spuntare sul suo volto.
La felicità la si può trovare in se stessi, negli altri, in quanto a mio parere è soprattutto nel dialogo e nel confronto con gli altri che si impara a conoscersi, e nella Natura che ci circonda.

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Hey hey hey, qual è il tuo concetto di perversione? Raccontami, mostrami ciò che nascondi, esprimiti in totale libertà.

JDreyer’s Profile PhotoBetty
Tutto ciò che devia dal normale, sebbene definire cosa sia esattamente normale risulta arduo.
È un concetto astratto, complicato da spiegare, ma risulta in un’anomalia, in una deviazione a livello mentale del comportamento di una persona, sopratutto per quanto riguarda la sfera sessuale. È tutto ciò che si oppone al comune buon senso, dal momento che, come ho detto sopra, è impossibile descrivere cosa sia normale in quanto concetto relativo, a meno che non si prendano come punti di riferimento la religione, dunque la fede, o la legge di uno Stato.
Purtroppo per me, sono una persona esageratamente affascinata dalla mente e dunque anche dalle malattie che le appartengono, come lo è la perversione a mio parere. Ed è infatti assai soddisfacente per la mia mente indagare questo concetto. È difatti curioso come dalla perversione dell’azione trasgressiva, umiliante, sovversiva, crudele nasca in un determinato individuo il piacere sessuale, a suo avviso l’unico scenario possibile in grado di condurre all’apice del godimento.
A tal proposito consiglio una serie che ho apprezzato molto a tutti coloro che sono affascinati dalle malattie mentali: mindhunter.

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Hey hey hey qual è il tuo concetto di perversione Raccontami mostrami ciò che
Liked by: Nohaila. Betty

Hey hey hey, accompagnami nella tua mente, prendimi per mano e portami ovunque. Voglio vedere una parte di te, che sia un sogno, un incubo, un desiderio, un ricordo, quello che vuoi.

JDreyer’s Profile PhotoBetty
Credo che con le risposte sottostanti io ti abbia condotto in molte parti della mia mente, nei miei ricordi.
Ora raccontami tu qualcosa di te. Stupiscimi. Sconvolgi la mia quiete momentanea.
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"Tu mi alleggerisci i pensieri." Hey hey hey, parlami ancora di te, vuoi? Cosa, o chi, riesce a sollevarti dal peso della tua mente?

JDreyer’s Profile PhotoBetty
Sembra paradossale, ma la mia mente stessa è in grado di farlo.
È assurdo, lo so, ma quando la mia mente fa troppo rumore mi rifugio in un altro angolino della mia mente, uno meno caotico, uno che nascondo per me, che custodisco e sul quale lavoro ex ante allo scopo di rifugiarmici quando tutto crolla. È ciò che costituisce il mio mondo interiore, quel mondo all’interno del quale riesco a controllare tutto, riesco a padroneggiare tutto, riesco a gestire le mie emozioni e di conseguenza tutto ciò che ne deriva.
Da quel momento in poi è tutto in discesa: riesco a respirare perché capisco cosa in quel momento devo fare. Mi dedico a me stessa e inizio a fare ciò che mi fa bene: scrivo, canto, disegno, spengo internet e mi ascolto, ascolto ciò che mi suggerisce di fare il mio corpo in base al bisogno che sente in quel determinato momento.

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Tu mi alleggerisci i pensieri Hey hey hey parlami ancora di te vuoi Cosa o chi
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Hey hey hey, sono una persona curiosa, mi piace osservare e ascoltare, in questi casi direi leggere. "Ogni persona è quello che tace." E tu? Il tuo silenzio cosa racconta?

JDreyer’s Profile PhotoBetty
E, dal momento che mi fa piacere essere letta da te, ti racconto di me.
Il mio silenzio racconta il mio sentirmi perpetuamente in bilico fra un sentimento di completo e gelido vuoto interiore, quasi come se al posto del cuore avessi una voragine che, come la lupa dantesca, sembra essere insaziabile, e l’avere un malinconico nodo allo stomaco, un nodo che racconta tutto il dolore che ho passato nel corso di questi brevi 19 anni, sebbene le mie esperienze di vita li abbiano resi quasi lunghi al punto da percepirli come interminabili... Nel corso di questi anni tale nodo non ha fatto che appesantirsi e appesantirmi, creando una sorta di “impasse” nei miei polmoni, nella mia vita, impedendomi di respirare appieno e di concedermi agli altri allo stesso modo. Questo ha contribuito a zittirmi, mi ha condotta ad accomodarmi in un angolino, osservando tutto ma rimanendo inerme ed inerte, in silenzio, dinanzi a tutto ciò che richiedesse troppe energie.
Nel mio silenzio si ergono il rimpianto, la malinconia, fogli di carta scarabocchiati per timore di esternare i miei sentimenti, la tristezza, la rabbia, il dolore. C’è una parte di me, quella parte non direttamente attingibile, quella a cui non faccio avvicinare nessuno, quella parte buttata che fa compagnia ai fogli di carta scarabocchiati, forse per codardia, forse per orgoglio e che ora ammucchio in un cestino che accudisco gelosamente.

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Hey hey hey sono una persona curiosa mi piace osservare e ascoltare in questi
Liked by: Andrea Nohaila. Betty

Hey hey hey, raccontami una storia d'amore, ti va? Ho voglia di leggere qualsiasi cosa tu voglia scrivere.

JDreyer’s Profile PhotoBetty
Quella che mi piacerebbe raccontarti è la storia d’amore a cui sono più legata per il ricordo affettivo che ne deriva e perché mi ricorda la storia d’amore che c’è stata fra mio nonno e mia nonna.
Questa è la storia di Noah e Allie, due giovani ragazzi che si conoscono durante una vacanza estiva e che, nonostante appartengano a due classi sociali differenti, si innamorano. I due progettano di andare a vivere insieme in una vecchia casa abbandonata che Noah si impegna a comprare e ristrutturare. Alla fine dell’estate i ragazzi si dividono, ripromettendosi di rincontrarsi per coronare il loro sogno d’amore. Noah scrive ad Allie delle lettere d’amore appassionate, senza ricevere risposta. Pensa allora che Allie non sia più interessata alla loro storia d’amore e ai loro progetti e, deluso, smette di scriverle. In realtà le lettere di Noah non erano mai arrivate ad Allie, perché erano state nascoste dalla madre della ragazza, contraria alla relazione. Così Allie, non ricevendo notizie di Noah, pensa che il ragazzo la abbia dimenticata.
Intanto scoppia la Seconda Guerra Mondiale: Noah parte per la guerra e Allie diventa infermiera. Quando alla fine della guerra Noah torna negli Stati Uniti, decide di comprare la casa abbandonata con cui aveva progettato di vivere con Allie, realizzando così almeno metà del suo sogno. Nel frattempo Allie accetta di sposare un uomo ricco, propostogli dalla famiglia. Tuttavia, per casualità Allie viene a sapere che Noah ha comprato la casa e decide di mettersi in contatto con lui e fu allora che le racconta delle lettere. Allie, avendo capito allora come sono andate le cose, passa insieme a lui alcuni giorni e la passione tra loro scoppia nuovamente. Ora Allie è combattuta, non sa se mantenere la parola data ai genitori e sposarsi con l’uomo proposto da loro o se seguire il suo cuore e restare con Noah. Noah, ormai anziano, legge alla donna in una casa di riposo, si interrompe e rivela di essere Noah e che la donna a cui indirizza la sua lettura è Allie, sua moglie, malata di Alzahimer, a cui ha promesso di leggere ogni giorno le pagine della loro vita insieme, mentre la malattia le porta via inesorabilmente il ricordo di quella vita. Noah rivela inoltre di essere anche lui malato e di star combattendo contro il cancro.
Dopo aver sentito la storia Allie in un momento di lucidità riconosce il marito e riesce a esprimere ancora una volta il suo amore per lui. Ma dopo qualche ora la malattia ha di nuovo il sopravvento, Allie cade nella confusione e scorda di nuovo la sua vita, senza nemmeno più riconoscere Noah. Dopo la crisi, Allie si risveglia, di nuovo cosciente, parla con Noah, gli dice che lo ama e i due si addormentano insieme in quello che è e sarà un sonno eterno.

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Hey hey hey raccontami una storia damore ti va Ho voglia di leggere qualsiasi
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Yes, ma vivo fuori città, nella bassa. Tu che zone frequenti?

JDreyer’s Profile PhotoBetty
Difficile da dire, sono una che ama cambiare. Dipende dal mio umore direi. Ci sono volte in cui mi sento affascinata dal centro, altre in cui mi sento soffocare da tutte le persone lì presenti, il che mi porta ad osservare tramonti da posti come San Michele in bosco, Monte donato, Pianoro. Sono flessibile a tal proposito.
Tu dove vivi ora?
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+2 answers in: “Sarai fidanzata in estate o solo libertà?”

Sei italiana?

Questo è sempre stato un argomento delicato e difficile da toccare per me. Ho sempre vissuto al confine fra due mondi, senza mai appartenere pienamente né all’uno né all’altro.
Seppur in possesso della cittadinanza italiana sin dalla nascita, sebbene sia nata in Italia e cresciuta con persone italiane, malgrado io parli la lingua fluentemente, agli occhi degli altri resto e rimarrò solo una “misera marocchina”. Solo questo mi appartiene ai loro occhi. Mi viene attribuito il termine come sorta di epiteto ingiurioso, quasi come fosse un qualcosa di offensivo il fatto che io abbia origini del Marocco, quando in realtà ciò per me non può che essere motivo di vanto. I colori, la bellezza, le vivaci tradizioni e la splendida storia di quel paese mi riempiono il cuore di gioia, mi ricordano di essere umile sempre.
Quando d’altra parte mi reco in vacanza nel mio paese d’origine, nonostante il Marocco e l’amore che nutro per quel meraviglioso paese mi scorrano nelle vene, nonostante io abbia la nazionalità marocchina, vengo vista come una straniera, una semplice italiana di passaggio ospite in un paese che non le appartiene.
Questo mi rende impossibile sentirmi davvero a casa, accettata per ciò che sono, in nessuno dei due luoghi. Per questo continuo a chiedermi quale luogo sulla terra mi appartenga e, sempre per questo, non faccio che sentirmi a livello emotivo nient’altro che un’apolide.

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Sei italiana

C'è un libro che senti ti abbia in qualche modo cambiato la vita? Se hai fatto scoperte mirabolanti tra pagine di carta, ti va di raccontarmelo?

seekhide’s Profile PhotoSeek'n'Hide
Uno, nessuno e centomila di Pirandello. Tutta la teoria secondo cui la personalità dell’uomo, impostaci dal contesto sociale all’interno del quale viviamo e dalla trappola dell’ambiente famigliare, altro non è che una costruzione fittizia sotto la quale si cela un’identità, oltre che informe, inafferrabile mi intriga molto. Leggere quel libro è stato per me come un’epifania, una rivelazione momentanea di assoluto, di infinito, che mi ha permesso di vedere oltre il paraocchi che mi otturava la vista.
La teoria delle maschere, il relativismo conoscitivo, l’incomunicabilità che filosoficamente sussiste tra gli uomini data dai loro diversi mondi interiori ed esperienze di vita che li portano ad intendere le cose così com’è per loro la realtà, l’impossibilità di vedere e interpretare oggettivamente la realtà, il conflitto che c’è fra vita, ossia eterno fluire, e forma, tutto ciò che cioè mortifica la continua trasformazione dell’uomo da uno stato all’altro mi hanno portata a maturare, a capire che in realtà maschera e persona sono la stessa cosa. Tutti ci adattiamo al ruolo che interpretiamo, alle persone che frequentiamo, al pensiero che assumiamo in relazione al contesto sociale nel quale viviamo.
D’altra parte, facendo qualche ricerca ho scoperto che persona deriva dal greco πρóσωπον (prósôpon), termine il cui significato è proprio maschera: dunque tutta la teoria di Pirandello si fonda sulla persona che prende il “nome” proprio dalla maschera.

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Cè un libro che senti ti abbia in qualche modo cambiato la vita Se hai fatto

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